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Senza stipendio né cassa integrazione: lavoratori mense scolastiche sotto il Comune

A Corigliano-Rossano non si ferma la protesta dei dipendenti della Siarc che stamattina si sono ritrovati davanti alla sede municipale. Qualcuno li ascolterà?

momenti della protesta in corso a Corigliano-Rossano

Stanno presidiando l’ingresso della sede municipale di piazza Santi Anargiri, a Corigliano-Rossano, per rivendicare il loro diritto ad essere pagati per il lavoro fatto. Sono i dipendenti della Siarc, azienda che gestisce per conto del Comune il servizio mensa scolastica, che da stamattina, accompagnati dai sindacati (per la Cgil c’è Andrea Ferrone, per la Uil Luciano Campilongo), si sono ritrovati davanti alle porte del Municipio per chiedere una soluzione al loro problemi.

Rivendicano due mensilità e la cassa integrazione per il periodo di fermo forzato delle attività causato dall’emergenza coronavirus. L’azienda fa orecchie da mercanti, lo Stato e la Regione pure, mentre l’Amministrazione comunale, dopo essersi trincerata dietro ad un «abbiamo pagato le fatture all’azienda», si è praticamente tirata fuori dalla vertenza.

Nel frattempo, i lavoratori e le loro famiglie rimangono senza soldi in uno dei momenti più difficili della storia del Paese: senza un euro in tasca e, al momento, anche senza lavoro.

Ovviamente si tratta di un’azione dimostrativa, anche perché a differenza del passato sembra essere passata anche la voglia di protestare. Del resto cambiano i volti, le prospettive, le motivazioni, cambia il modo di fare politica ma i problemi della gente restano immutati: malumore c’era prima, malumore c’è ora.

Dal sit-in di protesta di stamani è passato anche il sindaco Stasi. Giusto il tempo di solidarizzare con i lavoratori e poi via, verso altri impegni istituzionali. Al suo posto dovrebbe arrivare a breve l’assessore al Lavoro, Tatiana Novello.


 

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