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Rossano, l’Associazione Auser sulle amministrative 2016

COMUNICATO STAMPA

natale-cavallo-auserAuser” è un’associazione di volontariato e di promozione sociale che opera, non semplicemente per gli anziani, ma con gli anziani. La nostra proposta associativa è rivolta in maniera prioritaria alla terza età, promuovendo l’invecchiamento attivo e  valorizzare il loro ruolo nella società, ricercando sempre il dialogo tra le generazioni.

Sa essere movimento con un proprio progetto sociale, aperta alla visione generale, ma non generalista. Le nostre attività sono connotate da una scelta di fondo:  avere al centro  le persone con i loro bisogni vecchi e nuovi nel divenire dell’età e il territorio come  luogo in cui le persone vivono e affrontano le difficoltà della vita. Ciò al fine di promuovere insieme ai cittadini, ai volontari, ai propri iscritti una visione della società in cui i principi di riferimento siano: la giustizia, la libertà, la coesione sociale, la solidarietà, la legalità, la pace e la dignità di tutte le persone a prescindere dal genere, dall’etnia, dalla fede religiosa.

La nostra presente riflessione nell’attesa delle elezioni amministrative della nostra città che si terranno nel 2016, vuole essere un contributo fattivo di riflessioni su temi che, ci auguriamo, troveranno spazio nella stesura dei vostri programmi che porterete all’attenzione dei cittadini e sui quali chiederete il  consenso per il governo della città; convinti come siamo che le istituzioni siano al servizio del cittadino e non viceversa.

Come associazione abbiamo più volte detto che la qualità di un territorio non si misura solo dalle condizioni economiche che si esprimono, ma dalla qualità della vita e dal benessere che si riesce a garantire: per questo pensiamo che occorra guardare alle nuove ed inedite domande che il territorio avanza e che vanno dall’aumento della popolazione anziana, la presenza sempre più numerosa di immigrati, al crescente impoverimento economico e di servizi , al disagio giovanile, all’ulteriore spopolamento del centro storico, alla poca attenzione  dell’ambiente e al dissesto del territorio.

Di fronte a questi scenari diventa strategico adottare politiche che siano in grado di rispondere a queste domande, dare concretezza al principio di sussidiarietà, per cui valorizzare la “cittadinanza attiva “ (associazionismo, volontariato, terzo settore.)

In questi anni, tagli continui hanno smantellato le politiche sociali che con tanti sacrifici si erano costruite a favore dei più deboli, delle persone e delle famiglie in difficoltà.

In questa situazione, il ruolo sociale del terzo settore assume una posizione di assoluta importanza: quando la politica taglia i diritti e le risorse, rimangono solo le associazioni a presidio dei più fragili.

Il Terzo settore – denominato anche “ non-profit‟ – costituisce una galassia quantitativamente rilevante e piuttosto diversa al suo interno per tipi e forme. Esse hanno in comune il fatto di essere organizzazioni che operano senza scopo di lucro, per realizzare una finalità di utilità sociale o prettamente solidaristica in vari settori d’intervento. Concorrono a promuovere la partecipazione diretta dei cittadini, ad ampliarne le specifiche attività, a produrre servizi e a ridistribuire risorse: è quindi una ricchezza per il territorio che le istituzioni devono valorizzare.

Sinora l’associazionismo è stato considerato nel nostro territorio un soggetto marginale, a volte vissuto come fastidioso e inutile nella partecipazione alla pianificazione delle attività d’intervento; eppure è portavoce delle esigenze della popolazione e in particolare, di quelle fasce più deboli altrimenti non rappresentate e che vedono così meglio tutelati i propri diritti.

Ciò non è più accettabile, occorre garantire forme di concertazione a tutela della rappresentanza e degli interessi di cui si è portatori; la regola prima e il rispetto della democrazia partecipata e condivisa.  (Piani Azione e Coesione per non autosufficienti e infanzia,  rappresentanza ai tavoli tecnici).

Uno dei più rilevanti cambiamenti che oggi ci troviamo a fronteggiare è certamente quello dell’invecchiamento demografico, termine con cui s’indica l’aumento della fascia di popolazione anziana rispetto agli altri gruppi che compongono la popolazione e al suo totale; le statistiche ISTAT su Rossano ci dicono che i cittadini over sessantacinque residenti sono passati dai 4397 del 2002  ai 5871 del 2015,  rappresentando il 16% della popolazione cittadina  con trend in costante aumento.

Le cause di questo processo sono due: 1) l’allungamento della vita (longevità) 2) la riduzione delle nascite (denatalità).

La longevità è di per sé una conquista, l’invecchiamento demografico è una conseguenza che pone, però, diversi problemi di ordine sociale, culturale, economico.

A tal proposito vogliamo sensibilizzare su deficienze strutturali pubbliche delle due opposte generazioni anagrafiche nella nostra città:

1) mancanza di asili  nido; tali strutture si rendono necessarie per venire incontro alle donne che spesso per lavoro sono in difficoltà a provvedere all’assistenza ed esigenze dei loro piccoli. Sono risapute le finalità educative, sociali, culturali di queste strutture.

2) per gli anziani manca una struttura di incontro, di partecipazione attiva, affinché si favoriscano le relazioni interpersonali, di contrasto alle condizioni di isolamento, trasformando le inevitabili criticità della terza età in opportunità.

Il numero crescente di anziani si tradurrà inevitabilmente in richieste sempre maggiori di servizi socio sanitari e di cura, ma anche in un ripensamento innovativo di ogni ambito della nostra società, tanto da influenzare l’urbanistica, la viabilità, l’apprendimento, i servizi sociali, il turismo e l’ambiente.

La nostra città non è preparata ad affrontare il tema dell’aumento della vita media come un processo positivo e di grande rilevanza sociale ed economica, riducendo, di fatto, il cambiamento demografico alla sola dimensione contabile finanziaria.

La questione anziani anche nella nostra città rappresenta la sfida del futuro; può apparire superfluo, ma così non è, il suo approccio, prima che tecnico deve diventare un momento di riflessione seria.

Il nostro appello é un invito alla società civile, alla politica, alle istituzioni di sentirsi impegnati a superare un approccio difensivo, emergenziale.

Non possiamo negare che combattiamo contro preconcetti, stereotipi e pregiudizi, tipici della cultura meridionalista. Vi è l’idea della fase della vita post-pensione riconducibile a una categoria senza voce, senza identità e piuttosto considerata un costo, un’emergenza, un peso, e per queste motivazioni si teme.

La persona oggi più in là con gli anni, è sempre più una persona titolare di diritti/doveri, capace di apprendere, di riprogettarsi, di stabilire relazioni con altre generazioni, di impegnarsi nella cittadinanza attiva e il volontariato; alla politica chiediamo di agevolare questo percorso.

Questa  nostra è una battaglia culturale per l’Invecchiamento Attivo, a favore di cittadini che rischiano di diventare invisibili perché non più produttivi nel lavoro, anche se attivi e impegnati nella società.

Non vogliamo essere soli in questa battaglia, ma avere accanto la politica con la P maiuscola.

Rivolgiamo a tutte le forze politiche e movimenti del territorio queste riflessioni, che possano essere prese in considerazione per la costruzione della nostra comunità più aperta e accogliente, solidale e attenta alle esigenze di tutti, specie dei più deboli.

Siamo  davanti ad una sfida, non solo economica, ma soprattutto sociale e culturale, che saremo in grado di affrontare e vincere se, e solo, maturerà la consapevolezza che questa sfida riguarda tutti, ad ogni livello sociale, generazionale ed istituzionale.

Se ognuno farà la sua parte.

Presidente
Natale Cavallo

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