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Sel Corigliano: “A cosa serve un ostello nel nulla?”

selUn importante finanziamento, ottenuto dall’Amministrazione Straface, viene impegnato per la ristrutturazione dell’ex Macello. L’opera, una volta ultimata la ristrutturazione, sarà destinata ad ospitare un ostello della gioventù per un costo complessivo di circa 2,5 milioni di euro. Questo, a nostro avviso, rappresenta in maniera plastica il modo con cui non si dovrebbero sperperare le risicate finanze delle Amministrazioni, di qualsiasi livello.
In primo luogo ci chiediamo: è necessario un ostello della gioventù a Corigliano? Esistono dati statistici che indichino un flusso turistico, di quel particolare tipo di turismo, che rendeva necessario l’investimento? Esiste la possibilità che Corigliano entri negli itinerari turistici degli ostelli e del cosiddetto “interrail”? E, nella remota eventualità che si riesca ad inserire Corigliano in questa rete, cosa difficile visto che il giovane che sceglie l’ostello si muove soprattutto attraverso la rete ferroviaria che oramai non esiste più nella fascia jonica calabrese, perchè si sceglie un sito posto fuori dal centro storico che, probabilmente, avrebbe una certa attrattiva turistica? E’ stata prevista la realizzazione di una rete di trasporti alternativi a basso costo? Per mantenere funzionante tutto l’anno questa struttura ricettiva, quali tipi di contratto saranno previsti per i lavoratori (addetti mensa, addetti alle pulizie, receptionist ecc.)?
Ci sembra chiaro che la Calabria, soprattutto a causa della scarsa mobilità ferroviaria, non può pensare di porsi all’interno di un turismo che ha due caratteristiche precise: il basso costo ed il trasporto ferroviario. Ancora di più ci appare chiaro che Corigliano e lo Jonio cosentino, a causa delle scelte governative e delle Ferrovie dello Stato, ha ancor di più una difficoltà oggettiva ad inseririsi in questo contesto.
Ed allora, visto che sarà poi difficile cambiare destinazione d’uso della struttura, perché si fanno partire finanziamenti e progetti destinati al fallimento?  Perché non pensare a destinazioni più fattive e “redditizie” per l’intera comunità?
Ci sembra un enorme spreco di risorse per un progetto letteralmente campato in aria. Si rischia di annoverarlo tra quelle strutture, soprattutto impiantistica sportiva per sport che non pratica nessuno, che poi finiscono nei servizi sugli sprechi che troppo spesso annovera la Calabria in prima fila. Le responsabilità sono, non solo di chi chiede i fondi ma, soprattutto di chi li concede e, questo è uno dei mali atavici delle nostre Amministrazioni: milioni di euro regalati e destinati a progetti assurdi e senza una base concreta di sviluppo economico. Due milioni e mezzo di euro, all’interno del centro storico, potevano essere fondamentali per un serio progetto d’accoglienza, comunque non legata agli ostelli, che avrebbe messo in risalto le tante bellezze della nostra città. Purtroppo ci ritroveremo con una cattedrale nel deserto a cui dovrà essere trovata una diversa destinazione d’uso con ulteriori costi per la comunità che, comunque, vede le proprie tasse sprecate in veri e propri azzardi.

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