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Rossano, toponomastica: è mistero

di ROSSELLA MOLINARI

massimo-bevacquaMistero sulla toponomastica cittadina. Modificato l’atto deliberativo della Giunta Antoniotti che aveva inteso, tra l’altro, intitolare una delle vie della città al professor Massimo Bevacqua, docente presso le università di Roma, Urbino e Tunisi, barbaramente ucciso nel domicilio di Sidi Bou Said (Tunisia) nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2015. In suo ricordo, così come annunciato in occasione della cerimonia funebre, l’ex primo cittadino aveva voluto dedicare una via di contrada Frasso che è la «stessa in cui vive un dirigente comunale», il quale avrebbe inteso apportare “chirurgicamente” alcune varianti, al fine di inserire l’intitolazione della medesima arteria a San Francesco d’Assisi a cui l’alto dirigente sarebbe particolarmente devoto. L’atto deliberativo dell’ex sindaco Antoniotti è dunque stato revocato e supplito da un nuovo provvedimento inviato in Prefettura per gli adempimenti conclusivi. L’Organo di Governo ha risposto congelando di fatto la proposta di intitolazione al professor Bevacqua, viziata dalla mancanza di elementi motivazionali.
Trattandosi di una personalità deceduta da meno di dieci anni, sono necessarie motivazioni e procedure particolari.
Da qui, la richiesta di integrazione della documentazione avanzata dalla Prefettura di Cosenza, alla quale il Comune di Rossano ha già risposto inviando quanto richiesto. L’istruttoria è quindi ancora in corso e si attende il responso finale da parte dell’Ufficio Territoriale del Governo, che non si esclude possa richiedere ulteriori integrazioni.
Nel frattempo, con l’ultima delibera approvata dalla gestione commissariale, al professor Bevacqua è stata comunque destinata un’altra via, meno visibile rispetto a quella individuata originariamente dalla giunta uscente. Non a caso, in uno degli ultimi comizi, lo stesso Antoniotti, spiccatamente adirato, ha annunciato che, nel caso in cui dovesse essere rieletto sindaco, non esiterà un solo istante a revocare l’ultimo atto deliberativo.
Al dì là delle questioni di merito, più o meno legittime, l’aspetto che lascia aperta una falla rispetto all’iter amministrativo seguito pare sia il mancato coinvolgimento dell’apposita commissione toponomastica cittadina composta da esperti in campo storico-culturale e laico-religioso. Che alla fine del proprio lavoro presentava all’Amministrazione Comunale nel lontano 2008 una proposta, non vincolante, di intitolazione delle vie. Proposta dapprima accolta dalla giunta Filareto e successivamente revocata dall’esecutivo Antoniotti, che diede vita anche ad un ricorso al Tar promosso all’epoca da Achiropita Potentino, vedova Gennarino Scorza, insignito della croce al merito di guerra per internamento in Germania durante la seconda guerra mondiale e, per tale ragione, reputato meritevole di essere inserito tra le personalità a cui destinare l’intitolazione di strade e piazze cittadine mediante atto deliberativo n. 174/2011, adottato dalla gestione amministrativa Filareto».

Un provvedimento che l’amministrazione Antoniotti revocò con atto n. 101 del 28/03/2011, «considerato lo sconcerto esternato da alcuni componenti della commissione toponomastica sugli organi di stampa», nonché la mancata acquisizione delle previste autorizzazioni della Prefettura.
Al di là della vicenda giudiziaria, il Commissario Prefettizio Aldo Lombardo, attualmente alla guida del Comune di Rossano, ha adottato una nuova delibera nella quale è inserita l’intitolazione di una via a Gennarino Scorza.
Le personalità individuate nella delibera n.110 del 23 marzo 2016 sono le seguenti: Gaetano Noce (Insegnante e Giornalista, Assessore alla Cultura del Comune di Rossano); Jean Josipovici (Poeta, Filosofo, Cittadino onorario della Città di Rossano); Roberto Falco, Giuseppe Piacentino, Giuseppe Schiavi (medaglie d’oro al valor militare); Massimo Bevacqua (Professore e Ricercatore); Vittime delle foibe; Gennarino Scorza e Giuseppe Novelli (Antifascisti e Confinati politici); Luca D’Amico (Artista, Pittore, Maresciallo Maggiore della Polizia di Stato); Mons. Antonio Guarasci (Sacerdote); Giovanni Paolo II (Papa, beato); S. Francesco d’Assisi (Santo). Completato l’iter procedurale per tutti, si attende ora la conclusione dell’istruttoria per il professor Massimo Bevacqua.
Non v’è traccia di altre personalità presenti nell’atto deliberativo della precedente amministrazione guidata da Giuseppe Antoniotti.

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