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Sociale, parte il progetto Dietro il codice a barre…libera lo schiavo

DI REDAZIONE

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migranti arrivati al porto

socialeSociale.Migranti,un valore umano da salvaguardare. E’ il tema del progetto dal titolo ” Dietro il codice a barre…libera lo schiavo” nato dalla sinodalità di più uffici Diocesani, tra cui l’ufficio della pastorale Migrantes, la Caritas, l’ufficio per la Pastorale del Lavoro, l’ufficio di Insegnamento della religione Cattolica. Il progetto è inserito in un quadro più ampio della Caritas Italiana, che vedrà la collaborazione dell’Associazione culturale Rùskia e delle Associazioni di volontariato Tenda e Fraternità Giovanni Paolo II.

L’ufficio Diocesano per la pastorale Migrantes ha tra i suoi obiettivi la promozione e la coordinazione dell’opera di evangelizzazione e di promozione umana relativa a immigrati, profughi, emigrati italiani, rom e sinti ed infine fieranti e circensi. Come ogni anno, su input del Arcivescovo Giuseppe Satriano, viene scelto un tema da proporre ai ragazzi nelle scuole superiori ed in particolare, quest’anno, ai ragazzi del biennio.

NASCITA DEL PROGETTO

Il progetto nasce da una mostra dal titolo ”Dietro il codice a barre”, portata in Italia e tradotta da Caritas Internationalis,  di “Ressources Humaneis Sans Frontiers” (RHSF è una ONG a vocazione internazionale con sede a Tolosa, fondata nel 2006) e della Ligue del l’enseignement per i diritti umani nell’ambito del lavoro. Un’azione che mira a debellare il lavoro forzato e il lavoro minorile, non sempre facili da scoprire dato che alcuni elementi caratteristici: mancanza di consenso, costrizione, mancanza di autonomia non sono di facile individuazione, nonostante l’Organizzazione Internazionale del Lavoro abbia predisposto degli strumenti per contrastare la piaga.

Lo scopo del progetto, è quello di sensibilizzare i ragazzi affinché, come cittadini, promuovano la libertà e la giustizia sociale e lottino contro ogni forma di discriminazione in particolare contro lo sfruttamento minorile, la tratta degli esseri umani, il lavoro forzato, il lavoro nero e lo sfruttamento nel lavoro stagionale.

PIANA DI SIBARI:12 MILA I LAVORATORI STAGIONALI MIGRANTI

Il nostro territorio, compreso nella area della Diocesi di Rossano-Cariati, composto da 19 comuni con 56 parrocchie, per una popolazione residente di 139.000 abitanti a vocazione agricola, che è interessato al fenomeno del lavoro stagionale, con flussi migratori di lavoratori provenienti dal nord africa e dai paesi dell’est europeo.

Alcune organizzazioni di categoria hanno stimato che nei mesi invernali la presenza dei lavoratori stagionali migranti è nel numero di circa 12.000 unità nella sola zona afferente alla piana di Sibari. Di questi solo la metà sono iscritti regolarmente nelle anagrafe comunali. Questa tipologia di lavoratore ha prodotto una differenza nel trattamento retributivo agricolo locale favorendo di fatto il lavoro nero e agevolando l’acquisizione fraudolenta di benefici previdenziali di falsi braccianti agricoli.

 

 

 

 

 

 

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