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San Lorenzo del Vallo, rivince Rimoli ma più di metà del paese non va alle urne

Tra l’altro si mormora che la lista concorrente capitanata da Pasquale Motta (ferma ad un misero 13.8%) non sia mai entrata in gioco

Il sindaco di San Lorenzo del Vallo, Vincenzo Rimoli

Si chiude la partita elettorale a San Lorenzo del Vallo. Dopo l’era Marranghello, che ha tenuto le sorti del paesino che sorge sulle sponde del Coscile per 10 anni, sembra aprirsene un’altra, quella del sindaco Vincenzo Rimoli, rieletto per la seconda volta con una maggioranza che definire bulgara è poco.

Peccato, però, che alle urne si sia recato solo il 49% degli aventi diritto: meno della metà dei cittadini. Disaffezione oppure poca voglia di partecipare ad una partita già vinta a tavolino? Pare, infatti, che la lista concorrente guidata da Pasquale Motta si sia presentata solo per l’onore della firma e per far sì che le elezioni andassero in porto senza problemi.

La legge, in realtà, prevede che nel caso di partecipazione alle elezioni di una sola lista questa possa essere eletta solo al superamento della maggioranza assoluta degli aventi diritto (50% + 1). In tal caso Rimoli non sarebbe stato rieletto e al comune di San Lorenzo del Vallo sarebbe arrivato un commissario.

Ecco, allora, trovato l’escamotage della lista civetta. Del resto i numeri parlano chiaro “San Lorenzo Libera” (la lista di Rimoli) raccoglie un possente 86,2% ma che in realtà equivale a “soli” 1.113 voti; “Per crescere insieme”, invece, la lista degli “avversari”, ha racimolato il 13.8% (178 voti). Mettendo insieme i voti di entrambe le formazioni in campo il totale delle preferenze si ferma a 1.291, quindi il 42 percento scarso delle persone andate alle urne.

Nel caso delle elezioni di San Lorenzo del Vallo, che risaltano agli occhi per i numeri che ne sono usciti fuori, c’è anche un altro dato roboante: il dato complessivo delle schede nulle, bianche e al momento non conteggiate. Ce ne sono ben 225 (il 14%) un terzo in più dei voti raggiunti dalla lista perdente. Insomma, una terza lista che, a conti fatti, se avesse partecipato alle elezioni avrebbe preso anche lei una rappresentanza in Consiglio comunale.

Certo, non è in dubbio che il primo quinquennio a guida Rimoli abbia prodotto un buon governo ma i numeri insinuano il dubbio.


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