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Sicurezza e tutela pubblica, temi ignorati dalla politica

 

L’EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

SicurezzaBufera di vento in Calabria: a Crotone perde la vita un uomo, a Corigliano sfiorata la tragedia in Via Fontanelle. Disagi in tutto il territorio, divelte intere coperture, cedimenti strutturali, alberi abbattuti.  L’aspetto più inquietante in particolare a Corigliano, è costituito dall’assenza dell’avvio di un dibattito circa un sistema di controllo, di verifica e di monitoraggio di tutte quelle aree a rischio sicurezza in materia di gestione del territorio, urbanistica, lavori pubblici, edilizia. La bufera e gli effetti derivanti dalla stessa, insomma, è stata liquidata e risolta limitandosi alla rimozione di calcinacci e tegole in alcune aree della città.

Eppure, come territorio, conosciamo abbastanza bene i rischi a cui siamo esposti quando parliamo di calamità naturali (nubifragi, alluvioni, bombe d’acqua, mareggiate, burrasche). Tra abusivismo e rischio idrogeologico abbiamo poi reso ancor più vulnerabile il nostro territorio, incuranti di ciò che potrebbe accadere non solo in presenza di consistenti eventi climatici ma anche in caso di sisma. Tutto questo ragionamento è completamente ignorato nell’attuale dibattito politico, più interessato al populismo, al canone Rai o alle tasse universitarie.

In casi di emergenza prevale lo smarrimento

La sicurezza è un argomento articolato e complesso. Fortunatamente in Calabria a capo della protezione civile è stata indicata una personalità capace, sensibile e competente, il coordinatore Carlo Tansi, geologo, attento conoscitore della materia, anche se spesso costretto a barcamenarsi con i mali del sistema calabrese. Che non sono pochi! Già in occasione dell’alluvione del 2015, pur apprezzando la buona volontà di tanti singoli, complessivamente si ebbe una sensazione di smarrimento nella gestione dell’emergenza, soprattutto nelle ore immediatamente successive all’evento. In quei momenti si mettono in moto meccanismi perversi spesso dettati dalla scarsa conoscenza.

Da qui la paralisi delle attività a causa del susseguente scarica barile. Tutti e nessuno è competente. Studiare invece un piano di coordinamento delle attività in tempi di calma sarebbe più che necessario. Non si tratta di investimenti finanziari, piuttosto di come organizzare il sistema e armonizzare il ruolo e le funzioni di Sindaci, centri com, regione, provincia, prefetture, enti intermedi, associazionismo, forze dell’ordine. Un caos infernale determinato da una sovrapposizione di competenze. Sin qui i casi in cui si richiede l’intervento sinergico di tutti gli organismi preposti.

Vigili del fuoco sottodimensionati per un territorio così vasto

La quotidianità invece presenta situazioni non meno drammatiche. L’interfaccia dei cittadini in caso di necessità sono i vigili del fuoco, in questo caso il Distaccamento di Rossano (n.1 squadra a turno) che ha competenza da Corigliano a Cariati, incluso le zone dell’hinterland. Una sola squadra per tutto il territorio: basta un episodio di cronaca contestuale a Mandatoriccio e a Corigliano perché la macchina vada in tilt. Il più delle volte giungono i soccorsi da Trebisacce ( volontari) e Castrovillari, ma è evidente che gli interventi vengono effettuati in ritardo a scapito delle vittime.

Spesso gli stessi pompieri sono destinatari di ingiuste aggressioni verbali da parte dei cittadini i quali, però, non sono a conoscenza del fatto che i ritardi sono dovuti alla mancanza di personale a copertura di un comprensorio così vasto. Con l’apertura della sede di San Giovanni in Fiore in minima parte si è attenuato il carico di lavoro del distaccamento di Rossano. Molti comuni della Sila Greca (Longobucco, Campana, Bocchigliero, etc etc) ricadono da poco tempo sotto quella giurisdizione. Il problema in riva allo jonio tuttavia rimane. Tempo fa si era ipotizzata l’apertura di una sede presso l’area portuale di Corigliano, vennero effettuati investimenti per la ristrutturazione di alcuni locali di proprietà del provveditorato delle opere pubbliche. Ma niente: tempo, parole e denaro persi.

Su questi temi prevalente l’insipienza

Siamo abituati culturalmente a dover attendere il “dramma” affinché si prenda coscienza di tutto ciò. Manca quel senso di responsabilità necessario ad affrontare questioni così importanti. L’aspetto su cui intervenire è preventivo. Uno dei pericoli incombenti è la pulizia dei torrenti che nei casi di piogge abbondanti si gonfiano a tal punto da trasformarsi in bombe ecologiche poiché sede di rifiuti ingombranti di ogni tipo. Bene!

A costo zero, i letti dei torrenti potrebbero essere ripuliti da quelle imprese interessate ad acquistare a buon mercato il terriccio presente all’interno degli alvei a tal punto da raggiungere più risultati: torrente pulito, sicurezza, introiti per lo Stato. Ovviamente nessuno avvia questi processi. Perché? Negligenza, mancanza di idee o altro? Un dato è certo: su questi temi è prevalente l’insipienza.

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