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Ora si fa sul serio: Gianluca Gallo e Leonardo Trento sognano l’area urbana Jonio-Pollino

gianluca-gallo-e-leonardo-trentoROSSANO – «Se mi ricandido? Sì, la mia è una missione». Gianluca Gallo giunge in redazione sorridente. Salendo su per le scale saluta con grande cortesia il suo interlocutore telefonico ed entrando si rivela subito per quello che è: un “amministratore” lungimirante, che “sogna” la concretezza. Un sogno su tutti? Un’unica area urbana fra Calopezzati e Castrovillari, una enorme “elle” che riversi il Pollino sul mare. «Ma non ci hanno creduto», dice subito.
«La base poteva essere il Piano strutturale associato. Avrei voluto includere Castrovillari che non ha voluto. I benefici li avremmo avuti, forse, fra 50 anni ma il mio dovere morale, il mio impegno mi impongono di guardare avanti e non all’orticello». Lungimiranza, appunto.
Con il consigliere regionale dell’Udc affrontiamo i più svariati temi, dal panorama politico regionale alle primarie, passando per la mancanza di infrastrutture che tarpano le ali a questa terra. Annuncia che si ricandiderà e spera di non essere il solo a rappresentare la Sibaritide in Consiglio regionale. Ha davanti a sé il numero scorso de “L’Eco” e mentre da uno sguardo fugace alle interviste di Graziano e Caputo lancia un messaggio chiaro: «Nel mio giro per la campagna elettorale promozionerò anche Giuseppe e Geppino (Graziano e Caputo, ndr) perché più siamo, meglio è. La Piana è un grande bacino di voti, potremmo farcela tutti e tre. A quel punto sarebbe più facile sostenere le istanze e gli interessi di questo territorio».
Se la prende, a proposito di voti, con i “dispersori” perché vorrebbe che l’unione facesse la forza. «Alle regionali concorreranno – questo il suo concetto – rappresentanti di piccoli partiti che probabilmente non arriveranno allo sbarramento, ma rosicchieranno consensi a chi potrebbe farcela. Se non comprendiamo che dobbiamo unirci per farci rispettare, allora rimarremo sempre la periferia della periferia».
Allarghiamo il giro su ipotesi di governo regionale. «Se si potrà mutuare il modello di governo delle “larghe intese” Pd-Ncd-Udc anche in Calabria? Non credo vi siano le condizioni – dice Gallo – semplicemente perché qui la politica la fanno le persone e non i quadri politici. Ho qualche riserva, noi comunque concorreremo con una nostra lista». Auspica le primarie. «Se non si facessero sarebbe grave. Verrebbe a mancare la democrazia. Il Pd, per le quali sono un’istituzione, ne uscirebbe con una macchia indelebile sull’immagine».
Appassionato di “scudo crociato” da 25 anni («Non ho mai cambiato bandiera», rimarca) sottolinea l’importanza dell’esperienza maturata prima da sindaco, trasferita in quella regionale. «Un sindaco deve essere concreto, risolvere i problemi quotidiani, progettare e costruire. In regione i tempi sono ben più lunghi. Una giunta regionale non vedrà mai la realizzazione di un’opera, una strada, un porto, se non viene riconfermata perché opera bene».
«Guardo lontano perché amo la mia terra, sogno, sì, ma sono altrettanto concreto. Ho il 100% delle presenze alle riunioni di Consiglio e di commissione, credo in quel che faccio e voglio sottolineare quanto fatto: 15 progetti di legge approvati su 30, per esempio».
Non si definisce uno “scopellitiano”. «Lo dicevo spesso a Geppino: sulle nostre questioni sibarite, facciamo fronte comune. Venivo accusato, invece, di essere la voce fuori dal coro perché in campo sanitario sostenevo le lotte per gli ospedali di Trebisacce e Cariati».
Gli chiediamo se sia d’accordo con le affermazioni del presidente provinciale dell’Udc, Cataldo Russo quando dice che la Piana è stata dimenticata, che non conta nulla nelle stanze dei bottoni. «Concordo assolutamente – risponde – e per questo sostengo che dobbiamo imparare a votare. Se eleggiamo rappresentanti che non sono cresciuti qui, non faranno mai i nostri interessi. Questo dobbiamo capirlo bene».
Tra gli interessi di quest’area vi sono le infrastrutture. «Metro leggera, ok, ma puntiamo forte sull’aeroporto di Sibari, sui collegamenti veloci da Sibari a Cosenza ed a Lamezia. A Crotone quando finiranno i contributi, le compagnie aeree che hanno attivato le tratte si tireranno indietro e saremo punto e d’accapo».
In conclusione non potevamo non chiedere a Gallo un pensiero sulla fusione Corigliano-Rossano. «Sono assolutamente favorevole, è una scommessa da vincere. Così facendo diverrà la terza municipalità della Calabria. Allora sì che potremo farci sentire meglio. E poi il comune unico avrebbe ricadute molto positive per tutta la Piana».
Insomma, lo diciamo da mesi: l’unione fa la forza.

CARIATI – «Il territorio, dalla Sibaritide al Pollino, deve ritornare a essere rappresentato all’interno delle massime assisi calabresi, per affrontare questioni territoriali che, per la latitanza o la colpevole disattenzione dei rappresentanti di quest’area, si sono aggravate esponenzialmente. La dolosa spoliazione dell’offerta sanitaria, con la chiusura degli ospedali di Cariati e Trebisacce; il taglio dei pochi treni rimasti sulla linea jonica; le trivellazioni delle multinazionali del petrolio nello Jonio; l’esplosione della crisi dei rifiuti, dopo i vani tentativi di portare altre discariche nel basso Jonio; l’assenza di interventi per il dissesto idrogeologico e lo spopolamento inarrestabile dei centri montani, soprattutto della Sila Greca, sono solo alcune delle questioni urgenti da affrontare».
Così esordisce Leonardo Trento, con un lungo curriculum di amministratore alle spalle, nonostante la giovane età, e la passione politica nel DNA.
«Nel clima di incertezza totale, che caratterizza la politica calabrese – prosegue l’esponente politico – io do per certa la mia candidatura alla Regione! Spero soltanto che l’accordo Partito democratico-Partito Socialista Italiano, sotto il simbolo del PSE, che ha visto una straordinaria affermazione alle elezioni europee, possa essere riproposto anche per le prossime regionali. In questa cornice farò di tutto per essere candidato, da socialista, in una lista che si richiami al socialismo europeo».
Pensa che influiranno sulla prossima campagna elettorale le divisioni interne al Pd calabrese?
«Rischiano seriamente di farci perdere una elezione già vinta e di consegnare ad un centrodestra fallimentare, il governo della Regione. Purtroppo, in Calabria, il Pd dimostra di non essere un partito. Troppe lotte intestine lo distaccano dalla realtà dei territori e dai calabresi, che chiedono, ormai un improcrastinabile cambiamento. Le nuove generazioni, soprattutto, esigono serietà nell’affrontare i tanti problemi che la prossima Giunta erediterà e che sembrano spariti dal dibattito politico di queste settimane.»
Il rinnovamento basta solo predicarlo e scriverlo nei programmi, o deve riguardare anche le persone e i candidati?
«Io sono per il rinnovamento, anche e soprattutto, delle persone e dunque dei candidati. Tutti parliamo della necessità di mettere in campo un progetto concreto di cambiamento, capace di rivoltare e rilanciare la nostra Regione.
Un tale progetto può essere portato avanti da chi è impelagato in logiche che poco hanno a che vedere con la Politica e che hanno ridotto la Regione nelle condizioni in cui oggi è?
Vi è una parte di classe dirigente del passato che dovrebbe soltanto farsi da parte e invece è in pole position, solo per reiterare posizioni di potere autoreferenziali».
Se sarà eletto, quali saranno le sue priorità per la Sibaritide?
«La Sibaritide, ma anche il Pollino, sono stati esclusi da qualsiasi attenzione programmatoria, in questi ultimi anni di Reggio-centrismo alla Regione Calabria. Noi dovremo e sapremo invertire il modello fallimentare, imposto dall’ex governatore Scopelliti alla sua maggioranza, e mai contestato dai suoi consiglieri, inclusi quelli della Sibaritide. Il ripristino del diritto alla salute; un ripensamento dell’intero ciclo dei rifiuti, con l’introduzione di tecnologie innovative che consentano, con la raccolta differenziata, il superamento del conferimento in discarica; una radicale attenzione al mondo agricolo, incentivando il ritorno alla terra delle nuove generazioni; una inversione a U in tema di politiche per i turismi; l’impegno per la realizzazione dell’aeroporto di Sibari e della metropolitana leggera fino a Crotone; una grande azione di riqualificazione, rivitalizzazione e promozione dei centri storici. Sono queste – conclude Trento –solo alcune delle priorità su cui metto la mia esperienza e la mia passione, al servizio dei cittadini di questa area e dei calabresi».
Insomma, Leonardo Trento mette nel calderone dei problemi di questi territori, tante questioni annose da affrontare, analizzare e risolvere. E quando fa riferimenti alla rappresentatività in Regione in questi anni, la stoccata non è nemmeno troppo velata.

l.l.
d.m.

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commenti

4 commenti

  1. Pria Mos

    basta adesso prendere in giro gli elettori con queste pubblicita stupide e senza fondo ci stanni problemi piu urgenti da risolvere in calabria

  2. Antonio Garangotti

    certo….i voti li vorrebbero SUL SERIO Donatella….come no

  3. Visciglia Donatella

    certo fino adesso e’ stata solo na pagliacciata,,,,,,,,,ora si fa sul serio,,,,

  4. Antonio Garangotti

    MA FINITELA CON STE PAGLIACCIATE E DIMETTETEVI TUTTI,LA GENTE NON DORME PIU’ E HA CAPITO CHE LA POLITICA CALABRESE HA FALLITO!!!!

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