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Rossano: la risonanza magnetica come la Tela di Penelope

di SERAFINO CARUSO

La vicenda della riapertura del servizio radiologico della risonanza magnetica nucleare (rmn) dell’ospedale civile “N. Giannettasio” ha ormai assunto i contorni del ridicolo, se non del grottesco. Dopo essere stata inaugurata la scorsa settimana (dopo oltre due anni di naftalina del nuovissimo apparecchio, con giustificazioni ai limiti dell’assurdo), negli ultimi tre giorni la risonanza è stata inutilizzabile in due occasioni. E’ una farsa o cosa? Questa triste storia ci ricorda quella della Tela di Penelope. C’è qualcuno che di notte disfa ciò che si ripara di giorno.

IN TRE GIORNI SI E’ ROTTA DUE VOLTE

Non ci si spiega come fino a martedì scorso la risonanza funzionasse. E poi martedì sera arriva la notizia dell’impossibilità di utilizzarla. Per poi essere rimessa in funzione giovedì mattina e poi di nuovo fuori uso. Salvo rimetterla in funzione nella mattinata odierna. Diversi pazienti ricoverati nei reparti, però, non ne hanno potuto usufruire.

A CHE GIOCO STIAMO GIOCANDO? E I VERTICI DELL’ASP COSA DICONO DI QUESTA VERGOGNA?

Insomma, un balletto tragicomico per nulla divertente. Che pesa sulle spalle dei cittadini e di chi si affida al servizio sanitario pubblico. Su tutta questa situazione ci piacerebbe ascoltare il pensiero dei vertici istituzionali dell’Asp Cosenza. E intanto, comunque, a Rossano va a gonfie vele il centro sanitario privato di Viale Sant’Angelo che assicura risonanze ed esami specialistici che ormai all’ospedale “Giannettasio” possiamo soltanto  dimenticare.

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