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Rossano, nasce la Casa della Speranza. Satriano: riapriamo gli occhi sulla povertà

di MARTINA FORCINITI
rossanorossano“Riconnettere un tessuto sociale significa non solo ridare dignità alle persone, ma anche – di conseguenza – riconsegnare luminosità a un centro cittadino”. È, questa, la sintesi di una consapevolezza cristallina, restituita agli operatori dell’informazione dall’Arcivescovo di Rossano-Cariati S.E. Mons. Giuseppe Satriano. La medesima consapevolezza che ha guidato la Chiesa locale nella realizzazione di un progetto di sostegno al mondo dei poveri che si contraddistingue non solo per virtuosità, ma anche per lungimiranza. È quindi sotto i migliori auspici che nasce a Rossano la Casa della Speranza, i cui obiettivi ed elementi distintivi sono stati presentati questa mattina, 2 febbraio, in una conferenza stampa ad hoc da Mons. Satriano e da Don Pino Straface, direttore della Caritas Diocesana.

Una piccola opera segno, realizzata grazie alla sinergia di diverse realtà (Caritas, Associazione Tenda, Ferrovie dello Stato), che mira a mettere al centro la persona; attraverso l’attivazione di percorsi di supporto alla realtà di indigenti che – esclusi dalla società – cercano di dare un senso alla propria vita. Non si tratta di un’opera certamente faraonica ma di un’attività che pur nella sua semplicità – sfruttando l’esistente – opera nell’intento di offrire un servizio alla comunità; sotto il segno di quella struggente invocazione rivolta dai poveri che non ce la fanno. Un progetto per cui siamo stati attaccati da Iacchitè, giornale online cosentino ormai rinomato per la pubblicazione di notizie assolutamente prive di fondamento; vere e proprie fake news che hanno screditato ingiustamente buona parte della società locale. Abbiamo deciso di non rispondere, facendo in modo che a parlare siano i fatti; che a partire dal 7 febbraio saranno evidenti a tutta la comunità.

CASA DELLA SPERANZA, I SERVIZI OFFERTI

Abbiamo creato una convenzione con le Ferrovie dello Stato per l’ottenimento in comodato d’uso dei locali della stazione ferroviaria di Rossano: per dare riabitatività alla struttura aprendo spazi di incontro, offrire servizi che diano sollievo e, soprattutto, per educare. La scelta del contesto cittadino è fortemente voluta, anche alla luce di comodità e strategicità della posizione di un centro che offrirà servizi a tutto il territorio pastorale diocesano”. Diversi i servizi offerti agli utenti della Casa Della Speranza:

  • Servizio doccia, che – come evidenziato dallo stesso Satriano – risponde soprattutto all’esigenza dei molti senzatetto, costretti spesso a vivere nelle proprie macchini e quindi impossibilitati a usufruire dei servizi essenziali;
  • Servizio lavanderia;
  • Smistamento e consegna vestiti, il più richiesto: lunedì, mercoledì, e venerdì dalla 16 alle 19 viene effettuato il servizio di consegna indumenti; martedì e giovedì, sempre agli stessi orari, si effettua la raccolta e lo smistamento vestiti;

 

  • Poliambulatorio medico: adesso lavora in funzione delle richieste provenienti dal centro di ascolto. Esso è dotato di medici di base e specialisti (tutti volontari) che intervengono a seconda della patologia clinica dell’utente;
  • Centro di ascolto, con la possibilità di usufruire anche di consulenze psichiatriche: filtra le richieste e le esigenze degli utenti, attivo dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19;
  • Emporio della solidarietà: permette il ritiro di prodotti (cibo ma anche generi di prima necessità) che i poveri scelgono in prima persona; aperto il martedì e il giovedì dalle 10 alle 12.
INAUGURAZIONE PROGRAMMATA PER IL 7 FEBBRAIO

Le famiglie destinatarie dei servizi – ha rimarcato don Pino Straface – sono quelle con minori a carico segnalate dai parroci; alle quali viene consegnata una scheda magnetica a punti da utilizzare per il ritiro dei prodotti (per una famiglia di 4 persone, vengono caricati 25 punti ciascuno; 1 punto equivale a 0,50 centesimi)”. “Una casa nella casa di Rossano – ha chiosato Mons. Satriano –. Che ci auspichiamo possa restituire dignità e bellezza a ciascuno dei nostri poveri; e con poveri non ci riferiamo solo agli immigrati, ma anche e soprattutto a tutti i membri delle nostre comunità locali che, per i più svariati motivi, si ritrovano vittima di fenomeni rovinanti: ludopatia (il più devastante nella realtà parrocchiana), scollamento sociale, usura, ecc.).

L’inaugurazione della Casa della Speranza è programmata per il 7 febbraio, con l’onore della presenza del cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, presidente del Sinodo straordinario sulla famiglia e di Caritas Internationalis. Che non ha esitato un istante nell’accettare l’invito, a testimonianza di una vicinanza evangelica agli emarginati, agli esclusi e ai più disprezzati.

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