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Sbarchi, Antoniotti: “Atto di violenza dello Stato”

antoniottiSbarco migranti, non è possibile lasciare solo un territorio in balia di un’emergenza internazionale. Quanto sta accadendo in queste ore nel porto della vicina Corigliano è la dimostrazione del totale disinteresse e abbandono dello Stato verso i suoi cittadini. Pieno sostegno e solidarietà al Sindaco Giuseppe Geraci che, ancora una volta, nella totale solitudine del Governo, sta affrontando una situazione di estrema criticità. La Sibaritide non è in grado di poter dare assistenza al flusso dei migranti: non abbiamo mezzi, né risorse, tantomeno strutture per poter ospitare questa gente. E nessuno pensi di poter tamponare il problema riempiendo, a nostre spese, le strutture ricettive di quest’area, compromettendo l’economia turistica della Sibaritide. Sosterremo ogni utile iniziativa che avversi questo ennesimo atto di violenza brutale dello Stato contro il nostro comprensorio.
È quanto dichiara il sindaco Giuseppe Antoniotti commentando l’ennesima ondata di sbarchi di migranti al Porto di Corigliano, avvenuto stamani (mercoledì, 15 aprile) e che, da quanto appreso da fonti ufficiali, proseguirà anche nelle prossime ore, e condividendo a pieno l’indignazione del collega Giuseppe Geraci.
Non siamo un posto di frontiera – dichiara Antoniotti – e non capiamo il perché di questo assurdo ed ingiustificato accanimento dello Stato nei riguardi della Sibaritide. Potremmo anche far valere i principi della solidarietà e dell’accoglienza se, allo stesso tempo, ci mettessero nelle condizioni di non frenare l’economia locale. Invece, siamo costretti a dare supporto e assistenza a questa gente, sicuramente meritevole di attenzione, senza il minimo contributo, nemmeno morale, da parte del Governo. Con l’aggravante di dover compromettere il nostro sviluppo. L’ennesimo sbarco al Porto di Corigliano, che proseguendo nella giornata di domani coinciderà anche con una tappa crocieristica, sicuramente sono il contraltare al modello di efficienza e organizzazione proclamato dal Premier Renzi. Lo stesso che, pur sapendo anzitempo della sopravvenuta coincidenza di un così importante evento di promozione e crescita per questo territorio, avrebbe potuto dirottare il flusso dei migranti su un altro porto del bacino ionico. Perché non è stato fatto? Quale meccanismo perverso si nasconde dietro queste decisioni?

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