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Rossano, la politica delle correnti agita i sonni

L'ospedale della Sibaritide

L’ospedale della Sibaritide

La Calabria politica e i suoi mille “volti”. A poche settimane dalla tornata elettorale regionale, gli schieramenti stanno affilando le unghie in vista delle ultime conquiste.
E mentre Berlusconi corteggia il senatore Gentile per un ritorno al recente passato, in regione il centrodestra non ha ancora deciso su chi puntare. Ferro, Raffa, Galati sono i nomi che circolano maggiormente ma il Cavaliere pare voglia affidarsi a Callipo senior, il re del Tonno che già stava pensando ad una sua discesa in campo supportato da liste civiche.
Che sia il “cavallo” vincente secondo l’ex premier? Lo sapremo presto perché dalle postazioni di comando, una decisione scaturirà presto, presumibilmente anche in questo week end. Sempre nel centrodestra, la “costituente popolare”, la santa alleanza fra Ncd e Udc di romana ispirazione, sembra piacere ai plenipotenziari regionali dei due partiti.
Sul fronte opposto tutto passerà dall’esito delle primarie di questa domenica, 5 ottobre.
Riversando, invece, le attenzioni sulla città, anche in questo caso la politica è dai mille volti. A sinistra, il Pd appare all’osservatore esterno, spaccato più che mai con i due circoli, l’uno contrapposto all’altro neonato, sia per quel che riguarda le linee guida che, ad esempio, per le candidature alle primarie con il nuovo circolo dalla parte di Callipo junior, l’altro dei “senatori” locali del partito dietro Oliverio. Ciò non fa altro che incutere una certa confusione nell’elettorato.
E non che il centrodestra non sia da meno perché anche in questo caso, le “correnti” la fanno da padrona. Forza Italia pare seguire la guida cosentina; Fratelli d’Italia sembra avere un raggio d’azione più autonomo, l’Ncd, da queste parti, non lascia alcuna traccia.
Nel mezzo le candidature regionali potrebbero dividere ulteriormente le simpatie della città e di un’area politica che qui ha radici profonde. A proposito: bisognerebbe prendere in mano una calcolatrice e fare due conti. Basteranno oltre 10mila preferenze – dalla parte dei vincitori e non dei vinti – per accaparrarsi uno scranno in Consiglio regionale? Il bandolo della matassa, insomma, è più ingarbugliato che mai, con la conseguenza di non riuscire a trovare una sintesi sulle persone da candidare oppure sulle filosofie di pensiero da seguire. Come se ognuno andasse per conto proprio. E questo modus operandi non può non alimentare sempre più il fuoco della discordia, anche se fra “parenti”, oltre a “bruciare” la politica locale. Un esempio su tutti? Nell’area urbana Corigliano-Rossano in campagna elettorale si ascoltano le solite promesse da marinaio, questa volta dedicate al costruendo ospedale della Sibaritide. Tutti promettono tutto a costo di accaparrarsi un consenso e non si afferra il concetto secondo il quale se tutti non remano dalla stessa parte, la politica locale potrà – forse – tagliarne solo il nastro inaugurale.

l. l.

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