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Rossano, va bene Città dell’Olio. Ma per le clementine cosa si fa in concreto?

Il Sindaco di Rossano Stefano Mascaro e il figlio Giuseppe al lavoro nell’azienda di famiglia

CLEMENTINE, IL VERO ORO DELLA SIBARITIDE

Apprezziamo l’impegno del Sindaco di Rossano, Stefano Mascaro, per ciò che riguarda tutto quanto concerne “Rossano – Città dell’Olio”. Dall’ingresso nell’Associazione “Città dell’Olio” al ruolo guida che si ha almeno in Calabria, anche grazie alla “Dolce di Rossano” (particolare qualità di olive) e all’ottimo extravergine che viene prodotto in questa zona, i risultati che ne potrebbero conseguire sono davvero importanti. La Calabria, così come sottolineato da Mascaro, per produzione e terreni olivetati è seconda solo alla Puglia. E quindi sarebbe il caso che il nostro ottimo olio extravergine di oliva venisse valorizzato in maniera adeguata. Allo stesso modo, però, auspichiamo che Mascaro, magari insieme al collega di Corigliano Giuseppe Geraci (visto che ormai si va verso una sempre più possibile Fusione dei due grandi Comuni dell’area jonica), capisca anche che c’è un altro settore agricolo da valorizzare. Che è quello agrumicolo e, in particolare, delle clementine. Che sono una ricchezza straordinaria del comprensorio jonico e soprattutto dell’area Corigliano-Rossano. In questo luogo si producono le clementine più buone del mondo. Un frutto pregiato. Ma non valorizzato. Il vero “Oro della Sibaritide”. Allora, cosa si aspetta a formare magari un Comitato o un Consorzio di produttori per stabilire regole certe nel settore? Dalla produzione, alla commercializzazione fino alla vendita al consumatore finale. Perché in altri luoghi i produttori di mele (pensiamo alla Melinda in Trentino) o di ciliegie (Emilia Romagna), giusto per fare due esempi, riescono a fare quadrato, a creare dei marchi e a consorziarsi e qui continuiamo a restare divisi? Il risultato di tutto questo, purtroppo, è la svendita di questo meraviglioso frutto che ci ha donato Madre Natura. Sono tanti i produttori di clementine in questo territorio. E dal produttore al consumatore registriamo almeno cinque passaggi. Tra il produttore e il consumatore finale, cioé, vi sono tre passaggi in cui si specula sui prezzi. Un chilogrammo di clementine al produttore viene pagato 23/25 centesimi. Senza la lavorazione.  Per poi essere venduto a 1,5/1,8 euro nei supermercati. Uno scarto eccessivo. Chi ci specula? Perché non fermiamo questa spirale? Allora, ci appelliamo al Sindaco di Rossano, Stefano Mascaro, che tra l’altro è uno dei tanti operosi produttori di clementine della zona, affinché si faccia qualcosa per non disperedere questo straordinario patrimonio. Si inizi con un confronto. Ci si incontri, si parli. E si metta in atto un progetto che possa portare a una reale cooperazione tra produttori, affinché da questo “tesoro” che sono le clementine della Sibaritide possa ripartire un reale sviluppo di impresa e occupazione.

 

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