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Sanità, Rapani: stop alla politica clientelare

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Un momento dei lavori

Si è svolto oggi nella sala rossa di Palazzo San Bernardino il convegno dal titolo “Le tre R della Sanità: rivisitare, riorganizzare, rivitalizzare”, organizzato dal movimento Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. Oltre al portavoce regionale Ernesto Rapani, relazionano il senatore Antonino Monteleone e Ruggero Di Biagi, segretario nazionale U.G.S. Medici. Presenti al convegno, tra gli altri, l’assessore Dora Mauro in rappresentanza della giunta, i consiglieri comunali Tonino Caracciolo, Antonietta Caputo, Flavio Stasi, Marinella Grillo, Raffaele Vulcano e Maria Granieri.

Dopo aver mostrato una serie di contributi video che mostrano la situazione critica e precaria dei pronto soccorso – con pazienti allettati nei corridoi per giorni e ambienti discutibili dal punto di vista igienico sanitario – Ernesto Rapani spiega come ci si sia abituati ad una politica sanitaria piuttosto che ad un diritto costituzionalmente garantito. La colpa è di una classe politica miope e deletaria. E di una regione che addirittura, con una legge del 2007, ha previsto la soppressione delle Asl e l’accorpamento delle ASP. Anche in quel momento, chi ha approvato il provvedimento faceva parte della classe politica territoriale.

Sanità, RAPANI: UNA TEMATICA CHE MERITA LA COLLABORAZIONE A PRESCINDERE DAI PARTITI

La nostra contestazione nasce già nel 2006 quando ancora non erano stati chiusi gli ospedali di Trebisacce e Cariati, quando sono venuti a propinarci il progetto dell’ospedale unico della Sibaritide. Ma nulla ci hanno detto dei contenuti, ne allora ne oggi. Continuano a parlarci dei contenitori, tra l’altro guarda caso nei periodi di campagna elettorale. Per tre anni dovremmo aspettarne la realizzazione, ma nel frattempo? Come si lavorerà nell’attesa? Ciò che intelligentemente abbiamo capito è che di fronte a tematiche di carattere generale non esistono colori partitici. Per questo insieme ai miei colleghi, a prescindere dall’indirizzo politico, vogliamo occuparci della problematica per trovarvi una soluzione fattiva.

Sanità, RAPANI: BASTA CON LA POLITICA CLIENTELARE

Non si possono attendere 8/9 mesi per potersi sottoporre a una visita specialistica. Così come è impensabile che le ambulanze che dovrebbero fare volontariato, perché convenzionate, costino 205 mila euro all’anno. Denaro con il quale l’Asp potrebbe benissimamente acquistare ben tre ambulanze proprietarie. E altrettanto inconcepibile è che si continui a morire per tardivi interventi. Oggi assistiamo alle pratiche di politici che si servono della sanità ai fini dei pacchetti di voti, con lo svuotamento dei reparti per il trasferimento del personale nel settore amministrativo. Basta con la formazione di elenchi di clienti!

Sanità, RAPANI: LE NOSTRE SONO PROPOSTE CONCRETE

Le nostre proposte sono le medesime da lungo tempo: potenziare e specializzare le cinque strutture preesistenti, di certo non era funzionale la loro chiusura. Inoltre se devono rimanere operative due strutture in attesa della realizzazione dell’ospedale della Sibaritide, bisogna potenziarle, differenziandole in polo chirurgico e polo medico. E perché no anche il trasferimento del miglior primario dal nord, dove non serve, qui al sud. Dove potrebbe addirittura dirigere una scuola di formazione per primari. Proposte concrete, finalizzate a risolvere i problemi.

Sanità, Di Biagi: Tra nord e sud forbice insanabile

I Direttori generali sono forse tra i problemi più drammatici della sanità italiana. Figure che vanno a pasticciare su problemi storici come gli ospedali non possono certo far bene. Se non si toccano questi snodi sarà difficile risolvere i problemi. Il sociale è strettamente legato al sanitario, che quindi va difeso a monte per poter garantire il soddisfacimento dei livelli essenziali di assistenza. La spesa sanitaria italiana è inferiore di 1/3 a quella europea. E li dove la situazione è già critica, ecco che tra Calabria e Bolzano esiste una forbice del 40% di differenza. L’aspettativa di vita è in calo, ci sono le nostre responsabilità certamente, ma deve far riflette il dato per cui in Calabria solo il 30% della popolazione è toccato da esami oncologici, contro la quasi totalità di quella lombarda. Dato drammatico riguarda la spesa statale regionalizzata: nella ripartizione pro capite, si va da una media di 8/9mila euro a Trento e Bolzano a una media nazionale di 3mila e 600. C’è chiaramente un problema di sottostima delle risorse.

Sanità, Monteleone: In vent’anni non è cambiato nulla. Direttori generali da rispedire a casa

Presentato come il dottor Salvavita, (porta il suo nome la legge che istituisce l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero, ndr), il senatore Monteleone esordisce affermando che “nella sanità calabra esistono le stesse crepe mostrate e denunciate già 20 anni fa. La Calabria è sicuramente uno dei capitoli più difficili: eternamente commissariata per ignobili fini politici. A 22 anni di distanza dall’istituzione dei direttori generali, faremo una delle battaglie più sentite per rimandarli a casa. Loro che hanno venduto la propria dignità alla politica per soldi e null’altro, che capiscono solo del padroncino di turno. Il loro stipendio è ancora più alto di quelli dei parlamentari ma, nonostante questo, non hanno mai capito ne combinato nulla. Non c’è bisogno di un nuovo ospedale, ma semplicemente di capire cosa significa sanità sul territorio, attraverso magari un osservatorio sulla sanità che sappia individuare le patologie che incidono di più e quali gli strumenti necessari per farvi fronte. Questi i bisogni della nostra terra, insieme al ritorno in Calabria dei nostri cervelli. Che non c’è certo bisogno di inventare ex novo.

 

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