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Il saluto del sindaco Antoniotti al nuovo Arcivescovo Giuseppe Satriano

satrianoCooperazioni e sinergie per continuare a costruire un percorso comune di sviluppo di questo territorio. La Chiesa ha bisogno delle Istituzioni, ma anche le Istituzioni hanno essenziale bisogno del supporto della Chiesa per operare, innanzitutto e soprattutto in questo particolare e storico momento di crisi, nella complessa rete dei servizi sociali. Rossano e l’Arcidiocesi, che ritrova con Mons. Giuseppe Satriano la sua nuova guida pastorale, hanno necessità di proseguire quel costante e proficuo dialogo intrapreso negli ultimi anni per garantire il diritto alla dignità di chi ha scelto con coraggio di continuare a vivere in questo territorio. Non solo. L’arrivo del nuovo Arcivescovo rappresenta, infatti, l’inizio di un nuovo cammino che dovrà vedere Istituzioni, Chiesa e imprenditoria impegnate nel rilancio di uno dei più importanti patrimoni artistico-culturali che oggi vanta la Calabria e custodito in Città: il Codex Purpureus Rossanensis.
Questo, in sintesi, il messaggio contenuto nel saluto di benvenuto del Sindaco Giuseppe Antoniotti al neo Arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Giuseppe Satriano, pronunciato nel pomeriggio di oggi (domenica 26 ottobre 2014) dalla Casina di Piazza Steri, nel Centro storico, durante la Cerimonia di ingresso in Città del nuovo Presule.

IL SALUTO DEL SINDACO GIUSEPPE ANTONIOTTI

Reverendissimo Monsignor Giuseppe Satriano,  in questo giorno così speciale per Lei e per tutti noi voglio, innanzitutto, porle il più affettuoso e sincero benvenuto a Rossano a nome mio, dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità rossanese. Benvenuto nella sua nuova casa! Siamo certi che la troverà confortevole e colma di calore e dei valori dell’ospitalità di cui la nostra comunità è millenaria custode. Benvenuto nella Città del Codex, celebre nel mondo per la sua storia e la sua peculiare unicità. Benvenuto nella Patria di San Nilo Abate, figura emblematica nella storia della Chiesa e d’Europa. Un uomo che, attraverso il suo esempio maturato tra la gente di questa terra, ha contribuito in modo inequivocabile allo storico percorso di unificazione della Chiesa d’Oriente e quella d’Occidente. Processo di cui la Città di Rossano continua a conservare memoria nelle celebrazioni della Settimana Santa e in particolare nella Domenica delle Palme, quando, nella vicina chiesa di San Bernardino, proprio alle nostre spalle, si ripropone l’antico rito dell’ufficio delle letture in lingua greca. Benvenuto in questa Comunità, dove i vescovi sono di casa da ben quattordici secoli. Eccellenza, oggi Lei arriva in una Città antica e allo stesso tempo moderna, che nei secoli si è sviluppata attorno alla sua storia, che racconta della presenza di questa gente già 1.100 anni prima della venuta di Cristo.  Dunque, una realtà sociale antichissima, pregna di identità e tradizione, che ha costruito e ricostruito con sacrifico e fierezza, propria dei rossanesi, la sua epopea. Per lunghi secoli, e ancora oggi, la nostra Cattedrale, dedicata alla Vergine Maria, qui venerata con il Titolo di Achiropita, è stata l’emblema della costruzione materiale ma anche morale e sociale di Rossano. Un luogo sacro, miracolosamente protetto, nella sua quasi totale interezza, dagli atroci terremoti che hanno scosso questa terra e dai bombardamenti aerei della seconda Guerra Mondiale. Non a caso oggi, Eccellenza, la nostra comunità La ha accolta ai piedi della stele dedicata alla Vergine, eretta nel cuore del Centro storico. Un gesto che rimarca quello stretto legame che da tempo immemore lega la nostra Città alla devozione e al culto di Maria Madre di Dio.  Oggi Lei giunge come nuova guida spirituale della nostra comunità e arriva, tra l’altro, in un contesto storico, locale e nazionale, particolarmente difficile e problematico, non solo per le istituzioni civili, ma anche per la stessa Chiesa. Eccellenza, La saluto e le rivolgo il mio augurio, consapevole anche del delicato compito di cui è stato investito da Papa Francesco. La saluto con deferenza e rispetto, consapevole come sono, e come siamo, dell’importanza del ruolo della Chiesa diocesana nella nostra società: che porta con sé quell’attaccamento sincero alla fede nei principi cristiani e cattolici. Come dicevo, parte da qui il Suo cammino di conoscenza di questa grande comunità sociale, che si estende da Tarsia a Cariati, contando quasi 150mila abitanti.  Le saremo vicini, Eccellenza, nei momenti di gioia ma, soprattutto, nelle difficoltà che Le si prospetteranno sul Suo cammino pastorale. Da Sindaco di Rossano, con Lei Padre Arcivescovo, condivideremo insieme i problemi e le virtù di questa nostra Città, con la familiarità e la solidarietà necessarie a lavorare in sinergia per la crescita della nostra terra. A proposito, mi sia permesso di salutare, congiuntamente alle altre autorità ecclesiastiche presenti oggi a questa solenne cerimonia, l’Amministratore diocesano, Mons. Antonio De Simone, che in questi undici mesi di vacanza della sede arcivescovile ha retto paternamente e con grande responsabilità le redini della Chiesa di Rossano-Cariati. A Lei, carissimo Don Antonio, che ha sempre garantito massima disponibilità e collaborazione, un ringraziamento sentito, sicuri che continuerà ad essere un punto di riferimento prezioso.  Dal maggio 2011, da quando questa Città mi ha eletto Primo cittadino, il cammino da Sindaco è stato oggettivamente in salita e colmo di difficoltà. Tre anni e mezzo costellati di emergenze, aggravate dalla costante crisi economica. Sin dall’inizio del mio mandato ho sempre privilegiato e cercato un rapporto di costante confronto con la Diocesi e principalmente con il Suo Vescovo. Un metodo di collaborazione che ha portato a grandi risultati e che ho intenzione di continuare a perseguire ancora con maggiore decisione. La Chiesa ha bisogno delle Istituzioni, così come le Istituzioni hanno necessario bisogno della Chiesa, per rafforzare la essenziale rete dei servizi sociali e per dare, soprattutto in questo particolare momento di crisi, le migliori risposte ai cittadini. In questo tempo non si può pensare di Governare una comunità se non si mettono al primo posto le sue esigenze, soprattutto quelle che mirano a soddisfare i servizi per gli indigenti e i più bisognosi. Noi sindaci, conosciamo bene i problemi che ha causato la pesante crisi economica, nella quale siamo ancora coinvolti. Quegli stessi problemi che si riversano quotidianamente e in modo indelebile sui singoli cittadini. La crisi, purtroppo, sta minando pericolosamente la credibilità della democrazia e in molti casi anche quella delle Istituzioni. Siamo coscienti del fatto che, chi come noi è chiamato a sovrintendere ai bisogni della gente, non è più in grado di programmare il futuro e di dare le giuste risposte all’incessante richiesta di lavoro e dignità.  Ecco perché il compito arduo che attende tutti, compresa la Chiesa, è anche quello di restituire credibilità al ruolo che ciascuno di noi è stato chiamato a ricoprire, all’Istituzione di cui siamo responsabili e al servizio per cui ci siamo impegnati, ciascuno nel proprio campo e con il proprio ruolo. In questa direzione abbiamo lavorato costantemente, gomito a gomito, anche con il suo predecessore, Mons. Santo Marcianò oggi Ordinario Militare d’Italia. Così come ebbi a ricordare in altre circostanze, Marcianò nella sua esperienza di Concittadino rossanese e Pastore della Diocesi, ha tracciato un solco indelebile, profondo e durevole nella vita sociale della nostra comunità. Un uomo ed un sacerdote il cui positivo operato rimarrà impresso nella storia di questo territorio per anni. Rimarranno incancellabili le opere e gli interventi sociali che la Diocesi di Rossano-Cariati ha realizzato negli ultimi otto anni, anche con il contributo fattivo di questa Amministrazione comunale.  Come non menzionare l’attivazione delle mense e dei centri di accoglienza Caritas, a Rossano e nel territorio. O ancora la casa di accoglienza per le ragazze madri, nel Centro storico, e le decine di interventi effettuati a sostegno dei bisognosi e dei poveri. Ci siamo impegnati concretamente ed in modo sinergico. Certo, abbiamo avuto la convinta paura che l’addio di un Buon Pastore come Don Santo potesse smarrire le tantissime anime, soprattutto i giovani, che negli ultimi anni erano ritornate a vivere con entusiasmo la vita della Chiesa. Ma Papa Francesco e la Divina provvidenza hanno fatto sì che ciò non avvenisse, mandando a capo di questa Chiesa Lei, Mons. Satriano, sacerdote dedito al  servizio e incline all’edificazione di una comunità solidale. Le Sue parole, pronunciate lo scorso 3 Ottobre nella Cattedrale di Brindisi, a conclusione della celebrazione nella quale è stato consacrato Vescovo, hanno riscaldato il cuore dei fedeli della grande e antica Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Siamo ritornati nelle nostre case convinti che avremo una guida solida e soprattutto presente tra noi. Questo popolo, carissimo Padre Arcivescovo, ha bisogno di essere supportato e confortato quotidianamente. Ha bisogno di sentire la Sua paterna presenza, per essere allo stesso tempo spronato e stimolato. La nostra storia ci ha visti più volte cadere, dopo essere stati all’apice. Ma abbiamo sempre saputo trovare la forza e la fermezza per rialzarci, facendo leva proprio su quelle figure guida e di riferimento che hanno contribuito in modo determinante a sollecitare il positivo moto d’orgoglio per andare avanti e ricostruire. Lei Mons. Satriano, oggi, rappresenta una di queste figure chiave nel processo di rilancio del territorio. Lei, infatti, non rappresenta solo il cammino naturale della nostra Chiesa. Lei rappresenta anche il lievito per la ricrescita in un momento di profonda difficoltà economica e sociale. Come sicuramente avrà avuto modo di apprendere, negli ultimi anni, Rossano, la sua Area urbana e più in generale l’intero comprensorio, sono state vittime di scelte capestri. Qui sono stati usurpati addirittura i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. Abbiamo subito la chiusura del Tribunale, uno dei più antichi della Calabria e d’Italia. Siamo stati scippati del nostro diritto alla Giustizia! A nulla sono valse le battaglie civili che ho combattuto in prima persona di fianco ai miei cittadini, ai rappresentanti istituzionali locali e alla  stessa Chiesa. Purtroppo, le ragioni della politica e dei burocrati dello Stato sono state più forti di qualsiasi altra volontà ed esigenza. In questo angolo della Calabria invochiamo il diritto alla Salute, cercando, soprattutto noi amministratori locali, di difendere i presidi esistenti e pretendere una sanità efficiente. In questo angolo della Calabria reclamiamo ancora una viabilità migliore. Venendo verso Rossano, nel suo viaggio dalla Puglia, si sarà sicuramente accorto, Padre Arcivescovo, dell’arretratezza del nostro sistema viario che continua a mietere giornalmente decine di vite innocenti. Parlo della Statale 106, la famigerata strada della morte, che è un monumento alle tragedie personali e familiari. Mentre la linea ferroviaria è carente e poco funzionante. Ma quello che rivendichiamo con forza è il diritto alla dignità. Il diritto a garantire ai nostri giovani, ai tanti giovani padri e alle tante giovani madri, un posto di lavoro e la possibilità di continuare a rimanere a vivere nella loro terra d’origine. Il tasso di disoccupazione in questo territorio è elevatissimo, così come lo è il numero dei nostri ragazzi e dei tanti talenti che sono obbligati ad andare via da qui per dare un senso alla loro vita. E in questo, il ruolo dei Sindaci è davvero difficile. Perché abbiamo grandi difficoltà nel dare risposte alla incessante richiesta di lavoro che ci perviene ogni giorno non solo dai giovani, ma anche da tanti padri di famiglia. Oggi condividiamo con Lei anche le nostre sofferenze, sicuri che nella Sua autorevolezza di Pastore della nostra Diocesi saprà farle Sue restando di fianco a noi, per incoraggiarci ed aiutarci a rialzare la china e ripartire nuovamente. È con voce sincera che le trasmetto quel bisogno vitale che abbiamo di ricevere messaggi, vedere azioni credibili e soprattutto testimonianze positive che in qualche modo possano rispondere all’esigenza di Speranza che si sente impellente nella nostra società. La Speranza deve farsi viva attraverso esempi di vita forti. Soprattutto dei sacerdoti, ai quali è demandato il compito di essere testimoni di fede e portatori dei principi cristiani che tutelano la dignità umana. Sicuramente Lei, Padre Reverendissimo, in questo tempo, riuscirà a testimoniarci la Speranza. Lei che è sacerdote buono e missionario. Lei che ha confortato di persona tanta gente che ha vissuto e vive la sofferenza, fisica e morale. Siamo sicuri che lavorerà a pieno per infondere la stessa sua determinazione nei tanti parroci della nostra Diocesi, che ancora possono fare tanto per rispondere alle necessità non solo spirituali, ma anche formative e aggregative. In questa ottica di collaborazione tra il mondo religioso e quello laico, mi auguro che le Istituzioni pubbliche e quelle ecclesiastiche possano  continuare  a crescere nel dialogo e nel confronto. Questo, con la finalità comune di assicurare il benessere dei cittadini e di mantenere la serenità esistenziale delle famiglie. Ma quello che oggi conta di più è saper perseguire un obiettivo comune: quello di non privare nessuno della possibilità di credere, sperare e sognare, nonostante i momenti difficili e di sconforto che stiamo vivendo e che supereremo, anche grazie al Suo sostegno spirituale e morale. Ci vedremo spesso, carissimo Don Giuseppe, per confrontarci sulle esigenze della vita sociale della nostra Città e per pianificare, in sinergia con la Chiesa, un programma di rilancio turistico che parta dalla valorizzazione di Rossano quale Città del Codex. Questo grande patrimonio artistico-culturale, unico al mondo, rinato grazie all’opera della Diocesi, oggi ha bisogno di essere collocato al centro di tutte le azioni di marketing e promozione di questo territorio. Il 2015 vorremmo fosse l’Anno dedicato al Codex Purpureus Rossanensis, e abbiamo atteso il suo arrivo per iniziare a pianificare un percorso congiunto tra Istituzioni locali, Chiesa ed Imprenditoria per far sì che il prezioso Codice possa contribuire a quell’idea di riscatto socio-economico che tutti auspichiamo. Buon lavoro, allora, Eccellenza Reverendissima, e che la Mamma nostra Achiropita La accompagni sempre nel suo cammino e La illumini nelle Sue scelte. Noi, fraternamente, Le staremo vicini per supportarla nel Suo Magistero di Pastore della Diocesi di Rossano-Cariati. L’amicizia al mondo è molto più utile delle ricchezze! È con questo spirito che la Città di Rossano La accoglie. Eccellenza, Benvenuto nella Sua nuova Casa.

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