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Rossano, Lorenzo Antonelli: “Siamo pronti a promuovere il Codex?”

lorenzo-antonelli-3La Città del Codex è un’entità che sta diventando sempre più concreta. Rossano attende l’arrivo del prezioso evangelario ma, allo stesso tempo, ha l’obbligo di prepararsi ad accoglierlo e a saper ospitare i flussi turistici che giungeranno nel territorio per ammirare questa meraviglia. Siamo pronti a farlo? Abbiamo le capacità strutturali e culturali per attirare e accogliere i flussi di visitatori, in un mercato sempre più esigente? Abbiamo colto qual è l’essenza fondamentale di questo importante monumento vivente? Nel giro di poco più di due anni, attraverso un percorso fatto di piccoli ma importanti passi, la nostra Città ha iniziato a plasmarsi, ricalcolando la propria mission turistica, attorno al suo più celebre monumento. Ma la paura è che tutto questo possa risultare, alla fine, un contenitore vuoto, privo di contenuti concreti che sono rappresentati innanzitutto dalla quella capacità, espressa da istituzioni e cittadini, di saper “vendere” al turismo dei grandi numeri questo patrimonio e di conseguenza il territorio.
Sono le perplessità e, allo stesso tempo, le provocazioni del vice presidente del Consiglio comunale, Lorenzo Antonelli, che sin dall’inizio dell’esperienza amministrativa in seno all’Assise civica sta lavorando per sensibilizzare Istituzioni e cittadini sull’importanza strategica che può assumere la promozione del Codex Purpureus Rossanensis per incrementare le presenze turistiche, rilanciando quindi le aspettative economiche e di sviluppo su questo territorio.
È arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e lavorare – dichiara Antonelli – per costruire attorno al nuovo Museo diocesano, che custodirà il Codice purpureo, un complesso sociale, culturale e strutturale degno di ospitare i flussi turistici che, si spera, giungeranno nel nostro territorio per ammirare questo meraviglioso documento. Da sempre mi sto battendo affinché l’azione di promozione del brand Città del Codex sia una priorità, ma anche una opportunità di crescita per gli amministratori e soprattutto per il mondo imprenditoriale. La scelta lodevole – aggiunge il vice presidente del Consiglio – dell’Amministrazione Antoniotti di rinnovare l’intera segnaletica stradale urbana inserendo nella nuova tabellonistica la dicitura di “Città del Codex” servirà a poco se rimarrà un atto solo fine a se stesso. Dobbiamo saper esportare questo brand oltre i confini territoriali, facendolo approdare sui mercati turistici internazionali. Solo allora potremo iniziare a parlare di sviluppo turistico. Certo, questa operazione di marketing non può essere affidata alle sole forze dell’Amministrazione comunale. Che però, così come sostengo da tempo, potrebbe farsi promotrice – sottolinea Antonelli – di un tavolo attorno al quale riunire le Istituzioni locali, la Chiesa e le forze imprenditoriali della Città e, insieme stabilire un piano d’azione. Che miri, innanzitutto, a sovvertire la mentalità dei cittadini, istruendoli e informandoli, anche con perseveranza, che la presenza permanente nel nostro Comune di un monumento così importante può determinare opportunità di crescita considerevoli sia sul piano economico che sociale.

Nel forum sul Codex, che ho avuto il piacere di convocare nel settembre scorso, ed al quale hanno preso parte gli esponenti della chiesa, gli amministratori e i rappresentanti dellepiù importanti aziende operanti nel nostro territorio, sono emersi diversi input sui quali costruire un percorso. Mi sono fatto promotore di quella che potrebbe essere una buona azione collaterale e strategica per iniziare a radicare nel tessuto sociale l’essenza e l’importanza del Codex. Quella, cioè, di incentivare lo studio approfondito di questo importante manoscritto, già a partire dalle scuole primarie. Così come la necessità di istituire delle borse di studio per incentivare la ricerca su questo prezioso e unico documento, ampliando, così l’offerta artistica di Rossano negli ambienti culturali. Insomma, dobbiamo essere più lungimiranti, affinché momenti ed opportunità importanti, come il ritorno del Codex in Città, non si sintetizzino solo nella celebrazioni di convegni e congressi ampollosi, che rimarranno fini a se stessi, ma si lavori, sin da adesso – conclude Antonelli – per creare un percorso di promozione e di crescita davvero sostenibile.

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