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Scuole a rischio collasso. Dirigenti chiedono lo slittamento inizio anno scolastico

Inizia il conto alla rovescia per l’inizio dell’anno scolastico a Corigliano Rossano. Causa Covid-19, però, sono troppi i punti di domanda.

di Josef Platarota

Nel pomeriggio di ieri è arrivata l’ufficialità dell’inizio dell’anno scolastico da parte della Regione. Infatti, il 24 settembre, gli studenti calabresi torneranno in aula dopo quasi sei mesi di assenza forzata per via del Covid-19. A Corigliano Rossano, però, il rientro potrebbe avere dei contorni di assoluta emergenza. Come in tutta Italia, ancora non sono arrivati i tanti agognati banchi monoposto e gli spazi – tranne che per qualche istituto cittadino – sono impraticabili per la prima campanella dell’anno.

Tiziana Cerbino, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Alessandro Amarelli, ci ha confermato che in dato odierna è stata inoltrata una PEC ufficiale agli uffici del Comune. Il motivo? La richiesta urgente di slittamento dell’avvio delle attività scolastiche. Una situazione di collasso dovuta alla babele che sta gravitando attorno al mondo della scuola: lavori in corso, mancanza di linee guide e, se non bastasse, assenza di docenti nelle aule.

Infatti, l’ATP provinciale naviga a vista e non si riesce a venire a capo della chiamata dei supplenti che, ormai, reggono le sorti degli istituti italiani. Non solo il dirigente Cerbino, ma anche altri presidi stanno spingendo per il rinvio dell’inizio della scuola. Un caso a parte è da registrare in quei plessi che saranno sedi di seggi elettorali per il referendum.

In pratica, ci fanno sapere, si stanno smontando e rimontando le aule, in barba alle problematiche già esistenti. Non è nemmeno detto che alcune scuole ritornino con la didattica in presenza. In quel caso spazio alla tanto famigerata Dad, che tanto ha condizionato l’insegnamento nei giorni del lockdown. Intanto, dal Comune di Corigliano Rossano nessuna risposta alle richieste delle scuole. Domani ci potrebbero essere delle novità, ma lo slittamento del primo giorno di scuola potrebbe diventare l’unica scelta praticabile.


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