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San Demetrio Corone, il viaggio di Gennaro in bici sulle Ande

san demetrio coroneSettemila chilometri, una bicicletta, il cuore nelle gambe e una meraviglia verde negli occhi. Non può essere diversamente quando nasci a San Demetrio Corone, paesino della provincia calabrese, e decidi di fare della tua esistenza un lungo, avvincente viaggio. San Demetrio ha poco più di 4mila abitanti, una piccola comunità arbëreshe che vive da secoli sulle colline che dalla piana di Sibari salgono verso la Sila Greca. Gennaro Sposato non ha ancora trent’anni, è nato e cresciuto lì, nel Cosentino, ad appena 500 metri di altitudine, ma oggi si trova sopra i 3mila, sulle alture della “Cordillera blanca” del Perù. È circondato da montagne alte oltre 6mila metri. Ed è solo, con la sua bici, circondato da nebbia e stupore.

La prima volta che ci ha contattato era partito da un mese, ora sono circa 50 giorni che pedala attraverso il Sudamerica ed è riuscito a girare il primo di una serie di video (potete vederlo qui) attraverso i quali racconterà la sua esperienza. Il suo progetto di viaggio si chiama “Gennaro crossing South America”: è partito il 29 gennaio dall’Amazzonia ecuadoriana e vuole arrivare fino a Buenos Aires. Dopo la foresta dell’Ecuador ha già attraversato anche l’Amazzonia del Perù, la Sierra, è sceso sulla costa peruviana e poi è risalito dal canyon del Pato fino ad arrivare a Huaraz. Poi dovrà tornare sulla costa e “conquistare” la capitale, Lima, popolata oggi da circa 10 milioni di persone.

DA SAN DEMETRIO CORONE IN ECUADOR

Ci metterà cinque mesi ad attraversare in bici la catena montuosa più lunga del mondo. E già ora, che è entrato nel cuore rigoglioso delle Ande, è entusiasta. Dalle montagne del Perù e della Bolivia fino alle campagne argentine in cui tantissimi calabresi hanno trapiantato le loro vite, nel suo viaggio c’è molto più che un’impresa sportiva. C’è cultura, cibo, musica, poesia. Ci sono gli sguardi e i sorrisi della gente che lo incontra e lo accoglie. Ci sono etnie, popoli, lingue diverse: Kichwa, Shuar, Cofan dell’Amazzonia, i Quechua della Sierra dell’Ecuador e quelli del Perù. «La bici – racconta Gennaro – con la sua lentezza mi permette di vivere e vedere tutte queste realtà, le usanze cambiano proprio come cambia il territorio. È semplicemente incredibile, indescrivibile».

Gennaro, che sta raccontando la sua esperienza sudamericana su una pagina Facebook (qui il link, qui invece il profilo Instagram), ha lasciato San Demetrio Corone appena 18enne. Si è trasferito a Roma ma, dopo l’università, non è riuscito a stare fermo per molto tempo. Così, dopo diverse esperienze all’estero, è finito a vivere in Ecuador, dove ha passato gli ultimi 3 anni. Quindi ha avuto un’opportunità di lavoro negli Usa, dove si è trasferito per tre mesi, ma il richiamo dell’Amazzonia era forte. Così è tornato in Sudamerica con quell’idea già in testa: partire da solo, in bicicletta, e pedalare per 7mila chilometri sulle cime della Cordigliera delle Ande. Quasi 2mila li ha già percorsi. «La strada è lunga – dice – ma il bello deve ancora arrivare». Perché, più della meta, è importante il viaggio.

Intanto dal suo smartphone, quando si ferma a riposare e riesce a prendere la linea, Gennaro continua a raccontare, a salutare e a sorridere: «Saludos desde Perú. Tornerò in Italia tra luglio e agosto per qualche mese. Per poi ovviamente ripartire». Ovviamente.

Fonte: Corriere della Calabria

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