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Rossano saluta la cittadinanza onoraria a Mons. Marcianò

RossanoSala gremita ed emozione palpabile nella sala consiliare del comune di Rossano. Che ha accolto fra applausi scroscianti e sorrisi distesi l’arrivo di Mons. Santo Marcianò. Da oggi cittadino onorario della Città del Codex, una circostanza vissuta con entusiasmo tra i presenti. Molte le personalità ecclesiastiche, politiche, imprenditoriali, accademiche e militari. Fra di essi, il Presidente della Regione Mario Oliverio, il Presidente della Provincia Franco Iacucci, un’ampia delegazione di sindaci del territorio, Gino Mirocle Crisci, rettore dell’Unical, la giudice del Tribunale di Castrovillari Letizia Benigno, il Presidente del Tribunale di Castrovillari Caterina Chiaravalloti, l’orafo Gerardo Sacco, l’avvocato nonché grande promotore dell’assegnazione della cittadinanza Giuseppe Zumpano, i Vescovi Mons. Renzo e Mons. Milito, Mons. Nunnari, il direttore del Carcere di Rossano Carrà.

Diversi gli interventi in corso durante il consiglio comunale straordinario. A partire da quello dell’emozionatissima presidente del consiglio Rosellina Madeo, fino a quello del consigliere di minoranza Ernesto Rapani che dopo aver ringraziato Mons. Marcianò, lo ha invitato a porre un occhio di riguardo alle problematiche del territorio. Discorsi accorati e di grande benvenuto anche quelli dei consiglieri Curia, Antoniotti, Caputo, Micciullo, Scorza, Lucisano, Vulcano e Caracciolo. Chiude il consigliere Flavio Stasi, ricordando ed elogiando le molte battaglie vinte da Mons. Marcianò, ma riservandosi di porre l’accento sulla vertenza Tribunale. Una battaglia che purtroppo in città hanno perso tutti.

ROSSANO, MASCARO: I DISAGI DELLA NOSTRA AREA SONO TROPPI. DA AFFRONTARE IN COMPLETA SOLITUDINE

Il sindaco Stefano Mascaro, ringraziando con emozione il già Arcivescovo di Rossano, rinuncia a leggere il discorso preparato per l’occasione. Preferendo un dialogo a braccio, lontano da dinamiche metalliche e asettiche, che poco si addicono alla celebrazione. E non è un caso che abbia dovuto interrompere il proprio discorso, rotto dall’emozione, sottolineando la consapevolezza di quanti siano i disagi vissuti dalla nostra area. Da affrontare in completa solitudine. E che neanche un prestigioso riconoscimento come l’inserimento di Rossano nelle Giornate del FAI 2017 riesce a compensare.

Non manca un invito al collega Giuseppe Geraci alla pazienza, alla disponibilità e al confronto. “Non dobbiamo combattere nessuno, ma procedere insieme verso un processo storico quale la fusione con gradualità e sinergia”.

APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA DELIBERA SULLA CITTADINANZA ONORARIA

Fra gli applausi dei presenti, alzatisi tutti in piedi, è stata approvata all’unanimità con immediata esecutività la delibera che conferisce la cittadinanza onoraria a Mons. Santo Marcianò.

OLIVERIO: TUTTA LA CALABRIA OGGI SI RITROVA NEL GESTO TRIBUTATO A TE DA ROSSANO

“Oggi do atto a Mons. Nunnari  di quanto riferitomi anni fa – ha esordito il Governatore Oliverio -. Che in tempi non sospetti parlò di Mons. Marcianò come di un giovane che avrebbe fatto molta strada. È divenuto un punto di riferimento per la comunità, massimo promotore del riconoscimento del Codex come patrimonio UNESCO. E il riconoscimento che oggi la città ti tributa è il segno che hai saputo svolgere la tua funzione attraverso atti pregni di valore. In te si riconosce un figlio che sa esprimere e seguire i valori che contraddistinguono la nostra terra. Siamo orgogliosi ed onorati e in questo giorno tutta la Calabria si ritrova nel gesto a te tributato da Rossano. Tu che sai esprimere i valori della profondità e dell’interiorità a noi insiti”.

MONS. SATRIANO: TI VOGLIAMO BENE

L’attuale Arcivescovo di Rossano-Cariati Mons. Giuseppe Satriano si è detto molto felice “nel vedere un’intera città protesa in un atto d’amore. In questi sette anni ci hai dimostrato di saper incontrare da vero pastore una città e un intero territorio. Ti vogliamo bene”.

MARCIANÒ: SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE CALABRESE

“Sentivo questa cittadinanza molto grande per me, mi sentivo inadeguato – ha affermato il neo cittadino Mons. Marciano dopo aver ricevuto in dono la targa confezionata da Gerardo Sacco -. Per questo ho tardato a scegliere la data. Volevo che la mia presenza passasse un po’ inosservata, lasciando protagonista quel poco di bene che sono riuscita a donare.

Sento di dirvi che sono orgoglioso di essere calabrese e non ho mai smesso di parlare in dialetto. E sebbene Dio abbia voluto che continuassi a svolgere il mio Ministero fuori dalla Calabria, non ho mai dimenticato le mie origini. Nessuna realtà può vantare le nostre tradizioni. Ma il rischio è quello che si offuschi la memoria. Viviamo un tempo in cui l’umano sta perdendo il suo calore, disgregandosi sempre di più, rischiando di diventare disumano se non addirittura inumano. Un rischio che i calabresi corrono ancora di più nella misura in cui in questa nostra terra non rimane più nessuno. Per questo ci tengo a sottolineare che, accogliendo con gioia questa cittadinanza, non posso non sentirmi cittadino di Rossano ma anche di qualsiasi altro comune di questo territorio”.

 

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