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A San Bernardino si parla della beata Guadalupe: figura emblematica dell’Opus Dei

L’incontro è in programma per il prossimo sabato 15 febbraio ed è promosso dall’Accademia della Sibaritide

Guadalupe Ortiz de Landàzuri, “la particella di Dio”: una donna di scienza e di fede; una figura emblematica nel cammino dell’Opus Dei. Dell’opera di questa donna, oggi beata della Chiesa Cattolica, se ne discuterà il prossimo sabato 15 febbraio, a partire dalle 16.30, nella Sala Rossa di palazzo San Bernardino a Rossano centro storico durante un incontro-dibattito promosso dall’Accademia della Sibaritide, su sollecitazione del gruppo femminile dell’Opus Dei di Corigliano-Rossano, con il patrocinio della arcidiocesi di Rossano-Cariati e dei comuni del territorio.

La beata Guadalupe Ortiz de Landàzuri (Madrid, 12 dicembre 1916 – Pamplona, 16 luglio 1975), è una delle prime donne a far parte dell’Opus Dei: l’unica prelatura personale della Chiesa Cattolica, fondata da San Josemaría Escrivá de Balaguer.

All’evento di sabato prossimo, che sarà coordinato da Stella Pizzuti, già assessore alla Cultura del comune di Rossano e oggi docente di latino e greco del prestigioso liceo “San Nilo” di Corigliano-Rossano, interverranno per i saluti il presidente dell’Accademia della Sibaritide, Antonio Mondera, il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e Angelamaria Fugaro, docente di filosofia. A relazionare, invece, sulla figura della beata Guadalupe Ortiz de Landàzuri saranno don Antonio Rodriguez de Rivera (postulatore della causa di beatificazione di Guadalupe) e la senatrice e docente universitaria Paola Binetti. Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati.

La serata, inoltre, sarà allietata da musiche eseguite al pianoforte e sax, intervallate da letture scelte dal libro “Lettere ad un Santo”, raccolta di testi epistolari di Guadalupe a San Josemaría.

Duplice, quindi, l’intento della serata: da una parte celebrare i 90 anni di apostolato femminile dell’Opus Dei e dall’altra far conoscere e diffondere la figura della beata Guadalupe. Era il 14 febbraio 1930, infatti, quando, per ispirazione divina, San Josemaría aprì le porte dell’Opera alle donne: a distanza di quasi un secolo oggi le donne rappresentano la metà – secondo alcuni anche più della metà – del numero totale dei membri dell’Opus Dei.

I profili femminili variano da una dottoressa di Harvard a mamme e casalinghe: ognuna contribuisce con i propri carismi alla crescita morale ed etica della società civile in cui si trova ad operare. «Dalla santità della donna dipende in gran parte la santità delle persone che le stanno accanto» scrive Mons. Fernando Ocáriz, prelato dell’Opus Dei.  Certamente, Guadalupe Ortiz de Landàzuri, rispondendo con entusiasmo alla chiamata di Dio, ha testimoniato con tutta la sua vita la convinzione di San Josemaría, che «la donna è chiamata ad apportare alla famiglia, alla società civile, alla Chiesa, qualche cosa di caratteristico che le è proprio e che soltanto lei può dare».

“Particella di Dio” è il sottotitolo dell’evento. Viene così fatta sintesi dell’aspetto culturale e umano di Guadalupe (una delle 5 donne in una classe di 70 studenti alla facoltà di Chimica presso l’Università Centrale di Madrid) e della sua incessante attività di testimone di fede. Guadalupe Ortiz de Landázuri è stata beatificata il 18 maggio 2019 a Madrid.


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