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Sanità nello Jonio, quel fair play che non c’è più. I sindaci di Corigliano e Trebisacce preferiscono la polemica alla lungimiranza

di MATTEO LAURIA

mundo-geraciUn tempo i sindaci si distinguevano per fair play, per moderazione, per capacità di dialogo e di confronto. Oggi qualcosa è cambiato, soprattutto in un gruppetto di sindaci il cui pensiero sembra essere omologato per metodi, toni e contenuti. La nota* dei sindaci di Corigliano e di Trebisacce ci coglie un po’ di sorpresa non tanto per la genericità delle affermazioni espresse, quanto per il fatto che, nel sottrarsi entrambi al merito delle questioni poste travisano, non è dato sapere se volutamente, lo spirito con cui l’Eco dello Jonio ha affrontato la vicenda della sanità.
Si chiama in causa la chiusura del Tribunale di Rossano e si parla di lezione. A chi? Si fa riferimento a isole felici e a posizioni privilegiate: a cosa si riferiscono i due sindaci? Alla città di Rossano? Lo dicano apertamente, senza nascondersi. Sono questi i comportamenti che determinano equivoci, non altri.
Si sovrappone la riorganizzazione sanitaria alla vertenza sul palazzo di giustizia quasi a voler giustificare l’invasione di campo praticata da alcuni sindaci nel pretendere dove ubicare una divisione o un reparto. I due momenti sono estremamente differenti: nella sanità il commissario Scura, nel bene o nel male, propone e motiva le scelte, ispirate al piano di rientro. Scura d’altronde è una figura di diretta emanazione ministeriale, la stessa che risponde a quella politica che a Corigliano come nell’Alto Jonio ha incassato percentuali di voto importanti. Però, oggi, diviene più facile prendersela con un tecnico-manager, esecutore di ordini, quasi fosse il capro espiatorio di tutti i mali, e non già con chi detiene il vero potere. In questo si ravvisa una miscela di sensazioni che spazia tra la viltà e l’ipocrisia.
Nel “borsino”, e il comunicatore di fiducia dovrebbe conoscere lo spirito della rubrica poiché ha diretto questa testata fino a pochi giorni fa, è stato dato merito al commissario Scura per la coerenza comportamentale dimostrata nell’usare lo stesso linguaggio in tutte le sedi. Sul merito non ci siamo pronunziati, abbiamo solo rilevato che le scelte operate da Scura rispondono a dei criteri, più o meno condivisibili. Sul punto, d’altra parte, i due sindaci tacciono. Nulla dicono per esempio circa l’iter da seguire: perché non hanno formalizzato una richiesta al presidente della conferenza dei sindaci (il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto) per affrontare l’intera vertenza? I sindaci hanno o no poteri di decidere dove allocare un reparto? Su questo si preferisce tergiversare e non rispondere. Francamente, non si comprende da dove esca fuori il termine forte di “censura”. Non è un mistero l’atteggiamento del sindaco Mundo nell’aver oltremodo incalzato il commissario Scura tanto da generare il clima di tensione poi scatenatosi in piazza. Né Geraci nega, e non potrebbe essere altrimenti, che non spetta a lui decidere dove ubicare il reparto di Chirurgia o Ginecologia. E se proprio vogliamo dirla tutta, l’attuale sindaco di Corigliano farebbe bene ad astenersi in tema di sanità, se è vero come è vero che è tra i corresponsabili della mancata attuazione del dipartimento di emergenza e di accettazione che, se fosse stato realizzato, avrebbe salvato tante vite umane. E invece un ricorso al Tar fece perdere tutto, Dea e finanziamento.
Per quanto ci riguarda la politica isolazionista la mette in atto chi non ragiona in grande. Si preferisce fare polemica sullo spostamento di un singolo reparto, quando lo jonio cosentino potrebbe divenire sede HUB (ospedale di eccellenza oggi a Cosenza) se solo si desse vita al processo di fusione Corigliano-Rossano. Come è noto il numero di abitanti dell’area urbana supera quello del capoluogo. Si porrebbe almeno un’anomalia demografica su dove concepire l’ospedale di eccellenza. Ma per taluni, al momento, è più importante sollevare polveroni sul trasferimento di una singola divisione o perdere tempo nel sondare il terreno culturale del campanilismo tra le due città. Insomma è come guardare il dito senza guardare la luna. Viene da chiedersi, se è questo lo stato delle cose: chi vuol dividere? Chi crea sconquassi? Chi pecca in lungimiranza? Appare fuori luogo poi, il paragone con il tribunale di Rossano. Mentre Scura motiva le sue scelte, lo Stato sulla soppressione del presidio di giustizia continua a tacere. Un parlamentare denuncia l’esistenza di carte false, si presuppone dunque che dietro quella chiusura sussistano gravi episodi di malcostume. Nessuno dice o dimostra perché sia stato chiuso il tribunale di Rossano e non già quello di Paola o Castrovillari (siamo dell’avviso che in Calabria nessun tribunale avrebbe dovuto essere chiuso). Sul punto tuttavia, si moltiplicano solo silenzi omertosi, inclusi i silenzi di Geraci e Mundo.
Altro che sostegno alla battaglia del tribunale di Rossano. Non basta indossare in qualche rara circostanza la fascia per dire semplicemente “ci siamo”. Queste si chiamano “parate”. Comprendiamo il disinteresse, ma almeno non si facciano sillogismi.

*LA NOTA DEI DUE SINDACI

Evidentemente la vicenda e la lezione del Tribunale di Rossano, contro la cui ingiusta soppressione tutte le istituzioni del territorio hanno trovato la necessaria unità, a supporto delle forti proteste popolari che vi sono state, ha insegnato poco o nulla.
Se è vero che oggi c’è un’evidente difficoltà a far emergere e prevalere la stessa unità istituzionale e territoriale sulle battaglie di civiltà e di buon senso che nella Sibaritide continuano ad esser portate avanti, a tutela del diritto alla salute e di una normale fruizione dell’offerta sanitaria locale. L’isolazionismo ha prodotto soltanto danni nel nostro territorio, soprattutto nei confronti di quanti hanno ritenuto per troppo tempo di essere isole felici o di godere di posizioni privilegiate. La protesta, anche forte e drastica, contro quella che resta, ad ogni evidenza, una gestione dall’alto della sanità in questo territorio, scellerata e pericolosa per gli utenti costretti ad emigrare, esige massima coesione.
Non servono gli equivoci, i tentennamenti o gli arroccamenti. Né servono ricostruzioni giornalistiche o linee editoriali destinate soltanto a creare disunione nel territorio. – Così come si fa stamani su un settimanale distribuito gratuitamente nell’Area Urbana Corigliano-Rossano, nel quale si promuove il commissario regionale alla sanità Scura “per il coraggio e la coerenza nell’azione di riorganizzazione sanitaria”, mentre vengono addirittura censurati i due sindaci di Trebisacce e di Corigliano. – Il primo perché falsamente accusato di aver “incalzato il clima di tensione nella folla” contro Scura in occasione del consiglio comunale aperto svoltosi nei giorni scorsi nell’alto jonio. Il secondo perché avrebbe “travalicato le reali funzioni e competenze assegnategli dalla legge”, avendo dimostrato l’anti-economicità e l’assurdità e, quindi, rivendicato la contrarietà dell’Amministrazione Comunale e della Città allo spostamento del reparto di Chirurgia da Corigliano a Rossano.
Legittime, autentiche e dirette espressioni democratiche delle volontà popolari, i primi cittadini hanno il diritto ed il dovere di interpretare e manifestare le esigenze, le ambizioni ed anche le giuste rivendicazioni delle cittadinanze rispetto a decisioni che, proprio come nel caso della sanità, vengono da troppo tempo assunte male, altrove, nella più totale sconoscenza dei territori e calate dall’alto. Altro che ingerenza della politica!
Del resto, se dovesse passare il paradossale teorema, secondo cui protestare, così come hanno fatto e fanno anche i sindaci di Corigliano e di Trebisacce insieme a tanti altri colleghi, contro le decisioni assunte da altri organi o istituzioni e calate dall’alto sui territori che ne subiscono tutte le conseguenze, equivale a travalicare le proprie competenze e funzioni, allora ognuno di noi avrebbe già ampiamente travalicato le proprie specifiche competenze, protestando contro l’ingiusta chiusura del Tribunale di Rossano, perché decisa da altre istituzioni e travalicherebbe le proprie funzioni protestando, così come stiamo facendo insieme, contro le trivellazioni delle multinazionali nello Jonio, perché decise ed autorizzate da altre istituzioni.
Serve la protesta contro scelte ingiuste ma serve soprattutto unità territoriale, sempre e comunque.

Giuseppe Geraci, sindaco di Corigliano
Franco Mundo. sindaco di Trebisacce

 

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