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Rossano: turismo balneare già finito. Eppure…

di SERAFINO CARUSO

Oggi 31 agosto, tempo “da mare”. Nonostante qualche temporale nelle scorse settimane, il clima permette di continuare a fruire delle limpide acque joniche. Da Montegiordano a Cariati, circa 120 chilometri di costa e spiagge per molti versi ben utilizzati con lidi attrezzati, ma resta ancora molto da fare. Manca, ad esempio, un coordinamento di zona almeno tra i centri più vicini. Come tra Corigliano e Rossano (dove la centrale Enel costruita a ridosso della spiaggia è un ostacolo allo sviluppo di un lungomare unico); o come tra Trebisacce e Villapiana. O come tra i Comuni del basso Jonio. Manca, ad esempio, la volontà di programmare insieme. Di riunirsi. Di confrontarsi. Di formare quella consulta del turismo già invocata in passato, ma rimasta inattuata. Eppure, ad oggi, la situazione è questa: clima estivo con temperature massime tra i 35 e 40 gradi; mare particolarmente bello. Certo, i locali sono ripartiti con i propri lavori. Ognuno ha ripreso a lavorare. Almeno la maggior parte. Ma il nostro mare potrebbe essere meta per tantissimi turisti stranieri. Basti pensare che a Rossano, nella settimana di Ferragosto, non si trovava più un posto per dormire nelle strutture ricettizie. In alcuni casi con prezzi un po’ eccessivi. Ma questo perché accade? Proprio perché non c’è una stagione estiva allungata. Il turismo balneare si concentra soltanto in quei dieci giorni di agosto. E quando parliamo di turismo non ci riferiamo, ovviamente, ai rossanesi che lasciano la propria abitazione dello Scalo o del centro storico per trasferirsi in una delle località di mare. Occorre una inversione di rotta. Bisogna programmare già da adesso per la prossima e le prossime stagioni estive. Bisogna creare le condizioni strutturali necessarie. Che non vuol dire soltanto una statale 106 adeguata o un aeroporto. Inutile piangerci addosso: la 106 è quella che è e tale resterà. L’aeroporto della Sibaritide non verrà mai costruito. Almeno non fino a quando avremo una classe politica incapace di far valere il sacrosanto diritto di questo territorio ad avere un aeroporto. Che sarebbe utile. Eccome se sarebbe utile. Perché questo territorio, con il mare che ha, la montagna che ha, le risorse culturali e paesaggistiche che ha, potrebbe campare di turismo per tutto l’anno. Ritornando all’estate, è triste notare come i lidi balneari della zona siano già semivuoti. E allora, dicevamo, occorre intercettare il turismo straniero. Quello russo, ad esempio. O quello inglese, tedesco, norvegese, francese. Che continua a scegliere, fino a ottobre, mete come le Baleari, Malta, Canarie. Luoghi a cui il nostro non ha nulla da invidiare. Serve, però, che quesrto territorio sia propagandato nelle agenzie di viaggi estere. In quelle che contano. E serve essere pronti per farsi la giusta propaganda. Altrimenti continueremo a lagnarci e piangere sul latte versato. Istituzioni, imprenditori e agenzie, quindi, si incontrino. Si confrontino. Facciano rete e sviluppino un vero Piano Turistico. Solo così possiamo riuscire a far risalire l’economia, ormai morta, di questo territorio.

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