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Si è spento il vicebrigadiere dei Carabinieri Eugenio D’Amico

Una vita dedicata alla divisa della Benemerita che lo portò a Rossano in giovanissima età e da qui non andò più via

 

Si è spento il vicebrigadiere dei Carabinieri Eugenio D’Amico. Aveva 94 anni e un vissuto alle spalle che racconta di una vita dedita alla famiglia e all’onore di quella gloriosa divisa che ha sempre indossato portando con sé i sacri valori della Patria.

Originario di Belvedere Marittimo, da giovane militare venne assegnato alla compagnia di Rossano, in quella città che lo accolse subito con affetto ma che lui stesso da figura di uomo dello Stato, integerrimo quanto premuroso, ha saputo ricambiare amorevolmente.

In molti lo ricordano con il suo portamento imponente e autorevole quando dalla caserma dei carabinieri di Santo Stefano, a due passi dal Tribunale, passeggiava per le strade del quartiere e della città: era un ottimo osservatore e, allo stesso tempo, un immancabile dispensatore di buoni consigli e di sani insegnamenti. Insomma, una figura da prendere ad esempio e modello.

I suoi unici affetti stretti in terra rossanese, oltre ai tanti amici che seppe costruirsi e mantenere a vita, erano la moglie Iside e i suoi due figli, Gabriella e Roberto. Quest’ultimo che, forte dell’esempio paterno, si è ritrovato ad onorare la divisa della Benemerita e ripercorrere le orme di papà Eugenio.

Il vicebrigadiere D’Amico oggi non lascia un vuoto immenso, anzi lascia un tassello di vita vissuta in maniera dignitosa e a testa alta. Un faro per tante generazioni di carabinieri e per tutte le persone che hanno avuto l’onore di conoscerlo. Ai familiari, alla signora Iside, ai figli Roberto e Gabriella, alla nuora Monica Murano e al genero Francesco Verrina, ai nipotini Filippo e Daniele, a cui nonno Eugenio era molto affezionato, il nostro abbraccio più grande.


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