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Rossano, Uva: “Futuro politico? Non è presto per parlarne”

Patrizia Uva

Patrizia Uva

Non è troppo presto per iniziare ad interrogarsi sul futuro politico-amministrativo di questa Città, su quale tipo di governo della comunità preferiranno i rossanesi e, quindi, sulle caratteristiche e capacità personali e di fare squadra del prossimo Sindaco. Se, da una parte, infatti, la scadenza elettorale del 2016 può apparire lontana, dall’altra vi sono già oggi diversi elementi e sufficienti constatazioni per aprire, così come è auspicabile, un confronto ampio, libero e trasversale sulla prossima stagione per questa nostra comunità nel territorio.
È quanto sostiene Patrizia UVA, presidente del gruppo consiliare misto e consigliere anziano, il candidato più votato del centro destra nelle competizioni del 2011, la donna che ha fatto registrare il maggior numero di preferenze in Calabria nelle comunali del 2011, la prima donna vicepresidente del Consiglio Comunale nella storia cittadina, imprenditrice, produttrice cinematografica e presidente dell’associazione socio-culturale “Ali Libere”.
Vi sono dei punti fermi – esordisce UVA – sui quali sarebbe difficile non convenire. È definitivamente finita la stagione delle vacche grasse nella gestione della cosa pubblica, a tutti i livelli. Per intenderci: nessun futuro candidato alla guida di Sindaco potrà più contare su eventuali ingenti doti finanziarie, frutto o meno di vantate contiguità politiche sovracomunali, così come è accaduto (o si è sperato ed annunciato) anche nella nostra Città negli ultimi circa 30 anni. La crisi economica nazionale non risparmia più nessun ente locale. Ogni comune deve far fronte ad una sempre più forte riduzione dei trasferimenti erariali con conseguenziale taglio delle somme tradizionalmente destinate ai servizi, anche purtroppo a quelli più importanti e basilari come quelli sociali. Le risorse vanno misurate e cercate altrove. Interfacciandosi direttamente con l’ultima tranche dei fondi europei, ad esempio. Non basta più neppure contare su ampi consensi elettorali (sempre che questi possano rispondere alle stesse dinamiche e regole del passato) o su altrettanto ampie maggioranze. Il governo della cosa pubblica locale è ormai strettamente connesso con il peso territoriale che si ha, che viene riconosciuto dall’esterno o con quello che si ambisce eventualmente a conquistare e consolidare. E su quest’ultimo aspetto intendo soffermarmi. Rossano ha vissuto per larga parte della sua recente storia politico-amministrativa in una condizione di felice isolamento, per ragioni diverse e sulle quali non mi soffermo in questa sede. Una condizione di forte ed a volte incomprensibile, esasperata autonomia dal resto del territorio, interpretata pressoché alla stessa maniera sia dal centro sinistra che dal centro destra. Risiedono, forse, anche in questa sostanziale incapacità di fare squadra e di farsi effettivamente considerare punto di riferimento strategico da parte di un’area più vasta, le ragioni di tante importanti sfide perse da questa Città: dall’ambizione di diventare provincia di qualche decennio fa agli scippi degli ultimi anni e mesi. Appare di tutta evidenza, pertanto, che nell’identikit del prossimo Sindaco di Rossano non potrà mancare la capacità non soltanto di saper dialogare con tutto il territorio, a Sud ed a Nord, ma anche quella di saper interpretare, come Città e come Area Urbana, le attese e le esigenze dei centri più piccoli limitrofi e dell’intera area, rendendosi protagonista autorevole nella ricerca di soluzioni condivise a questioni (penso ai rifiuti) ed opportunità di sviluppo (penso al turismo) che valicano necessariamente i confini del municipio di Piazza SS.Anargiri e che superano gli stessi perimetri geografici previsti o imposti dalle diverse forme di associazione per i nuovi strumenti di programmazione urbanistica. Ciò che serve – conclude UVA – è e sarà, in definitiva, saper interpretare una nuova visione di governo locale, aperta e territoriale.
Altra constatazione sulla quale credo vi sia poco da obiettare è l’assenza totale di opposizione politica nel centro sinistra, in consiglio comunale e nella società. Una latitanza, in termini di verifica e proposta, che ovviamente non fa bene alla dialettica democratica ed alla esigenza, fisiologica, di migliorare, da destra e da sinistra, determinazioni ed indirizzi dell’Esecutivo in carica. Ed ecco perché in tanti pensano che il prossimo confronto elettorale cittadino, più che tra centro destra e centro sinistra, sarà di fatto trasversale e tra due diverse visioni culturali e di metodo di governo. Ma forse anche tra due diverse generazioni. L’età del Premier RENZI, infra-quarantenne, non riuscirà forse a far tendenza anche a Rossano. Ma una cosa sembra certa: sarebbe difficile se non impossibile ipotizzare oggi ritorni dal passato, sotto qualsiasi veste e con qualsiasi semplice trovata anagrafica.

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