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Sanità “nonsense”: quel medico trasferito in un reparto che non c’è

Intanto Pediatria rischia nuovamente di chiudere per carenza di organico. Manca personale e di concorsi nemmeno a parlarne

 

di Marco Lefosse

Pediatria, punto e a capo. La situazione, dal lontano 18 ottobre scorso, quando il Reparto venne chiuso per poche ore su disposizione del direttore dell’unità operativa per mancanza di personale, sembra essere rimasta uguale. Anzi, è peggiorata, dal momento che ancora, oggi, nello spoke di Corigliano-Rossano il reparto di pediatria non solo resta con un organico sottodimensionato ma è anche in affanno Ostetricia e Ginecologia.

Alla comunicazione fatta proprio nelle ultime ore dal direttore di Pediatria, Francesco Petrone, (il primario scrive ai vertici dell’Asp evidenziando una «situazione d’ulteriore aggravamento delle condizioni di precarietà che da tempo oramai investono il reparto in ordine alla gestione del lavoro quotidiano da parte del personale medico che anziché essere potenziato, oggi è ulteriormente ridotto, e che per questo non può più consentire una turnazione che possa risultare sufficiente a supportare il carico di lavoro») se ne aggiunge un’altra (risalente a metà del mese scorso) a firma del direttore sanitario dello spoke, Pierluigi Carino.

Una comunicazione, quella di Carino, con la quale si chiedeva ai vertici dell’Asp di Cosenza la revoca del trasferimento di un medico, già in forza al reparto di Ostetricia dello spoke di Corigliano-Rossano e poi destinato a quello di Paola-Cetraro.

La richiesta di revoca del trasferimento nasce da un fatto curioso. Già, perché il medico veniva trasferito da un reparto in difficoltà (quello di Corigliano-Rossano), dove continua ad esserci un sottodimensionamento di personale, in un’altra sede dove il reparto di Ostetricia e Ginecologia non è più operativo da tempo. Quindi, dove un ostetrico non serve! Insomma, una delle cose “nonsense” della sanità calabrese.

Intanto, anche questa è una vicenda sulla quale sta lavorando il nuovo commissario dell’Asp di Cosenza, Daniela Saitta, che deve affrontare le tante emergenze dovute alla grave carenza di personale che interessa l’intera azienda. Si sta cercando di reperire medici in ogni modo e si stanno valutando tante possibilità. La verità è che purtroppo mancano pediatri, anestesisti/rianimatori, radiologi e medici di pronto soccorso e per questi ultimi si starebbe pensando di utilizzare anche quelli de 118.

Fatto sta che la situazione è grave ma non seria, considerato che chi dovrebbe sbloccare i concorsi e le assunzioni (il commissario ad acta) ancora ad oggi non lo fa. Perché?


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