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Sanità: la politica lavori con onestà e umiltà

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Mascaro in conferenza stampa subito dopo il rinvio del consiglio sulla sanità

L’EDITORIALE
Quanto accaduto martedì sera a Rossano in quello che doveva essere il Consiglio comunale straordinario sulla sanità deve fare riflettere. Fatti gravissimi hanno macchiato la storia politica di una città dalla millenaria cultura. E non è tollerabile. A circa 48 ore dalla “serata nera” davanti e dentro l’aula consiliare, possiamo osservare il tutto con più lucidità. Senza lasciarci travolgere da stati d’animo, pensieri, idee e pregiudizi. Ciò che è successo nella massima assise comunale ha del vergognoso. Parole pesanti. Gesti intimidatori. Accuse da una parte e dall’altra. Sembrava di essere al mercato, più che in una sede istituzionale comunale. Tanta la rabbia dei cittadini. Giustificata. Ciò che non giustifichiamo, ovviamente, è la violenza. Gli atti intimidatori di cui sono stati vittime il Sindaco Mascaro, il consigliere Calabrò e il D.S. dell’Asp Giudiceandrea sono ingiustificabili. Non giustifichiamo il comportamento deprecabile di chi dovrebbe dare l’esempio. Ma il punto è un altro. Pur condannando, lo ribadiamo, fermamente il vile gesto.

UN TERRITORIO TRADITO

Dicevamo della rabbia dei cittadini. Sacrosanta. Giustificata. Condivisibile. Cittadini che non ne possono più di un’offerta sanitaria pubblica indecente in questo territorio. Ma non solo. Non se ne può più di tutto quanto sta accadendo in questa città e in tutta la Sibaritide da ormai diversi anni. Una spoliazione continua di servizi e presìdi. La soppressione del Tribunale di Rossano tre anni fa. Con disagi immani per cittadini, avvocati e lavoratori di questo territorio. Utenti che da paesi lontani come Campana, Bocchigliero, Longobucco, Cariati, Rossano devono raggiungere un Tribunale, come quello di Castrovillari, distante decine e decine di chilometri. Sapete quanto occorre andare da Campana a Castrovillari? Se tutto va bene, almeno due ore di auto. Non parliamo dei mezzi di trasporto pubblici. Treni inesistenti e autobus con il contagocce. Mezzi di trasporto, appunto. Stazioni ferroviarie chiuse e treni a lunga percorrenza soppressi. A vantaggio del trasporto su gomma. Imprenditori che danno lavoro, per carità, a tanti. Ma perché privare il cittadino della libertà di scegliere con quale mezzo raggiungere città del Nord Italia come Bologna, Milano, Torino? Altro diritto, questo alla mobilità, soppresso, quindi. Fresca fresca la soppressione del Centro Medico Legale dell’Inps di Rossano. A breve attendiamo, con ansia, la sua chiusura…

LA SANITÀ

Capitolo sanità. E qui si apre un mondo. Un mondo di disservizi, di carenze, di difficoltà enormi per gli utenti. Costretti, per ottenere cure appropriate e vedersi riconoscere il sacrosanto diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione, spesso e volentieri a emigrare nelle strutture delle Regioni del Nord. Nel corso degli ultimi anni la Sibaritide ha visto: la chiusura di due ospedali importanti come quelli di Cariati e Trebisacce. La chiusura di una struttura di eccellenza, convenzionata con il servizio sanitario nazionale, come la clinica “Madonna delle Grazie” di Sibari. L’Hospice di Cassano Jonio ridimensionato. E i due ospedali di Corigliano e Rossano, raggruppati nello “Spoke”, che vanno avanti con immani difficoltà giornaliere. Soprattutto nei pronto soccorso. Che sono al collasso. Con carenza di medici e infermieri. Cosa si aspetta a nominare direttori di reparto e sbloccare le graduatorie degli infermieri che hanno già superato un concorso? Il punto è un altro: vorremmo capire se i nostri politici e dirigenti (per fortuna ci sono le eccezioni) quando hanno un problema di salute vanno nei pronto soccorso locali. Crediamo di no. Perché altrimenti si renderebbero conto dello stato vergognoso in cui versano. Stai male? Ti rechi al pronto soccorso, ovvio. Vai lì e la parola d’ordine è: aspettare. Ore e ore di attesa. Anche per una Tac alla testa. Per un problema cardiaco. A Rossano la risonanza magnetica nuova c’è, ma è imballata da due anni. Manca il collaudo! Cosa si aspetta? Chi si vuole favorire? I casi di presunta malasanità non si contano più. Ci sono, è doveroso dirlo, anche quei politici coscienziosi (si contano sulle dita di una sola mano, attenzione!) che si sono resi conto di questo sfacelo. E stanno facendo di tutto per cambiare la tendenza. Richiamando l’Asp per un cambio repentino di rotta. Ma che continua (ahinoi) a non arrivare.

LA RABBIA DEL POPOLO

Questo territorio e questi cittadini meritano risposte concrete. Altroché! E la si smetta di parlare di populismo, per cortesia. Termine abusato da politici e mass media. Che gli danno un significato dispregiativo. Con il termine populismo, invece, si dovrebbe intendere quella concezione della politica che riavvicini i cittadini alla cosa pubblica. Con maggiore partecipazione. Ché i cittadini sono stanchi. Vogliono servizi, vogliono partecipare alle scelte che li riguardano. Lo fanno con le elezioni, è vero. Ma se gli eletti, poi, non sono in grado di tutelare gli interessi generali e fondamentali, il popolo ha tutto il sacrosanto diritto di farsi sentire. Si dia, quindi, la priorità agli interessi della popolazione, anziché a quelli ristretti delle élite privilegiate di turno. È una questione di democrazia, cari rappresentanti del popolo. Che, ricordatevelo, era, è e resterà sovrano. Checché se ne dica o se ne voglia.

UN BAGNO DI UMILTÀ NON GUASTA. ANZI!

Rossano: la città emblema di una politica incapace di dare risposte ai problemi del territorio. Una città dove qualcuno dovrebbe iniziare a fare un bel bagno di umiltà. Nessuno è onnipotente. Le minoranze vanno ascoltate. Rispettate. Quando si avanzano proposte bilanciate con raziocinio. Non bisogna puntare il dito. Nessuno si senta escluso, come ha sottolineato il Sindaco Mascaro. Che deve fare attenzione: ché i cittadini lo stimano, ma la pazienza ha un limite. Il “mea culpa” lo devono fare tutti. Lo dobbiamo fare anche noi, come categoria di giornalisti. Chi più chi meno. Tutti: politica, Chiesa, sindacati, associazioni, cittadini. E non si cerchi di emulare “mostri sacri” della politica internazionale. Che di Margharet Thatcher ne è esistita soltano unaI deliri di onnipotenza di qualche sprovveduta che vorrebbe poter mettere a tacere la libertà di pensiero sono il deprecabile biglietto da visita di quello che questa città sta vivendo. Noi siamo e saremo sempre qui. Non ci faremo intimorire da nessuno! Che sia chiaro. Saremo come cani da guardia di questa città. Invece di parlare di imprenditori che danno lavoro a decine di famiglie, si pensi a quanto sangue alcuni parassiti della politica continuano a succhiare dalle vene dei rossanesi e dei calabresi. Ciò che serve, quindi, è soltanto più umiltà e capacità di ascolto dei problemi dei cittadini. Ci si dia una ridimensionata. Personale e politica. I comizi non dovrebbero tenersi soltanto durante le campagne elettorali. Il confronto con il popolo serve sempre. Servirebbe maggiormente adesso. Caro Mascaro, cosa aspetti, da Sindaco, a dire ai tuoi concittadini quello che sta succedendo in questa città? Serve risolutezza e spirito di servizio. Con i fatti, però. Non con le parole. Quando sostenemmo che il clima politico avvelenato del pre-elezioni doveva indurre a un rinvio della scorsa competizione elettorale comunale, ci riferivamo proprio a questo. Non c’erano le condizioni per andare al voto. Uno, perché lo Stato meritava un segnale forte e importante, dopo aver depauperato in tutto e per tutto quest’area della Calabria. Due, perché il clima politico era già avvelenato. Anche grazie a quella “manina” oscura che ha contribuito ad alimentare una campagna mediatica spudoratemente vergognosa nei confronti di chi, invece, svolge il proprio lavoro cercando di contribuire, nel proprio piccolo, alla rinascita della dignità di un intero territorio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, oggi. Frammentazione e odio politico all’interno della stessa maggioranza. Accuse e veleni. Noi diciamo basta! Siate intellettualmente onesti. E si inizi a lavorare, seriamente, con umiltà. Risolvendo i problemi fondamentali della città e del territorio. Il tempo delle barzellette e dei giochetti politici è finito. E noi non faremo sconti a nessuno. 

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