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I sapori calabresi stregano gli indiani

Una cucina “povera” ma autentica, prelibata ma sostanziosa, contadina e marinara. Sono i sapori calabresi più autentici. Di una terra conosciuta e fatta conoscere nel mondo per le sue bellezze e prelibatezze gastronomiche. Grazie a chef come Luigi Ferraro e Riccardo Sculli.
Dalle alture della Sila agli scogli delle zone di Tropea e Capo Vasapori calabresiticano. Da Reggio Calabria al Pollino. O in questo caso è meglio dire: da Marina Gioiosa Jonica a New Delhi.
Lo chef Luigi Ferraro, nato a Cassano allo Jonio, da anni è ormai “cittadino del mondo”. In quanto vive e lavora dove il suo lavoro “lo porta”. La Regione Calabria lo ha nominato Ambasciatore della buona Calabria a tavola nel mondo. Grazie al suo lavoro che da anni sta svolgendo all’estero per far  conoscere i prodotti e le eccellenze della sua terra attraverso la sua cucina. Dopo 5 anni a  Mosca la scelta di partire per l’India. Dove da gennaio 2016 è lo chef del Sorrento Ristorante del lussuoso Shangri-La Hotel di New Delhi.

CHEF FERRARO E I SAPORI CALABRESI DA CASSANO A NUOVA DEHLI

Pur essendo arrivato da solo un anno a Delhi ha già conquistato il prestigioso riconoscimento “Top Chef Awards 2016”. Che a New Delhi e in India è tra i più ambiti. E lui così presto tra i selezionati a riceverlo. Vinto come miglior chef in India nella categoria “Best Modern European Cuisine”. Per festeggiare un anno di apertura del suo  ristorante, lo chef Ferraro ha voluto realizzare un evento diverso dalle promozioni da lui stesso tenute. Ha preferito invitare un suo amico conterraneo per rafforzare ancor di più la presenza della cucina calabrese a Nuova Delhi.
Lo scenario del Sorrento ristorante dello Shangri-La Hotel di New Delhi, di cui il cuoco calabrese Ferraro è la colonna portante, ha avuto ospite per cinque giorni, dal 24 al 28 febbraio, lo chef Riccardo Sculli (Michelin star calabrese).

Lo chef ha presentato, per l’occasione, un menu a base di pesce. Che accentua la sua ricerca appassionata dei sapori del proprio territorio, nella sua personale interpretazione del Mediterraneo. Proponendo una cucina di stile, gusto e qualità della materia prima. Un’autentica esperienza dal sapore fresco. Per far conoscere agli indiani la Calabria attraverso le gustosità del mare. Cche lo chef predilige e offre ai suoi clienti del “Gambero Rosso”. Ristorante di cui è titolare insieme alla sua famiglia. Primo chef stellato della provincia reggina e chef patron de “Il Gambero Rosso” di Marina di Gioiosa Jonica, lo chef Sculli, ospite d’onore, nella cucina dello chef Ferraro, ha fatto degustare ai clienti del Sorrento prelibatezze locali. Arricchite con i sapori e i profumi calabresi. Come ad esempio quelli del bergamotto e della liquirizia, del riso di Sibari e altri tesori della Calabria.

IL GAMBERO ROSSO, COME VALORIZZARE IL BUONO DELLA PROPRIA TERRA

Uno dei piatti proposti per l’evento era proprio il riso di Sibari con frutti di mare e bergamotto. Elaborato a quattro mani dai due chef. Giuseppe Sculli e Anna Maria. Che rientrati in Calabria, alla fine degli anni 70, dopo essere partiti per cercare fortuna all’estero, danno vita al ristorante “Il Gambero rosso”. Desiderosi di valorizzare il buono della propria terra di origine. E grazie a questo di creare il proprio futuro. Il tempo è passato e questo ristorante è diventato la ragione di vita di una famiglia intera. Che oggi è ancora più forte di ieri e prosegue con i figli Riccardo e Francesco. Il locale è stato avviato sin dall’inizio sulle basi della tradizione ittica e del suo legame con il mare. Progredendo e trasformandosi gradualmente nel tempo. Grande riconoscimento a questo impegno è stata anche l’assegnazione della “Stella Michelin”, riconoscimento nella ristorazione tra i più ambiti.

Lo sforzo di questa famiglia – è scritto in un comunicato – è stato premiato e ha reso ancora più vigoroso il legame con la propria terra e l’attenzione verso i prodotti del territorio; i fratelli oggi mettono tecnica e ricerca a favore della materia prima, dei prodotti locali e delle preparazioni che si smarriscono nella notte dei tempi, tutto si trasforma in un viaggio indimenticabile nelle mani sapienti della famiglia Sculli, che dedica la propria vita alla valorizzazione della gastronomia locale.

Fonte: Corriere della Calabria

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