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Sibaritide, promossa azione giudiziaria contro la mancanza di treni

trenitaliaLa battaglia “giudiziaria ed a suon di carte bollate” in difesa del territorio della Sibaritide continua e questa volta approda in Tribunale. L’avv. Pasquale Catalano, dopo la diffida de l19/3/19 e altre precedenti approdate nei due rami del parlamento con petizioni popolari, su mandato di un cittadino di Corigliano-Rossano, tale C.P., ha proposto nuovamente un’azione giudiziaria nei confronti della Regione Calabria, Ferrovie dello Stato e Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana,denunciando la precarietà dei pochi treni locali e la mancanza di treni a lunga percorrenza, nonché le gravi carenze infrastrutturali nella Sibaritide e nella fascia ionica cosentina.

La vicenda è stata nuovamente riproposta con un formale atto diffida dello scorso marzo in cui si evidenziava che l’intera fascia territoriale jonica e la Sibaritide risulta carente di infrastrutture, trasporti e adeguate vie e mezzi di collegamento. Infatti, nonostante il lento ammodernamento della rete ferroviaria Jonica, con la soppressione dei treni a lunga percorrenza lungo la dorsale jonica (i famosi treni Crotone/Milano, Crotone/Roma e Reggio/Bari), la mancanza di corse dirette per Cosenza e Castrovillari (quest’ultimo privo di rete ferroviaria), salvo poche corse sostitutive di pullman che non garantiscono lo stesso livello di celerità e qualità pari a quella dei treni, in una strada già di per sé intasata e precaria quale la SS 106 ionica.

Il territorio è rimasto quasi del tutto scollegato e staccato dalla Puglia e Basilicata e dalla penisola italiana, ed è sprofondato in un inaccettabile isolamento con gravi ripercussioni socio – economiche. Inoltre, dopo l’accorpamento del Tribunale di Rossano a Castrovillari, non sono state ancora istituite idonee e sufficienti corse di collegamento tra il territorio dell’ex circondario di Rossano e la sede del tribunale accorpante, con gravi disagi ed insopportabili oneri finanziari per l’utenza, forze dell’ordine, avvocati e professionisti, nonché per lo stato stesso. A ciò si aggiunge l’antiquato ed ormai insostenibile sistema viario che collega i paesi interni della Sila e del Pollino, l’inadeguato sistema di collegamento tra i due versanti ionio e tirreno, nonché l’annosa pericolosità ed inadeguatezza della SS 106, che ne fanno la quarta strada in Italia per incidenti e per numero di morti.

La soppressione del Tribunale di Rossano ed altri presidi e uffici, l’ingiustificato ridimensionamento del servizio sanitario e ospedaliero e lo stato disastroso in cui versano le poche infrastrutture rimaste, isolano ancora di più la popolazione di questo comprensorio che si vede perciò privata di ogni servizio e diritto e che vede il proprio benessere sempre più precario. I fatti narrati evidenziano una insopportabile e non più accettabile diseguaglianza tra i cittadini del territorio della Calabria del Nord – fascia ionica compresa, rispetto ai cittadini del resto d’Italia, con chiara ed evidente violazione dei principi costituzionali di uguaglianza tra cittadini (art. 3 Costituzione).

Con l’azione giudiziaria intrapresa, a cui ne seguiranno altre dei tanti cittadini indignati, nonché un esposto denuncia alla procura della Repubblica, si chiede all’organo giudiziario l’accertamento di ogni responsabilità, ordinando agli enti convenuti di realizzare immediatamente dei piani di ammodernamento e di adeguamento dei servizi, nonché tutte le opere infrastrutturali necessarie ad attenuare le diseguaglianze non più sopportabili e che creano disparità di trattamento tra cittadini, ed in particolare nei confronti dell’assistito C.P., con condanna degli stessi enti e società, al risarcimento dei danni patrimoniali e non, nella misura di € 200.000,00 o nella diversa misura.

 

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