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Rossano, l’umanità della Caritas

caritas“A che ora servite la cena? Ho moglie e due figli e non mangiamo carne di maiale”. In un italiano stentato, Samir si fa capire. È a Rossano da qualche settimana, nella speranza di poter trovare lavoro, con l’apertura della campagna agrumaria che partirà a breve. Le sue condizioni sono precarie, si guadagna da vivere prevalentemente nelle campagne e facendo piccoli lavoretti di manutenzione, grazie a qualche amico che vive qui da più tempo di lui. Samir è di origine macedone e coccola la sua bimba guardandola con occhi estasiati. Non ha un lavoro “stabile”, è ospite e la sera va a cena alla Caritas.
Un piatto caldo, un po’ di calore umano, condividere il valore dell’accoglienza, sono cose che fanno bene all’anima.
Alla mensa della Caritas, in una traversa di via Manzoni, Samir trova ad accoglierlo la cena e tanti sorrisi. Sono quelli dei volontari che “servono”, tentando di non far mancare nulla a chi come lui ha bisogno di un aiuto. In questo periodo la mensa della Caritas di Rossano serve circa cento pasti a sera – perché il servizio è aperto solo dalle 17.30 alle 19.30 – ma presto, tra qualche settimana, raddoppieranno proprio in vista della raccolta degli agrumi, quando nella Piana di Sibari giungeranno migliaia di migranti. In cerca di “fortuna”, o più semplicemente, di un lavoro col quale “tirare a campare”.a Caritas diocesana, da anni ormai, svolge questo tipo di accoglienza. Le mense di Rossano, le due di Corigliano (Schiavonea e centro storico) e quella di Mirto non fanno mancare nulla. Per i più bisognosi, ecco pronti un maglione ed un paio di scarpe quando dalle famiglie vicine alla Caritas o dalle parrocchie giunge del vestiario in disuso. L’ente caritatevole si occupa anche di prima accoglienza. A Rossano alta, un centro è adibito a dormitorio, in attesa che gli ospiti trovino sistemazione mentre le suore, all’occorrenza, si prendono cura di madri e figli in difficoltà. In via Manzoni, arrivano alla “spicciolata” e vi è anche chi, quel pasto, chiede di poterlo portare via. Da qualche tempo, poi, insieme ai migranti che giungono a Rossano, prevalentemente dall’Est Europa, quindi la stragrande maggior parte dalla Romania e dalle regioni balcaniche, non è difficile trovare ospiti che giungono dall’Africa, e non solo dalle zone del bacino mediterraneo, e sempre più abitanti del luogo che, divorati dalla crisi, senza un lavoro, non sanno a quale santo votarsi.

l. l.

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