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Rossano, mercati rionali: le mille potenzialità

DI SAMANTHA TARANTINO

MERCATI RIONALIA chi di noi non è mai capitato di trovarsi a girovagare tra le colorate bancarelle di un mercatino di quartiere di una località turistica o meno e restarne inesorabilmente attratti? Vuoi mettere la sensazione unica di sentire quei profumi che caratterizzano un luogo. Quei prodotti che sai di poter trovare solo lì, tra quelle file variopinte del mercatino rionale del posto tal dei tali? Immaginiamo che anche nel centro storico di Rossano, gruppi di turisti si aggirano tra banconi espositivi di prodotti culinari Ad esempio un “pip e patat” in cartoccio, o polpette di melanzane, rigorosamente fritte, da asporto. Ma anche frutta. Le nostre pirette ad esempio, gustosissime dissetanti contro la calura estiva. O le susine. Un prendi, gusta e porti via. E dove trovarli? Al mercato rionale del centro storico di Rossano. Non solo cibo, ovvio.

MERCATI RIONALI: NON SOLO CIBO ANCHE MANUFATTI TESSILI

In molti mercati di svariate città o paesini della nostra splendida Italia, è molto comune trovare sui banchi, manufatti tessili, centrini, copritavoli, coperte realizzate interamente a mano. Ma anche bavaglini per bambini. Tutte opere di donne esperte che nel tempo si sono passate l’arte di mano in mano, di filato in filato. E allora perché non esporre, anche a Rossano, i manufatti tessili di abili signore, che coinvolte, di sicuro, rappresenterebbero una vera continuità di tradizione e appartenenza al territorio. Si parla tanto di identità territoriale e poi permettiamo che queste risorse restino confinate? Ma anche i prodotti in ceramica potrebbero trovare il giusto spazio. Rossano è una città che vanta molti artisti, i quali potrebbero realizzare prodotti unici, scoraggiando la chincagliera da quattro soldi e di pochissimo valore. Accanto a tutto ciò poi, continuare nell’esposizione e vendita di abiti, casalinghi e quant’altro come in tutti i mercati e mercatini.

MERCATI RIONALI: ROSSANO E LE SUE POTENZIALITA’

Fiera di S.Angelo anni ’20/’30. Fonte foto “Immagini della Memoria” del prof. Mario Massoni

Per non parlare delle fiere. Chi non ha notato come ormai da anni le fiere, che dovrebbero essere dei mercati più grandi, sono tutte uguali. Nulla le contraddistingue. In passato si aspettavano le fiere come eventi per un intero comprensorio. La Fiera di Sant’Angelo a Rossano era molto attesa. Si vendeva di tutto. Animali di tutti i tipi, soprattutto da lavoro, in particolar modo negli anni’30 . Tantissimi I prodotti artigianali, anche perché era più facile reperirli. A differenza di oggi che l’artigianalità è diventata un lusso. C’erano i mastri delle botteghe, delle figure da libro “Cuore”, che caratterizzavano anche le vie dove si trovavano. E’ questo il problema oggi. A Rossano, Codex a parte, di caratteristico non c’è proprio nulla. Che poi a dirla tutta sarebbe anche riduttivo definire il Codex come una caratteristica di Rossano. Non per niente è Bene Unesco, quindi dell’umanità. Ma per fortuna ha quel genitivo nel suo nome, che lo rende rossanese. Eppure manca a Rossano quel profumo di genuinità che c’è, ma è soffocato da mille problemi. Carenza idrica in primis. Che poi è un paradosso. La nostra montagna, sacra a monaci eremiti di un tempo, è così ricca di corsi d’acqua.

Genuinità dicevamo. Le maestranze ci sono. Sono molte le signore che hanno nelle mani, l’arte del ricamo. Così come in tanti cucinano prelibatezze uniche. E allora perché non valorizzarli? Facciamo in modo che chi va via dalla nostra città, ritorni, ricordandosi di quei prodotti che solo qui può trovare. Oltre alle grandiose testimonianze artistiche. Cerchiamo di rendere caratteristiche le nostre unicità.

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