Home / Attualità / Scuola: replica docenti ruolo a quelli Gae. È “guerra tra poveri”

Scuola: replica docenti ruolo a quelli Gae. È “guerra tra poveri”

È di queste ore la notizia che i docenti gae hanno deciso di occupare la sala consiliare del Ccomune di Cosenza, nel tentativo di dar voce alla loro protesta e cercando un sostegno politico nella persona del sindaco della città. Pur comprendendo i timori dei colleghi rimasti nella graduatoria, proprio non si può capire lo stupore degli stessi, i quali dovrebbero ben sapere che i posti liberi in organico di fatto vengono prima utilizzati per soddisfare le richieste di assegnazione provvisoria dei docenti di ruolo e che solo i posti residuati dopo tale operazione vengono destinati agli incarichi annuali. È sempre stato così, perché è la legge che lo prevede. Intanto i docenti assunti fuori regione attendono la pubblicazione della graduatoria e delle disponibilità per le assegnazioni provvisorie, mentre prestano servizio nella sede di titolarità, lontano da casa e con un aggravio di spese non sostenibile. Si continua a dire che questi hanno accettato un’assunzione a livello nazionale e che ora nulla dovremmo pretendere e, allora, con molta serenità vogliamo ricordare ai colleghi delle gae che anche loro hanno rifiutato un’assunzione, scegliendo di restare in uno stato di incertezza e che i loro incarichi ci saranno solo su disponibilità residuali, come è sempre stato per tutti noi fino a quando eravamo inseriti nelle gae. Ora vorremmo solo comprendere la legittimità delle loro richieste. E sinceramente proprio non la comprendiamo. Aspettiamo tutti i vari movimenti e i diversi step della mobilità. Una cosa è certa: se volevano una contrapposizione tra lavoratori di una stessa categoria, ci sono riusciti, ma ciascuno di noi non dovrebbe perdere di vista i diritti di tutti. Piuttosto i colleghi in gae dovrebbero pretendere a gran voce la loro assunzione, allora sì che la richiesta sarebbe legittima e degna di sostegno. Siamo disponibili ad un confronto costruttivo e civile, per lottare contro una legge che di buono ha solo il nome.
(fonte comunicato)
Commenti