Home / Attualità / Rossano: vertenza Tribunale, dentro o fuori

Rossano: vertenza Tribunale, dentro o fuori

10451167_10203290699926187_8696730967236620121_nVertenza Tribunale, dentro o fuori. A distanza di due anni dall’inizio di questo calvario è necessario che il Governo dica, in modo chiaro e inequivocabile, se è possibile varare un decreto correttivo che possa salvare il presidio giudiziario dell’Area urbana Corigliano-Rossano e della Sibaritide. Attivarsi per programmare nuove campagne di lotta civile e mobilitazioni è solo tempo perso, perché comunque non saremmo ascoltati. L’unica via pragmatica al momento percorribile è quella di continuare a chiedere per ottenere un incontro con il Ministro della Giustizia Andrea Orlando che chiarisca una volta per tutte le possibilità di salvezza del Presidio. Basta con questo stillicidio!
È quanto ribadito, con il consenso unanime dei presenti, dal Sindaco Giuseppe Antoniotti nel corso dell’assemblea promossa dal comitato “Sei da Salvare” di Rossano, riunitasi stamani (sabato, 12 luglio 2014) nell’aula Mezzogiorno del Tribunale di Rossano, nel Centro storico e nata dall’esigenza di mettere a confronto tutte le anime sociali, politiche ed istituzionali del territorio dopo il forfait del Guardasigilli all’appuntamento dello scorso lunedì 7 luglio, in programma a Cosenza.
All’incontro, al quale erano state invitate a partecipare le deputazioni regionali e parlamentari del comprensorio, erano presenti oltre al Primo cittadino di Rossano e al vice sindaco di Corigliano Francesco Paolo Oranges, i Consiglieri regionali Giuseppe Caputo e Gianluca Gallo, i presidenti dei Consigli comunali dell’Area urbana Vincenzo Scarcello (Rossano) e Pasquale Magno (Corigliano), oltre ad una nutrita delegazione delle Giunte e delle Assemblee civiche di entrambe le Città, di cittadini, avvocati e della Chiesa diocesana.
È necessario che il Governo capisca – ha ribadito il Sindaco Antoniotti – che l’emanazione di un decreto correttivo non è una concessione di grazia per il nostro Tribunale, bensì il riconoscimento del diritto sacrosanto alla giustizia di un vasto e complesso comprensorio. Finora, le Istituzioni locali e i comuni ricadenti nella nostra giurisdizione, che rappresento nella loro complessità, hanno fatto tutto ciò che era umanamente possibile per scongiurare la chiusura del Palazzo di Giustizia. E questo grande quadro d’azione, sinergico e collettivo – ha ricordato il Primo cittadino –, è stato completato con la deliberazione congiunta, contro la soppressione, dei due Consigli comunali di Rossano e Corigliano, già trasmessa al Ministro della Giustizia. Dopo due anni di battaglie e di lotte, durante i quali mi sono svestito della mia connotazione politica, consapevole che gli interessi della collettività vengono prima di qualsiasi altra cosa, purtroppo abbiamo capito che le manifestazioni e le proteste portate avanti da questo territorio, per rivendicare i suoi diritti, sono rimaste del tutto inascoltate. Ecco perché, programmare ulteriori mobilitazioni – ha continuato – servirebbe solo a perdere tempo e a distogliere le attenzioni dal nostro obiettivo. Che al momento rimane, a mio avviso, quello di essere ricevuti dal Ministro per chiedere e ottenere il decreto correttivo. Sia il guardasigilli sia l’intero Governo Renzi devono essere consequenziali alle loro promesse e coerenti con la loro posizione critica nei confronti della Riforma della giudiziaria, varata dall’allora ministro Cancellieri. Fu l’attuale forza di Governo, con Orlando in testa, all’epoca, a dirsi scettica e contraria alla chiusura di Rossano. Questo è il momento della responsabilità. Non si può più tentennare o continuare a fomentare in questo territorio quello che è diventato un lento e non più accettabile stillicidio. Serve – ha scandito ancora il Sindaco – il decreto correttivo. E nel caso in cui il Governo Renzi si fosse ravveduto, lo dicesse in modo chiaro e inequivocabile.
Ma lo facesse subito! Da qui il mio appello alla deputazione parlamentare democratica calabrese, che oggi purtroppo vedo totalmente assente, affinché si faccia, una volta per tutte, portavoce di questa esigenza di chiarezza e di giustizia, invocata unanimemente da questo comprensorio. Ringrazio il presidente del Comitato “Sei da Salvare” Maurizio Minnicelli per aver promosso questo ennesimo momento di confronto e quanti, con grande responsablità e tralasciando i propri impegni, vi hanno partecipato. Certo –ha concluso Antoniotti- dispiacciono le grandi assenze dei nostri deputati e di qualche politico locale che probabilmente hanno preferito una sana giornata di relax al mare piuttosto che interessarsi alle reali problematiche del comprensorio.

Commenta

commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*