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Rossano, Leonardo Trento su metro leggera: “Utilizzare fondi 2007/2013”

leonardo-trento-08-2012Se il dibattito sulla metropolitana leggera Sibari-Crotone, esploso in modo anche sospetto nell’ultimo periodo, venisse collocato, come è naturale, nel quadro di una più ampia discussione sui trasporti in Calabria (il vero buco nero regionale!) e sul peso della politica regionale e nazionale rispetto alla programmazione europea delle reti primarie (un investimento di 30 miliardi fino al 2030!), ci accorgeremmo della perfetta inutilità e della auto-referenzialità di certi interventi a mezzo stampa e perfino di talune stucchevoli iniziative istituzionali territoriali.
Sui trasporti, più che sulla sanità o sull’ambiente per intenderci, la Calabria certifica in modo eloquente e plateale il fallimento totale della classe dirigente, regionale e di riflesso nazionale degli ultimi decenni. In tema di grandi politiche comunitarie, questa regione è infatti fuori da ogni programmazione.
Il piano delle reti europee approvato a maggio del 2013 prevede una rete “core” (centrale), come rete portante europea ed una rete “comprehensive” (di secondo livello, nazionale) e la Calabria non è presente purtroppo nella rete “core”. Un risultato pessimo che dimostra la scarsa capacità della politica calabrese e italiana (con errori di metodo e disattenzioni che si ripetono purtroppo anche con l’attuale Governo Renzi) di essere presente ed efficace nelle sedi competenti, cioè a Bruxelles, e nei momenti giusti, ovvero quelli della programmazione e della destinazione delle risorse comuni. Tanto è vero che, sempre nell’ambito della rete “core” sono stati cancellati l’attraversamento dello Stretto e l’Autostrada del Mare (ex corridoio 21); è stata esclusa la Rete Ferroviaria: la linea Salerno-Reggio Calabria rimarrà fino al 2050 “conventional rail”.
Se poi consideriamo che nell’ambito della rete “comprehensive” la linea ferroviaria ionica non è considerata europea; che l’itinerario ionico è cancellato da Catanzaro Lido a Reggio Calabria, che tra gli aeroporti scompare dalle strategie UE quello di Crotone mentre Lamezia e Reggio sono “Comprehensive”; che nessun interporto è previsto in Calabria; che i porti di Corigliano e Crotone non sono classificati neppure di secondo livello, ci rendiamo conto ancora di più che il fallimento è davvero totale. A ciò si aggiunga, come è tristemente noto a tutti, che la Calabria è stata commissariata dalla UE dall’estate del 2013 perché non spende i propri fondi e che non esce dalla palude delle regioni povere, restando obbligata ad una nuova fase POR 2014-2020; che è inesistente una pianificazione dei trasporti così come non esistono piani di settore; che di fatto non esiste un piano regionale trasporti; che interporto e gataway ferroviario sono rimasti delle chimere nella logistica del porto di Gioia Tauro; che restano sempre a rischio chiusura gli aeroporti di Crotone e di Reggio così come è a rischio smantellamento la linea ferroviaria ionica.
A fronte, infine, di un debolissimo ruolo regionale nei confronti di Trenitalia e RFI la spesa accumulata dei fondi POR a fine 2013 nel settore dei trasporti in Calabria arrivava appena al 23% contro il 67,80% programmato. Quindi, se questa è la penosa fotografia generale della mobilità in una regione che non ha mai pianificato con metodi e strumenti adeguati, di cosa parliamo o di cosa si vorrebbe parlare quando ci si confronta, per lo più mediaticamente e non nella sostanza, sul progetto di metropolitana di superficie Sibari-Crotone?
Si ha idea del fallimento totale nel quale questa regione ed i suoi trasporti sono stati relegati per incapacità politica senza altri eguali in Italia? Se non si parte da questa premessa e da questo quadro oggettivo, che rappresenta una ipoteca sullo sviluppo sostenibile dei prossimi decenni, parlare di qualsiasi altro progetto, sganciato da ogni contesto, è e continuerà ad essere come parlare del nulla.
E se davvero il territorio vuole la metro leggera di superficie, non dilunghiamoci più in ulteriori dibattiti o in bellissime enunciazioni teoriche: chiediamo a gran voce l’utilizzo dei fondi della programmazione comunitaria 2007-2013 (e non un semplice inserimento nella nuova!). Quei fondi saranno presto restituiti indietro all’Europa perché miseramente non spesi. Investiamoli immediatamente su questo necessario progetto territoriale.

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