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«Abbiamo sempre aiutato Corigliano-Rossano». La precisazione del primario Panebianco

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione del direttore dell’unità operativa complessa di Pediatria di Paola-Cetraro “stizzita” per un nostro articolo… 

cgil medici

In riferimento al nostro articolo pubblicato “Impossibile” trasferire medici dal Tirreno allo Jonio: sospesi i ricoveri in Pediatria registriamo la presa di posizione del direttore dell’unità operativa complessa di Pediatria del centro spoke di Cetraro-Paola, Maria Panebianco. Di seguito riportiamo – integralmente – la precisazione: «La normativa di riferimento in tema di mobilità stabilisce che nel pubblico impiego (anche nel comparto Sanità) si possa trasferire o utilizzare un dipendente in sede diversa da quella di assegnazione nel limite massimo dei 50 Km. Lei sa che lo Spoke Corigliano-Rossano si trova a circa 90 Km da Cetraro. Ciò nonostante, visto il momento che sta vivendo la sanità in Calabria, in uno spirito di collaborazione con la Direzione dell’ASP, a far data dal 19 dicembre 2019 e fino ad oggi ci siamo fatti carico di mandare dei Medici Pediatri nello Spoke di Corigliano-Rossano a coprire i turni richiesti, avendo cura di non lasciare sguarnita l’unità di Pediatria di Cetraro ed assoggettandomi a lavorare da sola più giorni a settimana appunto per dare una mano ai colleghi di Corigliano (la dottoressa Panebianco ha allegato alla sua missiva anche i turni di servizio). Nel rigettare in toto le affermazioni contenute nel vostro articolo da dove invece risulta una totale mancanza di disponibilità da parte dei Pediatri di Cetraro. Le chiedo ufficialmente di rettificare, pubblicando integralmente il testo di questa precisazione». 

Dottoressa, tutto lo spazio che vuole. Noi non abbiamo fatto altro che registrare lo stato di emergenza che in quelle ore stava interessando il reparto di Pediatria dello spoke di Corigliano-Rossano. Un allarme, più che un’emergenza, a dire la verità, che in quelle due ore ha mandato in tilt l’intero punto nascita dello Jonio. E questo perché, da quello che abbiamo potuto riscontrare dai documenti e dalle circostanze, non c’erano più medici disponibili a coprire i turni. Nessuno mette in dubbio la solidarietà corporativa dei medici pediatri dello spoke di Paola-Cetraro che nelle settimane scorse sono venuti incontro ai colleghi di Corigliano-Rossano. Ma lo stesso, ci risulta, sia successo anche a parti inverse per altri reparti ed in un passato nemmeno troppo lontano. Non è questo il punto, tantomeno si può fare del campanilismo su questo. Anche perché, crediamo, che tutta questa magnanimità risulti (come giusto che sia) in busta paga. Il problema, però, – e siamo convinti che lei converrà con noi – non è tanto la “trasferta” (possibile o non possibile) dei medici, anche se quella sera del 19 febbraio medici al “Compagna” non ce n’erano. Il vero grande scandalo è che un ospedale, un presidio di sanità (e civiltà), resti nel 2020 senza medici. È per questo che dovremmo scandalizzarsi, incazzarci e scendere tutti insieme in piazza.


 

 

 

 

 

 

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