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Rossano: Mascaro e quella voglia di raccontare a tutti come stanno le cose con un bel comizio

DI REDAZIONE

Il Sindaco di Rossano, Stefano Mascaro

Il Sindaco di Rossano, Stefano Mascaro

Che Rossano sia sprofondata in un baratro amministrativo, politico e sociale, è ormai chiaro. Ma non da oggi. Bensì da oltre vent’anni. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ed è anche inutile ricordarli. In quanto argomenti triti e ritriti. Il rischio è quello di annoiare i lettori. Da quasi tre mesi la città, dopo la buona esperienza commissariale targata Lombardo, ha una nuova giunta. Il Sindaco Stefano Mascaro la sta completando man mano che si va avanti. Ha iniziato nominando subito cinque assessori. Frutto dell’accordo politico che ha portato alla sua elezione. Accordo con il movimento “Il Coraggio di Cambiare l’Italia”, facente capo al consigliere regionale Giuseppe Graziano (che è anche coordinatore provinciale di Forza Italia) e con il Partito Democratico. Dopo la nomina dei primi cinque assessori, si è atteso per quasi due mesi la nomina degli altri due. Un tira e molla. Soprattutto su un nominativo: Nicola Candiano.

L'avv. Nicola Candiano

L’avv. Nicola Candiano

Che il Primo cittadino ha deciso di nominare la scorsa settimana. Affidandogli, tra le altre, due tra le deleghe più importanti: bilancio e urbanistica. Proprio sulla scelta del noto avvocato amministrativista (esponente del PD e già assessore al bilancio nella giunta Filareto tra il 2006 e il 2011), sono sorti problemi con gli alleati del CCI. Problemi di non poco conto, visto che questa delega (tanto voluta da Mascaro) è rimasta in sospeso fino a qualche giorno addietro. Da lì un susseguirsi di comunicati. Con tanto di grido al “tradimento” e mancata univocità nei vertici del PD. Sta di fatto che su questa nomina Mascaro ha conquistato ancor più autorevolezza. Il Sindaco è lui e lui decide. Così come gli è stato riconosciuto dagli alleati del CCI. Ma, evidentemente, da dietro le quinte non sono pochi i fendenti che gli arrivano. E di questa storia ha iniziato a stancarsi. Troppe polemiche, troppi mugugni, troppe beghe. Mascaro vuole governare. Non vuole perdere tempo. Anche perché fino adesso se n’è perso abbastanza. A questo punto non è escluso che decida di indire un pubblico comizio in Piazza Bernardino Le Fosse, quella stessa piazza che lo ha applaudito ed apprezzato in campagna elettorale. Per raccontare ai cittadini come stanno realmente le cose. Senza affidarsi solo ed esclusivamente ai comunicati stampa. La piazza e il rapporto diretto con la sua gente lo stanno tentando. E siamo certi che se dovesse arrivare a questa decisione, non sarebbero poche le sorprese che potrebbero venirne fuori. Mascaro non vive di politica. Anche se la politica in casa Mascaro è presente da sempre. Stefano Mascaro, quindi, non ha bisogno di restare incollato alla poltrona a tutti i costi. E’ un imprenditore. Ha il suo lavoro. Non vive di politica. Il suo ufficio è la sua azienda. Quindi, se dovesse perdere la pazienza, stiano attenti tutti coloro i quali stanno cercando di mettertgli il cosiddetto bastone tra le ruote. Perché se cade Sansone, possono cadere anche tutti i filistei.

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