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Sanità sullo Jonio, M5S: “Ripristinare i livelli essenziali di assistenza”

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Quali iniziative intende assumere il Governo per ripristinare i livelli essenziali di assistenza (LEA) negati ai calabresi del comprensorio jonico del Cosentino, LEA che tutti i cittadini avrebbero il diritto di ricevere dal Servizio sanitario nazionale (SSN) al fine di vedere garantito – in condizioni di uniformità e su tutto il territorio nazionale – il diritto costituzionale alla salute, sollevando la popolazione locale dai numerosi disagi legati ai trasporti e ai relativi trasferimenti? Quando il Ministro della Salute risponderà (se mai lo farà, considerati gli opportunistici silenzi di questo esecutivo) al senso dell’interrogazione presentata oggi in Senato potrebbe scoppiare un caso “piano di rientro” in Calabria : una strategia di contenimento dei costi portata avanti in modo criminale, prima che maldestro, dalla Regione Calabria che compromette quotidianamente il diritto alla salute dei cittadini, senza portare alcun risparmio economico. Sullo Jonio Cosentino, da anni ormai, si persegue lo smantellamento dei presidi sanitari – gli ospedali di Cariati e Trebisacce- e l’annichilimento di eccellenze maturate nel tempo come il reparto di ortopedia dell’ospedale G. Compagna di Corigliano, con la promessa – mai mantenuta – della realizzazione del presidio ospedaliero spoke Rossano-Corigliano. Una visita a sorpresa effettuata nei presidi di Corigliano e Rossano con gli attivisti – accompagnati dal nostro consigliere di Corigliano, F. Sapia – ha fatto emergere una situazione di oggettivo abbandono dei nosocomi, confermando la fondatezza delle critiche e delle denuncia già avanzate dal Sindacato delle professioni infermieristiche (NurSind).
Che senso aveva spendere questi soldi e disperdere le risorse umane per uno spostamento di reparti con l’imminente costruzione del nuovo ospedale della Sibaritide in località Insiti, che dovrebbe essere operativo entro la fine del 2016 ?Si chiudono due ospedali che servono una vasta area del Cosentino (e nella quale si assiste ad una consistente emigrazione sanitaria verso altre regioni), si spostano i reparti da un ospedale all’altro facendo di due entità autonome una monca, distruggendo così una rete sanitaria che ha garantito un buon livello di assistenza alle popolazioni residenti.Di questa strategia miope valuteremo sulla scorta dell’analisi dei Piani di rientro presentati dalla Regione Calabria al Governo ed alla luce dei risparmi promessi sulla pelle dei calabresi.
Avv. Francesco Molinari – M5S
Cittadino eletto al Senato

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