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Rossano, soggetto affetto da ludopatia simula rapina

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Il Commissario della Polizia di Rossano, Giuseppe Massaro

Deferito all’Autorità Giudiziaria competente per simulazione di reato e procurato allarme. E’ la brutta storia di cui è protagonista un 28enne che ha segnalato di essere vittima di una rapina nella serata del 13 gennaio scorso. Personale della Squadra Volanti del Commissariato di Polizia di Rossano, diretto dal Commissario Capo dr. Massaro Giuseppe, è stato inviato sulla S.S.106 per la segnalazione. Giunti sul posto, all’interno di un furgone gli agenti hanno trovato l’uomo, legato mani e piedi. E che ha denunciato di aver subito una rapina ad opera di ignoti. In particolare, l’uomo ha denunciato che mentre percorreva la statale 106 proveniente da Crotone alla guida del furgone della ditta per la quale lavora e per la quale rileva gli incassi di slot machine, nei pressi di Rossano era stato affiancato e bloccato da un’autovettura con tre persone a bordo non meglio identificate.

I tre dopo averlo strattonato e immobilizzato con delle spesse fascette utilizzate dagli elettricisti, hanno asportato la borsa contenente gli incassi delle slot machine e si sono dileguati. Verosimilmente una brutta storia, avvallata anche dalle condizioni psicofisiche in cui era stato trovato l’uomo; ma che non ha convinto del tutto il personale della Polizia di Stato. Particolari poco chiari, sensazioni, orari non proprio coincidenti, da subito hanno portato gli inquirenti ad effettuare ulteriori e più approfonditi accertamenti; finalizzati alla verifica della veridicità del fatto criminale denunciato.

ROSSANO, 2400 EURO DI INCASSI RISCOSSI SPESI ALLE SLOT MACHINE

Nel pomeriggio di ieri l’epilogo. L’uomo è stato convocato negli uffici del Commissariato di Rossano, per dare corso alle indagini circa la denuncia. Messo davanti ad alcune inconfutabili contraddizioni, ha deciso di raccontare la verità. In particolare, tra le altre cose, lo stesso ha dichiarato che la rapina da lui denunciata era frutto della sua fantasia. Gli incassi riscossi, pari a circa € 2.400,00, che avrebbe dovuto versare al datore di lavoro per cui lavora, erano stati dallo stesso spesi per giocare alle slot machine di vari esercizi che aveva incontrato strada facendo. Dopo essersi reso conto di aver speso tutto l’incasso e non sapendo come giustificarsi, ha quindi simulato la rapina.

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