Home / Attualità / Società del denaro, non dei valori. I motivi della crisi sociale ed economica

Società del denaro, non dei valori. I motivi della crisi sociale ed economica

SocietàL’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

A poche ore dall’inizio del nuovo anno è d’obbligo aprirsi a riflessioni di prospettiva, facendo tesoro di passato e presente. Ciascun cittadino è chiamato a farlo: genitori, figli, amministratori pubblici e privati. Come dire, è tempo di bilanci. Un momento difficile perché si tratta di doversi misurare con sè stessi e a volte non è semplice, soprattutto quando le cose non vanno granché. Sono tempi duri per tutti, anche per chi si sente soddisfatto o realizzato (e sono in pochi), perché è comunque presente quella consapevolezza di vivere in un contesto ambientale non certo favorevole e confortante.

L’errore grossolano commesso da chi ha le sorti del Mondo è aver basato la vita delle persone sul DENARO, anziché sui valori. Eppure, secondo autorevoli economisti, tra valori e finanze vi è una stretta relazione. E’ il caso della Grecia, Nazione caduta in default a causa della radicata e diffusa corruzione. L’Italia, come direbbe qualche statista, è da rifare, da ricostruire dalle radici. Chissà quante generazioni occorreranno perché il processo possa avere inizio. Potrebbe esservi una terapia d’urto immediata, ma non sarebbe esaustiva, in quanto la soluzione trae origine da cultura e mentalità. E’ come risolvere un problema sociale dando vita alla sola repressione, senza tener conto di una attenta politica preventiva.

L’Italia tra ipocrisia e falso perbenismo

Quella di oggi non è l’Italia degli onesti, ma degli astuti, dei furbi, degli scaltri, di chi studia per come meglio “fottere” l’altro, di chi sgomita utilizzando metodi sporchi, irrispettosi gli uni degli altri. Siamo tutti consapevoli, però dobbiamo sempre trovare un capro espiatorio criminalizzando alcuni e assolvendo quel falso perbenismo tanto becero quanto ipocrita di alcune fasce sociali.

Ci stupiamo quando tutto ciò ci rispedisce indietro gli effetti, mediante gravi fenomeni sociali che vanno dai suicidi, ai parricidi, alla droga, all’alcolismo, alla ludopatia, ai furti, alle rapine, agli scippi. Numeri da capogiro poi giungono dal fronte della salute mentale e psicofisica, tra antidepressivi e farmaci curativi della sofferenza e del dolore. Quel mal sottile che c’è ma non si vede.

Le famiglie, le coppie, i rapporti genitori/figli, sono spesso deteriorati dalla tensione emotiva, spesso dovuta alla crisi economica imperante. A tutto questo come reagiamo? L’impatto iniziale è amarezza e dispiacere, poi pian piano tutto cade nel dimenticatoio e si continua regolarmente nella quotidianità, come se nulla fosse accaduto. Amiamo rimanere in superfice, forse perché conviene!

Abbiamo creato una società che vive di apparenza, di esteriorità, dove è imperante l’individualismo e la megalomania, dove ognuno pensa di essere più bravo dell’altro, non tanto su basi meritocratiche nozionistiche o professionali quanto invece alla capacità di sapersi destreggiare in una società plastica in cui è necessario assoggettarsi per far carriera. Non si scopre l’acqua calda, tutti ne siamo consapevoli di come va il sistema, ma il fatto di conoscere o di sapere costituisce sicuramente un’aggravante.

Le priorità, riforma della scuola e della giustizia

Combattere il malcostume è un fatto di coscienza individuale. Le direttrici da seguire sono molteplici e contestuali. Molto dipende da chi governa, è da lì che partono le direttive. Tra le riforme necessarie: la scuola e la giustizia. Introdurre sistemi meritocratici chiari ed evidenti, diversi dagli attuali, decisamente improduttivi e di facciata. Coniugare lo spirito di servizio per lo Stato alla produttività, mediante strumenti incisivi che mirano a obiettivi e risultati. Oggi, sulla carta ci sono, ma solo sulla carta! Il livello di istruzione nelle scuole è basso, inoltre vi è uno scollamento tra formazione scolastica e preparazione al mercato del lavoro. Tutto questo produce insicurezza nei ragazzi, ragion per cui si ricorre poi alla raccomandazione (ed ecco i primi punti di contatto con il malcostume).

La scuola ha quindi bisogno di docenze di qualità, curare l’accesso con filtri rigidi! E’ indubbio, la corruzione si combatte non solo attraverso un atto di coscienza individuale, la scuola e la famiglia, ma materialmente con una magistratura anch’essa di qualità, capace di perseguire nell’immediato atti e comportamenti inurbani. Oggi la tecnologia innovativa è nelle condizioni di perseguire chi delinque ancor prima che si commetta un reato, in flagranza. Siamo lontani da questi livelli e i tempi di giustizia decisamente insoddisfacenti. Occorre quindi riformare il sistema giudiziario, compito affidato anch’esso alla politica. Siamo in campagna elettorale, di tutto si parla tranne che di questi temi. A volte si ha davvero l’impressione che si voglia rimanere così in modo tale da azionare i soliti meccanismi da scaricabarile.


Commenta

commenti