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Sibari, rimosse ferriti di zinco

sibariRestituita la dignità perduta a un intero territorio, negli anni stuprato dalle ecomafie. Bonificati a Sibari i siti di Contrada Tre Ponti e Chidichimo in Cassano All’Ionio e di Contrara Capraro, di Cerchiara di Calabria. Risultati e commenti nel corso di un incontro che si è tenuto nel salone di rappresentanza “D.Varujan” della Delegazione Municipale della Piana di Cerchiara di Calabria. L’iniziativa è stata promossa dai comuni di Cassano all’Ionio e Cerchiara di Calabria, rappresentati dai sindaci, Gianni Papasso e Antonio Carlomagno. Presenti il rappresentante della Syndial SpA, Andrea Cecchinato, in qualità di responsabile per il Sud Italia; Aldo Borzillo, responsabile del Servizio Suolo e Rifiuti del Dipartimento Provinciale dell’Arpacal; Giuseppe Giudiceandrea, segretario della III^ commissione regionale sanità; pino Greco in rappresentanza di Antonella Rizzo, assessore all’Ambiente della Regione Calabria; e rappresentanti delle forze dell’ordine operanti sul territorio.

SIBARI, BONIFICA AVVENUTA IL 28 OTTOBRE

Rimosse le le ferriti di zinco che nei primi anni novanta vennero occultati in alcune zone ricadenti nel territorio dei due enti locali in questione. L’avvenuta bonifica, è datata 28 ottobre 2016 per firma del Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Cosenza che ha provveduto al rilascio della relativa certificazione riguardante i terreni rientranti nel SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara. Il dirigente Greco (Regione Calabria) sottolinea l’importanza nell’aver approvato una legge che istituisce il registro dei tumori senza il quale non è possibile procedere ad esami epidemiologici. Il futuro, per avere una Calabria migliore, si dovrà investire nella differenziata e nel progetto “discarica zero”. In linea il Consigliere Giudiceandrea che ha ripercorso le tappe che hanno portato alla legge regionale di istituzione del registro tumori utile a capire se sussiste un nesso di causalità tra i decessi da neoplasia e le fonti inquinanti. I sindaci Papasso e Carlomango hanno dato una accelerazione alle procedure a tal punto non solo di bonificare i siti ma anche di incassare un opportuno risarcimento per danno all’immagine.

SIBARI, ANCORA SOSPETTI IN ZONA LATTUGHELLE

Qualche sospetto ancora rimane aperte in zona Lattughelle dove è aperta un’inchiesta della magistrature e dove il sindaco Papasso ha emesso un provvedimento per la messa in sicurezza. La Syndial (società Eni che ha bonificato il sito) ha assunto l’impegno che nel caso si rinvengano altri siti ( ferriti) è disponibile a svolgere analoga attività. Andrea Cecchinato, program manager di Eni-Syndial, ha illustrato tecnicamente come è stata effettuata l’attività di bonifica nell’ambito dei due decreti ministeriali ad hoc (uno del 2010, l’altro del 2014), dando conto anche dei quantitativi di rifiuti rimossi di cui una percentuale, non eccessivamente alta, è risultata di tipologia pericolosa. Per l’agenzia Arpacal era presente Aldo Borzillo, il quale ha evidenziato il ruolo svolto di controllo durante le fasi della bonifica. Effettuato anche il monitoraggio su eventuali contaminazioni delle acque da cui è emersa l’assenza di metalli pesanti o di sostanze tossiche al di fuori dei tre siti ora bonificati.

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