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Rossano: nuove generazioni, vecchie dinamiche

L’EDITORIALE di MATTEO LAURIA

rossanoA Rossano le dinamiche non mutano, la politica mutua i metodi di un tempo rievocando a tratti le famose vacche di Fanfani. L’attenzione è posta in queste ore alla costituzione del gruppo consiliare “Mascaro Sindaco” che assorbe ben sei consiglieri comunali, la maggior parte dei quali provenienti dal Coraggio di Cambiare. L’obiettivo è aumentare il potere contrattuale nei confronti del sindaco Stefano Mascaro da un lato e di ridimensionare il Consigliere regionale Giuseppe Graziano dall’altro. Strategie non nuove, legittime, e forse anche comprensibili se si guarda a come la politica sia sempre stata vista nella nostra Repubblica.

Si tratta di un gruppo composto per lo più di giovani, alcuni alla prima esperienza. Ed è qui l’amarezza: quali modelli costoro emulano se non gli stessi cui sono costretti ad assistere ai vari livelli e nei vari contesti politico/istituzionali? Analoghi a quelli ereditati nel tempo nella stessa città di Rossano durante le trascorse consiliature. L’irresponsabilità delle precedenti generazioni riversata nelle attuali! Tuttavia ciò non costituisce un’attenuante per i giovani d’oggi, piuttosto un’aggravante in quanto consapevoli. La vera novità è stravolgere il modus operandi, mettere al centro gli interessi generali, le fasce sociali deboli, la povertà, creare posti di lavoro, incentivare l’occupazione, liberare l’iniziativa d’impresa eliminando il vecchio vezzo di tenere sotto scopa chi ha idee imprenditoriali. Le tematiche purtroppo sono tante.

ROSSANO, COMPORRE LISTE CON PERSONALITA’ DEDITE DAVVERO AL BENE COMUNE

Dal “nuovo” ci si aspetterebbe quest’approccio e non certo la piattaforma, seppur legittima, di rivendicazioni per soddisfare appetiti o posti in giunta. Né è pensabile che una certa mentalità la si acquisisca con il cambio di uno o più assessori. Al di là del singolo episodio che riguarda il Consiglio comunale di Rossano, la problematica è da inquadrare in un contesto generale in larga parte tutto italiano. Va spezzata la catena secondo cui candidati a sindaco e partiti scendono a patti col diavolo pur di vincere una campagna elettorale. Liste piene di soggetti che hanno come unico requisito i pacchetti di voti. Che rappresenteranno successivamente le cosiddette cambiali in bianco da onorare a tutti i costi, altrimenti come arma si minaccia la sfiducia.

Né è sopportabile l’atteggiamento dei sindaci o di altri che prima incassano i voti e poi gridano autonomia e indipendenza nell’agire amministrativo. La via maestra, anche se tali ragionamenti si prestano all’utopia e all’idealismo, è comporre liste con personalità dedite davvero al bene comune, non soggiogate dall’assillo di gestire un potere, coraggiose e competenti, lontane dall’idea di dover soddisfare i comparaggi. Solo allora si respirerà aria di vera democrazia. Al contrario saremo condannati a convivere con la miseria dei comportamenti umani di gattopardesca memoria, secondo la quale tutto cambia perché tutto rimanga uguale.

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