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Rossano: l’inciviltà non lascia in pace neppure i defunti. Che società stiamo costruendo?

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una foto di repertorio del cimitero di Rossano

di SERAFINO CARUSO

In una società civile, i defunti (almeno quelli!) si dovrebbero lasciare in pace. Invece nella civilissima Rossano nelle ultime ore qualche balordo ha violato quel luogo sacro che è il cimitero, imbrattando alcune tombe con vernice rossa. Tra queste anche la cappella di famiglia del già Sindaco della città, nonché ex consigliere regionale, Giuseppe Caputo. Su cui sono state scritte anche alcune frasi ingiuriose. Il fatto è molto grave, anche se non nuovo nel territorio (un po’ di tempo addietro stesso increscioso episodio è accaduto all’ex Sindaco di Cassano Jonio, Gianni Papasso). Un gesto vile, che stigmatizziamo e condanniamo, ma su cui si deve fare luce e si deve aprire una seria riflessione. I defunti vanno lasciati al loro eterno riposo. Se qualcuno ha qualcosa da dire ai vivi, che lo faccia. In maniera civile e non anonima, possibilmente. Ma i morti e i cimiteri non si toccano.

SERVE UNA SERIA RIFLESSIONE

Da dove arriva tanto imbarbarimento? Da dove arriva così tanta cattiveria e malvagità? Siamo certi che si tratti solo di un caso isolato, frutto dell’azione di una o più menti contorte e perverse. Ma questo territorio, per crescere, deve agire sulle coscienze di tutti. Questo territorio deve iniziare a responsabilizzarsi, ognuno per conto proprio e collettivamente. Famiglie, società civile, Chiesa, associazioni, partiti e movimenti politici, scuola, mondo dell’informazione: tutti dobbiamo fare qualcosa. Perché quando si arriva a dover registrare questi macabri fatti, vuol dire che qualcosa non è funzionato e si deve correggere il tiro.


 

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