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Rossano: il testo integrale del saluto di Mons. Satriano alla Vergine Achiropita

La statua della Vergine Achiropita nella cattedrale di Rossano

Mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo Diocesi Rossano-Cariati

Pubblichiamo il testo del saluto che l’Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, S. E. Mons. Giuseppe Satriano, ha rivolto alla SS Achiropita, patrono di Rossano, in occasione della solenne processione di ieri pomeriggio.

TESTO

Festa grande nei cuori di tutti noi, per questa solenne ricorrenza che porta a Rossano molti figli lontani e dona vigore spirituale alla vita del nostro popolo. E in questo giorno di festa non possiamo non ricordare i nostri fratelli scomparsi nel terribile crollo del ponte Morandi a Genova, ci uniamo al cordoglio e alla preghiera per le vittime. Siamo ai piedi della Vergine Santa con la consapevolezza di chi ha ricevuto tanto e tanto chiede a Colei che tutto può. Nelle nostre invocazioni e implorazioni c’è desiderio di vita, di salute, di bene, di gioia vera e profonda per noi e per i nostri cari.

Noi la sentiamo potente, l’avvertiamo clemente e misericordiosa, ma facciamo difficoltà a immaginarla nelle nostre stesse vicende, avviluppata da quel senso di smarrimento e di dolore troppo spesso presenti nei nostri cuori. Quante ombre sulla sua vita, quanti presagi nei suoi sguardi, quanta inquietudine nel suo cuore. Lei come ogni donna, come ogni madre non è stata estranea a quelle tribolazioni che caratterizzano il grembo di chi è chiamato a partorire vita.

 

Vergine Madre Achiropita,

è proprio attraverso i fremiti del tuo grembo, sempre provvido di grazia, che a noi giunge anche oggi vita nuova;

sono i sussulti del tuo cuore, gravidi di trepidazione per noi che donano la salvezza;

è con il tuo sguardo ricco di misericordia e d’intercessione che siamo restituiti alla bellezza della vita.

 

Vergine Madre Achiropita,

aiutaci ad essere uomini e donne capaci di adultità, pronti e disponibili a mettere in gioco la vita per chi ci è affidato.

Nel cammino che andiamo compiendo non ci seduca la giovinezza degli anni e del corpo, ma la sapienza del cuore, per nutrire questo mondo di giustizia, onestà e responsabilità rendendolo migliore per i nostri figli.

 

Vergine Madre Achiropita,

liberaci dalla velleità di realizzarci senza l’altro, miraggio egoistico che rende sterile il cuore, e conduce a edificare abusivamente, senza scrupoli, percorsi di vita franosi che dilaniano l’esistenza di tanti.

Sostienici, invece, in ogni sussulto di generosità, lì dove l’anima si apre al respiro di Dio e genera cammini di vicinanza e di solidarietà, proprio come fecero i nostri padri in questo territorio quando accolsero i monaci che fuggivano dalla persecuzione in Oriente e in seguito le moltitudini di albanesi che scappavano dall’oppressore Ottomano.

Dischiudi, o Vergine Santa, i nostri vissuti a chi, col suo bagaglio di dolore e speranza, bussa alle nostre vite e rendici consapevoli che non c’è vita senza l’altro.

 

Vergine Madre Achiropita,

il tuo essere Madre ci doni la forza viscerale della misericordia e del perdono. Quanto risentimento coltiviamo e quanto odio dimora nelle nostre case. Spesso ricorriamo al maligno e a lui ci prostituiamo pur di trovare soddisfazione e appagamento.

Abbiamo bisogno di te Madre di misericordia, solo tu sai schiacciare il capo di colui che attenta alla nostra pace e al nostro bene.

Poni la tua mano benedicente sulle nostre famiglie lacerate dalla discordia; sana i cuori di chi si sente tradito e abbandonato; consola gli afflitti dal male fisico e riconcilia chi è spaccato dai propri errori; proteggi i semplici e i piccoli da ogni mistificazione.

 

Vergine Madre Achiropita,

un’accorata preghiera la rivolgo a te per me e per quanti sono destinati a prendersi cura degli altri nel loro servizio, nel lavoro e nel ministero.

Penso ai pastori delle comunità ecclesiali, agli educatori, agli amministratori della cosa pubblica, a quanti lavorano in uffici e realtà protese a offrire attenzione a chi è nel bisogno.

Donaci sensibilità nei confronti di chi soffre e vede calpestati i suoi diritti; liberaci dall’indifferenza di fronte alle ingiustizie e a chi le compie; aiutaci a non accomodarci nei nostri recinti sicuri ma ponici in ascolto delle attese di chi è indifeso e debole.

Il nostro essere a servizio dell’uomo non si trasformi mai in esercizio di potere e mai si prostri al successo e al denaro. Dona luce e pace ai cuori, perché la nostra vita dia testimonianza di giustizia, di verità e di liberta.

 

Vergine Madre Achiropita,

un’ultima preghiera la rivolgo a te per i giovani, speranza delle nostre comunità. Donaci giovani desiderosi di realizzare la propria vita con amore per il Signore e per i fratelli.

Benedicili col tuo sguardo e rendili amanti della bellezza, capaci di coltivare e attuare sogni belli, puliti, ricchi di trasparenze dal sapore di cielo.

Tu che sei “modello per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime dell’alienazione”[1], dona loro la perseverante tenacia dell’amore.

Nutrili di coraggio e audacia per sconfiggere la rassegnazione e la tristezza di un futuro insicuro.

Rapiscili col tuo amore al disegno divino che è scritto nel loro cuore e rendili determinati nell’investire ogni risorsa per i loro sogni più belli.

 

Vergine Madre Achiropita,

nel congedarci da Te chiediamo di essere benedetti: stendi il tuo manto di grazia e donaci consolazione e pace.

Madre nostra benedetta, rendici simili a Te perché riusciamo, anche noi, ad essere presenza di consolazione e di speranza per il mondo.

Così sia!

[1] Giovanni Paolo II, Omelia presso il Santuario di Zapopan, 30 gennaio 1979, 4, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, II/1 [1979], p.295.

FONTE: COMUNICATO STAMPA

 

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