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Soppressione laboratorio analisi, il PD: «Sia revocata la delibera dell’Asp»

I democrat di Corigliano-Rossano temono il verificarsi di dilaganti disservizi su tutto il territorio dello Jonio

«Sia revocata la delibera dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza n.646 del 3 agosto 2020! Con la quale il Commissario straordinario dell’ASP, Dott.ssa Cinzia Bettelini ha deciso di sopprimere alcuni importanti Laboratori Analisi del Territorio». È il monito dei circoli del Partito democratico di Corigliano-Rossano che temono il verificarsi di dilaganti disservizi su tutto il territorio dello Jonio.

Con la nuova disposizione del commissario dell’Asp di Cosenza verrebbero chiusi i laboratori analisi degli Ospedali di Corigliano, di Cassano all’Ionio, di Lungro, di Cariati, di Cetraro e di Mormanno. «Tecnicamente –  si legge nella nota dei democrat – la delibera utilizza il termine di “conversione in punto di prelievo con lo Spoke di Rossano” per i laboratori di Corigliano e di Cariati, così come per gli altri laboratori si fa riferimento ai rispettivi Spoke, ma in sostanza ciò significa che il servizio completo analisi non sarà più espletato nei laboratori detti». 

«Una tale decisione – precisano – non può essere assolutamente accettata! La soppressione dei detti Laboratori di Analisi, ed accorpamento ad altri Laboratori, sarà causa di disservizi nell’erogazione delle prestazioni ed è inspiegabile, anche alla luce del piano del fabbisogno del Personale di recente deliberato. Infatti, il nuovo piano dovrebbe superare le criticità delle risorse umane nei vari servizi sanitari, compresi i problemi di carenza di personale all’interno di quei Laboratori che oggi si vorrebbero sopprimere».

«Una decisione – scrive ancora il PD di Corigliano-Rossano – che non tiene conto della nuova realtà Istituzionale, Corigliano-Rossano, nata dalla recente fusione e che per popolazione è la terza città della Calabria, dopo Reggio Calabria e Catanzaro, con la maggiore estensione territoriale dell’intera Calabria. Non è accettabile che non si abbia contezza  di tale realtà o che si sottovaluti la vastità dell’area servita e si possa cosi, con tanta superficialità, pensare di tagliare gli stessi servizi dei laboratori di analisi. Inoltre, la delibera ASP  Cosenza n°646 del 3 agosto 2020 “Adozione Piano Aziendale Riorganizzazione Rete Territoriale”. Presa d’atto, mantiene l’attuale assetto distrettuale, senza tenere conto della nuova unica realtà Corigliano-Rossano, per cui l’ex area di Corigliano continua a far parte del distretto sanitario dello Jonio Nord e l’area di Rossano resta nel distretto Jonio Sud. Con ciò, non cosentendo di perseguire le finalità previste dal DCA 65/20, secondo cui “Il distretto contribuisce a migliorare lo stato di salute della comunità attraverso il governo e la gestione di una rete integrata di servizi socio-sanitari assicurando competenza, disponibilità e prontezza di risposta, nel più ampio rispetto della dignità della persona umana e dei suoi primari diritti di salute”. Chiediamo che si provveda all’immediata revoca della delibera n.646/20, laddove sopprime i laboratori di analisi detti, e che si prenda atto dell’avvenuta istituzione del nuovo comune Corigliano-Rossano, procedendosi  alla unificazione dei distretti Jonio nord e Jonio sud in un unico distretto comprendente tutto il territorio che fa riferimento alla propria area  di pertinenza».

«La nuova realtà comunale – concludono dal Partito democratico di Corigliano-Rossano – in considerazione della popolazione che il così unificato distretto registra, oltre 171 mila abitanti, merita maggiore attenzione nell’organizzazione ed erogazione dei servizi sanitari, partendo, intanto, da ciò che è  già previsto dal DCA 65/20, in termini di attribuzione di servizi ospedalieri, medicina del territorio e fabbisogni assistenziali. Per la difesa del diritto alla salute della popolazione del nostro territorio, ove il Commissario straordinario non dovesse rivedere le sue decisioni, siamo pronti ad intraprendere e sostenere ogni iniziativa pubblica di protesta insieme a tutte le altre forze politiche democratiche e alle organizzazioni sindacali».


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