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Rossano, il Pd ha spiazzato tutti

di ROSSELLA MOLINARI

francesco-madeoTanto rumore per cosa? La decisione del Pd di indicare il magistrato Sergio Caliò quale candidato a sindaco ha spiazzato un po’ tutti. A destra e a sinistra. E mentre fino al giorno prima ci si lamentava per il silenzio dei Dem, l’indicazione di Caliò ha dato la stura ad un nugolo di polemiche. Certo, non sulla persona, circa la quale nessuno ha nulla da eccepire. Anzi.  Ma sul metodo, contestando il mancato coinvolgimento degli iscritti e del resto della coalizione di centrosinistra.
Insomma, si ha quasi l’impressione che la figura indicata, nonché la dimostrata capacità del partito democratico di fare sintesi, stia dando fastidio. Una prima risposta alle polemiche degli ultimi giorni arriva direttamente dal segretario cittadino del Pd Francesco Madeo che, con piglio deciso e tono duro, replica punto per punto ai vari “contestatori”.
«Settori del centrodestra e della stessa sinistra, adusi ad utilizzare la politica per fini personali, di interesse ovvero di recupero di visibilità –  afferma Madeo – uniti ad altri del centrodestra in ansia di accreditamento, hanno reagito, rispetto alla eventualità di una candidatura di prestigio e radicata nella Città, mettendo artatamente e in malafede in giro, anche sulla stampa, la favoletta dell’esistenza di accordi trasversali fra destra e sinistra che addirittura avrebbero visto il Pd in combutta con Graziano e Caputo: il primo, fresco esponente del camaleontismo politico; l’altro, vecchio arnese destrorso, responsabile con tanti altri, ma più di tanti altri, della situazione tragica in cui versa la nostra Città e l’intero territorio, per degrado sociale, depauperamento di servizi, assenza di autorevolezza e così via. Non si comprendono le prese di posizione di alcuni componenti del Pd e del centrosinistra che, esclusa la malafede, possono essere imputate solo ad un difetto di comunicazione, ad un fraintendimento o alla non conoscenza delle regole statutarie». Eppure, ribadisce il segretario Dem, nel comunicato diffuso vi erano già tutte le informazioni chiare, compresa la volontà di confronto con gli iscritti del Partito, con le forze politiche del centrosinistra e con le aggregazioni e i movimenti civici decisi ad impegnarsi nella prossima tornata elettorale. Il tutto seguendo le regole dello Statuto del Partito, che disciplina anche l’Istituto delle primarie. A tal proposito, rivolgendosi a coloro che hanno contestato il metodo di scelta, Madeo specifica: «Chi vuole percorrere questa strada non ha che da attivare le corrette procedure previste al momento debito. Gli organi faranno la loro parte».
Altre critiche mosse dall’esterno, cioè «dalle forze potenzialmente alleate cui intendiamo rivolgerci, hanno lamentato un mancato coinvolgimento nella scelta: obiezione priva di logica – tuona il segretario Dem – tranne che non si pretenda di introdursi nel dibattito interno al Pd, perché la condivisione può esserci solo all’esito del confronto al quale ognuno si presenterà con la propria proposta di candidatura, con le proprie liste e il proprio progetto politico. Il percorso seguito è stato, quindi, oltremodo lineare e democratico, comunque, coerente con le regole statutarie del Pd, allo scopo di evitare fughe in avanti, personalismi e autoproclamazioni.

Questi sono i fatti! Allora di cosa si vuole parlare?! Tanto rumore per che cosa?». Respinte le lezioni da parte di chi non ha mai partecipato alla vita politica del circolo e ne ignora le regole. «Certo è singolare che fino al giorno prima – al contrario – si imputava al Pd il silenzio sulla propria proposta di candidatura e lo si incalzava a fare presto. Se qualcuno è rimasto spiazzato dalla capacità dimostrata dal Pd di fare una scelta unificante e di qualità, può comunque stare tranquillo sull’esistenza della volontà del confronto politico e programmatico per raggiungere l’obiettivo della più ampia alleanza, capace non solo di vincere le elezioni, ma di dare poi a Rossano un Governo capace di farla rinascere e proiettarla in una dimensione territoriale più ampia recuperando il prestigio di sempre». In sintesi, quindi, «il Pd ha un Progetto politico già in fase di avanzata elaborazione sulla scorta del lavoro svolto da più tempo dalle nostre consulte, dall’esperienza delle giornate in piazza, dalla campagna di ascolto lanciata con il tesseramento 2015. Tesseramento che il partito sta facendo con serietà e trasparenza dicendo no ai pacchetti di tessere che tanto danno hanno fatto in passato».

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