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Sanità, Mattarella ha firmato il Decreto Calabria

sanitàIl presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oltre al decreto Crescita ha oggi anche firmato il cosiddetto “decreto Calabria”, un provvedimento speciale sulla Sanità calabrese. Si tratta di un decreto varato dal Consiglio dei ministri che si è riunito a Reggio Calabria poco prima di Pasqua. Il varo del decreto è stato preceduto e seguito da molte polemiche. E ieri il consiglio regionale lo ha “bocciato” all’unanimità, considerando nefasta la prospettiva di un nuovo commissariamento della sanità in Calabria dopo dieci anni in cui gli interventi del governo non avrebbero portato i risultati sperati. Anche l’ex commissario al Piano di rientro Massimo Scura ha chiesto il ritiro del decreto, spiegando in una lettera dai toni netti, che la sua predisposizione si baserebbe su dati falsati, sia riguardo ai Livelli essenziali di assistenza che ai dati contabili.

SCARICA Il testo del Decreto Calabria approvato dal Consiglio dei ministri
I CONTENUTI DEL DECRETO 

Verifica straordinaria sui direttori generali degli enti del Servizio sanitario regionale ogni sei mesi da parte del commissario ad acta con la possibilità, in caso di esito negativo, di «dichiarare l’immediata decadenza, nonché la risoluzione del contratto, del direttore generale valutato negativamente». È una delle disposizioni previste nel decreto.
Nella Regione Calabria si applicano le speciali disposizioni «per diciotto mesi dalla data della sua entrata in vigore». L’articolo 2 stabilisce che il commissario ad acta, ogni sei mesi, «è tenuto ad effettuare una verifica straordinaria sull’attività dei direttori generali delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere e delle aziende ospedaliere universitarie».
Il Commissario ad acta, «previa contestazione, provvede motivatamente, entro 15 giorni dall’avvio del procedimento (…) a dichiarare l’immediata decadenza, nonché la risoluzione del contratto, del direttore generale valutato negativamente».

In caso di verifica negativa del direttore generale, il Commissario ad acta «nomina un Commissario straordinario, scelto fra soggetti di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria o di gestione aziendale. I Commissari straordinari restano in carica fino alla nomina dei direttori generali individuati». L’articolo 5 ‘Dissesto finanziario degli enti del Servizio sanitario regionale’ stabilisce inoltre che entro sessanta giorni dall’insediamento del Commissario straordinario, questi, «anche avvalendosi del supporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nonché del Corpo della Guardia di finanza, effettua una verifica generale sulla gestione dell’ente.

Laddove emergano gravi e reiterate irregolarità nella gestione dei bilanci, ovvero una manifesta e reiterata incapacità nella gestione del contenzioso o comprovate disfunzioni nell’erogazione dei servizi sanitari, il Commissario straordinario propone al Commissario ad acta di disporre la gestione straordinaria dell’ente». E’ data inoltre facoltà al Commissario ad acta di nominare un unico Commissario straordinario per uno o più enti del servizio sanitario regionale. Il decreto stabilisce inoltre i compensi previsti per i commissari straordinari («non superiore alla somma di euro 50.000 al lordo degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione, che si aggiunge alla retribuzione spettante stabilita dalla normativa regionale per i direttori generali dei rispettivi Enti del Servizio Sanitario della regione Calabria», più 20mila euro di rimborsi in caso di manager provenienti da fuori regione).

In ogni caso, «entro sei mesi dalla nomina di ciascun Commissario straordinario, il Commissario ad acta provvede alla verifica delle attività poste in essere» e «in caso di esito negativo della verifica – si stabilisce nel provvedimento – il Commissario ad acta dispone la decadenza immediata dall’incarico e provvede alla nomina di altro Commissario straordinario in possesso dei requisiti». Una regolamentazione stretta e con il coinvolgimento anche dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) per appalti, servizi e forniture per gli Enti del Servizio sanitario della Regione Calabria è un’altra delle previsioni del decreto. Gli enti del servizio sanitario della Regione Calabria «si avvalgono esclusivamente di Consip S.p.A. o, previa convenzione, di centrali di committenza di altre Regioni per l’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, strumentali all’esercizio delle proprie funzioni».

Inoltre, «al fine di assicurare la coerenza e la fattibilità degli interventi individuati dagli atti di programmazione previsti dalla legislazione vigente, il Commissario ad acta predispone un Piano straordinario di edilizia sanitaria e di adeguamento tecnologico della rete di emergenza, della rete ospedaliera e della rete territoriale della regione Calabria, con valenza triennale. Il Piano è approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri dell’Economia e delle Finanze, della salute, delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Lavoro e delle Politiche sociali».


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