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Come Santiago di Compostela, la Calabria lancia la sfida del Cammino Basiliano

Presentata a Catanzaro, in anteprima nazionale, il percorso di 1040km che attraverserà l’intera Calabria da Rocca Imperiale a Reggio.

1040 km di percorsi in Calabria, 2 siti Unesco attraversati, 8 borghi “più belli d’Italia” visitati e 72 tappe. Sono i numeri del Cammino basiliano attivato in Calabria e che rappresenterà una delle esche per il turismo escursionistico che nella nostra regione, nonostante sia una delle aree paesaggisticamente più importanti d’Europa, non è mai decollato.

L’iniziativa è stata presentata stamani, in anteprima nazionale, a Catanzaro nel corso di una conferenza stampa presieduta dal presidente del Consiglio regionale, Mimmo Tallini, e alla quale sono intervenuti gli assessori regionali all’ambiente e all’agricoltura, Sergio De Caprio e Gianluca Gallo, e poi ancora, il direttore delle riserve naturali Valli Cupe, Carmine Lupia, ed il socio fondatore dell’associazione Cammino Basiliano, Anna Gastel.

Di fatto la Calabria ha lanciato una sfida importante a grandi e storici cammini come quello di Santiago di Compostela, diventato punto di riferimento anche per le religioni, e dell’Himalaya. È una sfida che saremo in grado di vincere? Secondo gli ideatori, organizzatori e promotori di questa idea sicuramente bella e altrettanto ardimentosa, è una sfida possibile.

«Ho fatto buona parte del cammino con i miei piedi – ha detto Anna Gastel, socio fondatore dell’associazione Cammino Basiliano – e questa terra è un eden. Ha tutto. È una terra meravigliosa e benedetta. La Calabria – ha aggiunto – sicuramente ha avuto un divario nel suo progresso ma questo può essere l’arma vincente perché si può avere il silenzio. Questo percorso è la bellezza della natura, è la ricerca della storia. Abbiamo fatto un rafting sul fiume Lao – racconta – ed è stata un’esperienza straordinaria. C’erano piccole signore che ci davano da mangiare e dormire nei loro piccoli B&B. Questo è il vero lusso, questo è quello che cerca un turismo colto e di qualità». Insomma, c’è tutto per incantare e vincere la sfida.

Cos’è e come si articola, invece, il cammino basiliano lo spiega Carmine Lupia, uno che di ambiente e risorse naturali se ne intende, essendo membro del comitato scientifico del Fondo ambiente italiano (FAI). «Dal sito internet che sarà presto operativo – ha detto Lupia – si potrà scaricare una traccia per percorrere il cammino. Per la ricettività sono previsti 25 posti letto per ogni tappa distribuiti non solo in moduli classici  ma anche in monasteri, in alcuni castelli e alberghi diffusi».

Il cammino parte da Rocca imperiale dal castello Federiciano, poi Nocara in cui si può dormire nel monastero degli antropici; poi Oriolo, Alessandria del Carretto uno dei paesi più internati della Calabria e ricco di tradizione come la festa della Pita, e via per Cerchiara, Civita un antico e suggestivo borgo arbereshe, e ancora Cassano, Terranova da Sibari, San Demetrio, Acri, Corigliano e Rossano dove c’è il Patire, il Codice Purpureo e le chiese bizantine. Da Rossano a Paludi, Longobucco, Campana con le pietre dell’Incavallicata e l’elefante di pietra. Si passa nel crotonese, a Umbriatic, Verzino con 39 km di grotte, Savelli con il centro astronomico di Lilio e l’antica Cerenzia, Caccuri il paese di Ciccio Simonetta. E infine l’area reggina con Stilo, Caulonia, Gioiosa, Gerace, Ardore, Bovalino, Bianco, Africo Vecchio, Gallicianò borgo che mantiene ancora la lingua greca, Condofuri, Bova centro capitale dell’area grecanica, Pentidattilo centro di una bellezza unica con dei terrazzi naturali che si affacciano sulla Sicilia e sull’Etna…fino a Reggio Calabria.

di Francesca Russo


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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