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Rossano, priorità al processo di fusione

antoniottiContinuo, purtroppo, a registrare accesi contrasti su quello che è il processo amministrativo-culturale di fusione tra Rossano e Corigliano. Chiarisco subito che su questo cammino non è stato posto alcun veto, né preclusione. Il Consiglio comunale di Rossano ha solo espresso, all’unanimità e dimostrando grande senso di responsabilità, la sua posizione, ritenendo opportuno dare una risposta chiara alle diverse sollecitazioni giunte dalla società civile e dal mondo dell’associazionismo. Ecco perché credo sia doveroso rispettare gli step stabiliti congiuntamente da entrambe le Amministrazioni comunali prima di programmarne degli altri. Infatti, ho già detto e chiarito in seno all’Assise civica dello scorso 16 gennaio che ogni nuova proposta che possa portare ad un percorso istituzionale ampio nella Piana di Sibari dovrà essere discussa successivamente alla definizione dell’iter attualmente in atto tra i due Comuni dell’Area urbana. Diversamente, si rischia di generare una pericolosa confusione nell’opinione pubblica. Non c’è stato alcun atto di chiusura nei confronti del territorio. Anzi. Ho salutato con piacere la proposta del Sindaco di Cassano all’Jonio di avviare un confronto sulla possibilità di realizzazione di un’area vasta della Sibaritide; mentre ho raccolto con perplessità le affermazioni del Primo Cittadino di Mandatoriccio. Ad ogni buon modo, prima di ogni altra azione, penso sia un atto di profonda correttezza, da parte di tutti, attendere la determinazione del Consiglio comunale di Corigliano sull’eventuale ipotesi di fusione.
È quanto dichiara il Sindaco Giuseppe Antoniotti chiarendo rispetto ad alcune posizioni emerse nei giorni scorsi riguardo alla proposta di fusione dei Comuni dell’Area urbana, sulla quale il Consiglio comunale di Rossano ha già espresso all’unanimità il suo parere favorevole.
In questi mesi – dichiara Antoniotti – nei quali l’opinione pubblica sta riservando massima attenzione al tema della fusione, ho preferito il silenzio, rispettoso della pluralità di idee che stanno maturando e soprattutto consapevole che ogni decisione o indirizzo in tale senso debba essere assunto dalle due Amministrazioni, chiamate a rispondere a questa esigenza di unificazione in modo chiaro e convinto. E, senza dubbio, il dibattito che sta emergendo può essere di supporto a questo processo. A proposito. Ho salutato con piacere la proposta, lungimirante e positiva, del Sindaco di Cassano all’Jonio, Gianni Papasso, di voler avviare ogni utile iniziativa atta a concretizzare un’area vasta della Sibaritide. Certo – precisa il Primo cittadino – questa idea, che ritengo sia carica di entusiasmo e spirito propositivo, pone la condizione imprescindibile che ogni iniziativa volta a compiere un processo di associazionismo, cooperazione o addirittura unificazione dei comuni del comprensorio ionico può essere considerata solo successivamente al compimento del delicato iter politico-amministrativo intrapreso da Corigliano e Rossano. E quindi solo dopo la risultante determinazione di entrambi i Consigli comunali sulla fusione delle due municipalità. Ogni ulteriore idea, in questo particolare momento, benché lodevole e positiva potrebbe innescare confusione nei cittadini e quindi congelare per sempre ogni possibilità di fusione, unificazione o associazionismo amministrativo. Ma così come ebbi a ricordare nel corso del Consiglio comunale di Rossano del 16 Gennaio scorso, nulla eviterà nel futuro, anche prossimo, di valutare ulteriori possibilità aggregative con le realtà prossime a quella che è attualmente l’Area urbana. Un dialogo, questo, che dovrà essere aperto alla comunità di Cassano, così come a quella di Crosia, entrambe dirette e consequenziali al tessuto socio-economico di Corigliano e Rossano.
E con questo – prosegue Antoniotti – rispondo anche alle osservazioni sollevate dal collega di Mandatoriccio, Angelo Donnici. Oggi, Rossano, dando il suo consenso all’avvio del processo di fusione e dopo essersi fatta carico di supportare la vicina Corigliano nei programmi di sviluppo, ha sicuramente il merito di aver sfatato il mito del suo campanilismo. Così come resto altrettanto convinto che l’evoluzione verso la creazione di un’unica entità comunale tra le due Città, soprattutto in questo particolare momento, non debba far registrare alcuna interferenza. Anche perché generare ulteriori polemiche, molte delle quali preconcette, rischierebbe di generare paure e diffidenza nelle due comunità che saranno successivamente chiamate a decidere, attraverso il referendum, sulla necessità o meno di procedere verso la fusione. La politica – conclude Antoniotti – è stata chiamata a dare un proprio indirizzo a questo progetto. Ogni altra decisione dovrà essere assunta una volta che entrambe le popolazioni avranno effettuato la loro scelta.

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