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Rossano: omeopatia, per favore non chiamatela alternativa

di SAMANTHA TARANTINO

convegno-omeopatiaOmeopatia, prospettive, terapie e soprattutto un nuovo modo di approcciarsi al paziente e alla malattia, attraverso un semplice sorriso e con tanto tanto ascolto. Queste alcuni degli entusiasmanti argomenti che hanno alimentato il Convegno – dibattito tenutosi nei giorni scorsi a Rossano dal titolo “La Medicina omeopatica per una nuova prospettiva diagnostico-terapeutica”. Che la medicina si stia evolvendo questo è fuor di dubbio. Che stia uscendo da cattedre polverose e da corsie di ospedali perennemente affollati, è un altro dato di fatto. Per questo sempre di più in tutta Italia si organizzano convegni in cui a parlare sono medici esperti che abbracciano discipline che fino a poco tempo fa sembravano impossibili da accostare. E quindi ben vengano incontri in cui medici chirurghi portano la propria esperienza di tutti i giorni per raccontare con entusiasmo come sia possibile far coesistere un metodo integrativo alla medicina tradizionale. L’omeopatia non è una teoria filosofica, ma una tecnica terapeutica antica che si contrappone alla legge dei contrari della medicina convenzionale e della farmacologia moderna. E partendo da questi punti i relatori al convegno, fortemente voluto dalla Federazione italiana donne arti e professioni sezione di Rossano nella persona della presidentessa Silvana Scarnati, si sono distinti ognuno nella propria branca. E con quanto interesse si apprende dal dottor Aldo Mellace, medico chirurgo specializzato in kinesiologia, che ciò che siamo sin da piccoli saremo inevitabilmente da adulti. E questo sia per quanto riguarda la posturologia, la dentizione e tutto ciò che attiene al nostro modo di affrontare la vita di tutti i giorni.  Occorre ascoltare i bisogni del corpo, i segnali che vengono da una debolezza muscolare e da posture errate. E come cura? Niente di meglio di una prescrizione che viene direttamente da mamma Natura.E dunque se fino ad un po’ di tempo fa qualsiasi problematica di postura si curava con il busto o corsetti, oggi non è strano sentir parlare di cure che mettono al centro il malato e non la malattia. La malattia è un fenomeno di difesa da interpretare, assecondare, da non sopprimere. Nella pratica quotidiana invece si tende ad eliminare i sintomi. Fondamentale, dunque, il dialogo tra medico e paziente, quindi torna ad essere centrale, perché la visita inizia con l’osservazione del paziente e solo in un secondo momento si possono eseguire analisi ed esami. La causa è costituzionale che ovviamente è differente da paziente a paziente. Ed è proprio nel personalizzare le cure che l’omeopatia si distingue dalla medicina tradizionale, che invece individua il disturbo ricorrendo subito alla cura. Infine, attraverso il linguaggio del corpo si può finalmente mettere n relazione psiche e postura, intervenendo sui sistemi sensoriali tramite i recettori – oculare, podalico, dento-occlusale, vestibolare, cutaneo. E nel campo pediatrico la medicina naturale pone l’attenzione sul bambino e non sulla malattia o il trattamento terapeutico in sè, riconoscendo l’importanza dell’ambiente, della famiglia, dello stile di vita, e del relativo benessere psichico. La Pediatra Vittoria Paletta, racconta il suo percorso, affermando che la biomedicina o medicina scientifica è ottima per i grandi problemi acuti, per le infezioni, malattie importanti, ma che non è sufficiente per chi invece cercava qualcosa che andasse oltre la semplice cura dei piccoli pazienti. Renderli più forti, anziché più deboli e aiutarli a crescere al meglio delle loro possibilità, per prevenire, quando possibile i loro disturbi. E quanta importanza riveste la natura nel ciclo di vita delle donne. Ne è convinta la dottoressa Carmela Russo, medico chirurgo, che nel suo intervento ha illustrato come attraverso la medicina naturale integrativa si possono curare disturbi spesso fortemente invalidanti per le donne, come il climaterio premenopausa, o nella sindrome premestruale oppure in casi di cistite ricorrente in cui si può intervenire con il cranberry. La nuova ginecologia dunque diventa naturale e integrata in cui fondamentale è il dialogo tra medico e medico, perchè la condivisione di sensazioni di chi si apre alla medicina olistica/integrata/sistemica diventa indispensabile.

E dalla natura una risposta si ottiene sempre, dal concepimento all’età evolutiva. Questo il fulcro dell’interessante intervento di Vincenzo Mazzuca Mari medico chirurgo esperto in omeopatia clinica, che ha inoltre illustrato come la fitoterapia può intervenire proprio nell’età evolutiva e come la oloenergetica che vede l’uomo come unione di corpo, mente e spirito, lo mette in continua interrelazione con il suo ecosistema e ambiente. E quindi con l’erba pulsatilla si può intervenire in quei casi in cui la posizione podalica del feto durante la gestazione può essere pericolosa, oppure iniziare a capire che in base alle differenti costituzioni e relative classificazioni, si possono curare i pazienti. Per medicina integrata, dunque, si intende un tipo di cura basato sulla relazioni che ruotano attorno alla persona, cercando di far uso di tutti i possibili approcci terapeutici attuati da professionisti e da discipline ritenute appropriate che possano promuovere la salute e la guarigione del soggetto. Dalle sostanze provenienti dai tre regni della natura – vegetale, animale e minerale, sottoponendole ad un particolare processo di diluizione, si possono risolvere tanti problemi acuti e cronici riducendo la necessità di farmaci ottimi, ma che a volte possono dare effetti indesiderati, o proprio per aiutarla a ridurre questi effetti collaterali. E allora basta chiamarla alternativa. La medicina omeopatica non è un’opzione ma semmai un’integrazione.

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