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Siinardi, fusione: Geraci si faccia da parte. Troppi tira e molla

siinardiIl contributo dell’ex assessore al bilancio del comune di Corigliano, Enzo Claudio Gaspare Siinardi sul recente esito referendario. Mi auguro vivamente che gli amici Coriglianesi e Rossanesi promotori del “Sì”.I quali alacremente si sono spesi per il progetto di fusione abbiano modo di impegnarsi altrettanto convintamente per far sì che al Sindaco della nostra Città. Già autosfiduciatosi e sfiduciato dalla stessa Cittadinanza Coriglianese venga impedito di traghettare la nostra Comunità nel processo di fusione. E’ necessario togliere dalle mani di Geraci quello che per lui ha rappresentato sempre e solo un “giocattolo”. Prima che si rompa. Il processo di fusione non avrebbe alcuna credibilità se al Sindaco Coriglianese dovesse essere consentito di partecipare a tale delicatissima fase. Dopo avere consegnato la Città di Corigliano all’imbarazzo più totale.

Con i suoi continui “tira e molla” sulla fusione, i quali hanno finito per stremare la popolazione. E  fare in modo che la stessa arrivasse a presentarsi all’appuntamento referendario sostanzialmente disinteressata, disinformata e divisa. Ed il tutto anche, ed in particolar modo, a causa della totale assenza di divulgazione informativa in merito proprio da parte dell’Amministrazione Comunale e, nello specifico, dei soggetti all’uopo deputati.

SIINARDI, GERACI: GERACI DEVE FARSI DA PARTE 

Vi è di più, l’Amministrazione Geraci, fino a prova contraria, è tuttora sub-judice da parte del Ministero dell’Interno il quale, entro e non oltre il prossimo 22 di dicembre, dovrà necessariamente esprimersi sulle conclusioni elaborate dalla Prefettura e dalla Commissione d’accesso antimafia, risultanze in merito alle quali, positive o negative che siano, la stessa Amministrazione è tuttora ufficialmente in attesa. E, qualora dovesse essere superato anche questo scoglio, come tutti ci auguriamo che sia, la “scadenza” di Geraci è fissata, comunque, al prossimo maggio.

La Città di Corigliano, “guidata” da Geraci, non avrebbe alcun peso politico nell’iter del processo di fusione, dunque, sia perché ancora sub-judice dal Ministero dell’Interno, sia perché a maggio scadrà naturalmente il suo mandato e sia perché Geraci è già stato “sfiduciato”, a mezzo stampa, da buona parte della sua stessa maggioranza, oltre che dal popolo Coriglianese, qualora qualcuno se lo fosse già dimenticato. Se a ciò aggiungiamo come la Città di Rossano avrà modo di presentarsi al tavolo delle trattative con 12.715 “Sì” contro i “soli” 7’674 di Corigliano si può ben immaginare come Geraci sia, stando così le cose, un Sindaco del tutto delegittimato ad operare, non rappresentando più la Comunità, che l’ha difatti sfiduciato e, quindi, chiaramente inadatto a gestire un processo di tale complessità e delicatezza.

SIINARDI: DOVREBBERO DIMETTERSI TUTTI I CONSIGLIERI CHE HANNO ASSUNTO POSIZIONI AMBIGUE NEI CONFRONTI DELLA FUSIONE

Giuseppe Geraci farebbe bene a prendere atto di tale, conclamata, deligittimazione politica dimettendosi. E sollevando definitivamente la Città di Corigliano dall’imbarazzo al quale l’ha consegnata fin dall’inizio del suo percorso. Così come dovrebbero dimettersi i consiglieri comunali Coriglianesi i quali hanno assunto, fin dal principio, posizioni decisamente ambigue nei confronti della fusione. E il tutto, al fine di salire in ogni caso sul “carro del vincitore”, qualsiasi esso fosse.

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