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Rossano: scontro politico, è corsa al potere tra veleni e accuse

di MATTEO LAURIA

Giuseppe AntoniottiLo scontro politico, talvolta di pessimo gusto, rischia di trasformarsi in un ring pericoloso dove le accuse senza limiti potranno convertirsi in carta bollata. Nessuno dei protagonisti in campo è disposto a porre un freno, si va avanti a briglie sciolte.
L’odio chiama odio, non vi è una cultura evangelica in giro, tanto meno si è disposti a porgere facilmente l’altra guancia. In questo contesto, se non prevarrà il buon senso, si rischia la macelleria sociale, dove ognuno la sparerà più grossa pur di colpire l’altro.
Necessita un’immediata elevazione della qualità del dibattito politico, ne va di mezzo la storia di questa città, la cultura, le tradizioni, gli usi, i costumi, le abitudini.
I veleni non possono appartenere a una città da poco riconosciuta patrimonio dell’umanità, è una contraddizione in termini. Occorre quindi uno scatto di orgoglio e, soprattutto, un maggiore senso di responsabilità.
E dove non arriva la maturità politica deve intervenire l’intellighentia rossanese, prima ancora della magistratura.
È probabile che un governo politico avrebbe potuto meglio rappresentare la città nel periodo che resta da amministrare, ma è altrettanto vero che le dimissioni e la sfiducia rappresentano un atto democratico che rientra nelle regole del gioco.
Chi non ci sta è accecato da sete di potere. Né incanta l’idea di eccessivo amore per la collettività se è vero come è vero che il territorio vive una grave fase di decadenza.
A incrementare il clima torbido la piazza virtuale di Facebook dove ognuno sprizza veleno come può.
Non più uno strumento di confronto e di partecipazione ma un luogo di sfogo contro tutto e tutti.
Il coraggio delle idee si rafforza dietro una tastiera.
Il dramma è che spesso non sono idee quelle profuse ma accuse intrise di malevolenza, disprezzo, avversione, ostilità, maldicenza. La corsa al potere è brutta cosa.
Ognuno cerca di raggiungere quella “maledetta“ poltrona come può, con tutti i mezzi. Sotterfugi, accordi sottobanco, trattative parallele, riducono la politica in luogo di affarismo, quando invece dovrebbe essere il contrario quindi sede di attenzione e di valutazione al fine di risolvere le problematiche di una città.

Si è azionata la cosiddetta “macchina del fango“, si getta discredito da una parte e dall’altra. Quel che è peggio è che si mettono alla berlina le PERSONE.
Atteggiamenti che dimostrato arretratezza e retaggi culturali non ammissibili. Ne va di mezzo il futuro, le nuove generazioni che rischiano di essere travolte da un sistema di volgarità da respingere con tutte le forze.
Che il dibattito torni sui binari della democrazia, del confronto civile, della partecipazione. E che si mettano da parte le vili espressioni da marciapiede.

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commenti

1 Commento

  1. Antonella Milito

    Condivido pienamente, grande Matteo Lauria hai espresso in modo chiaro ciò che i cittadini onesti e acculturati non dicono! Basta con questo veleno che fa del male solo alla città del Codex! Vergogna cercate di essere più intelligenti e come diceva Totò:”signori si nasce,non si diventa!”.

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